Cipro


Il Partito Progressista dei Lavoratori – AKEL, attivo nella Repubblica di Cipro, è stato fondato formalmente nel 1941 dalla confluenza tra il Partito Comunista di Cipro (fondato nel 1926 e messo fuori legge nel 1931) e varie forze minori che combattevano contro il colonialismo britannico. Di fatto, dal ‘41 l’AKEL è stato il braccio legale del Partito Comunista fino alla fusione ufficiale tra i due nel ’44.

AKEL si descrive come un “Partito Comunista contemporaneo, guidato dal marxismo-leninismo, che combatte per un socialismo che liberi l’umanità dallo sfruttamento e dalla repressione (…), la libertà dell’umanità è l’idea propria del socialismo”. Il Partito è particolarmente attivo sul fronte del processi di pace tra la Repubblica di Cipro e la Repubblica Turca di Cipro del Nord. Inoltre l’AKEL è strettamente legato a uno dei due principali sindacati ciprioti. Il simbolo elettorale è costituto da un pugno che stringe un martello circondato da corone di grano, e dalle scritte AKEL e 1926, data che richiama la continuità con la fondazione del Partito Comunista.

  % Seggi Posizione
Parlamentari 2006 31,1% 18/56 Primo Partito
Parlamentari 2011 31,27% 19/56 Secondo Partito
Europee 2009 34.9% 2/6 Secondo Partito
Europee 2014 26,98% 2/6 Secondo Partito
  Candidato Primo Turno Ballottaggio
Presidenziali 2008 Demetris Christofias 33,29% 53,37%
Presidenziali 2009 Stavros Malas 26,91% 42,52%

Durante la sua storia l’AKEL ha sempre mantenuto un notevole consenso elettorale, scendendo raramente sotto il 30% dei voti nelle elezioni parlamentari. Risultato primo partito alle elezioni del 2006, AKEL ha formato un governo con il Partito Democratico (centristi) e il Movimento per la Socialdemocrazia. Nel 2008 AKEL vinse il ballottaggio delle presidenziali col sostegno di centristi e socialdemocratici e il leader comunista Dimitris Christofias è diventato Presidente della Repubblica. Alle successive elezioni parlamentari del 2011 l’alleanza con i socialdemocratici si ruppe, portando a un breve governo di coalizione tra AKEL e centristi durato dal Maggio all’Agosto 2011. |Consumatasi la rottura anche coi centristi, AKEL ha condotto fino al 2013 un governo di minoranza, esperienza conclusa con la sconfitta alle presidenziali che ha riportato il Partito alle elezioni. Durante i suoi governi l’AKEL è riuscito a far passare una serie di provvedimenti popolari, in particolare l’aumento delle pensioni e delle borse di studio per gli universitari. Immediatamente dopo il ritorno in minoranza, la massiccia azione parlamentare dei comunisti è stata fondamentale per imporre un controllo dei movimenti di capitali durante la fase più acuta della crisi del debito e impedire il commissariamento del paese da parte della Troika. Sulla fine dell’esperienza di governo di AKEL rimangono però le ombre di non essere riusciti ad avviare un processo di “uscita a sinistra dalla crisi” e il blocco delle trattative di pace con Cipro Nord.

Dopo la fine dei governi a guida comunista, l’AKEL ha assunto posizioni politiche più intransigenti, in particolare dopo la crisi del debito del 2013 ha cominciato a valutare l’uscita dall’Euro come una opzione realmente praticabile. Durante le elezioni comunali del 2011 AKEL si è presentato con geometrie variabili nelle principali città, a volte in solitaria e a volte in alleanza coi partiti minori di centrosinistra.

Attualmente AKEL è la prima forza di opposizione nel Parlamento nazionale con 19 deputati su 56. Al Parlamento Europeo detiene due dei sei seggi che spettano a Cipro, e gli eletti siedono nel gruppo della sinistra GUE/NGL. AKEL è osservatore del Partito della Sinistra Europea. Vale la pena di notare che lo stesso status di osservatori alla Sinistra Europea è condiviso con due partiti minori di Cipro Nord: il Partito per l’Unità di Cipro e il Partito Nuova Cipro.

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02/02/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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