Videolezione: Le illusioni del postmodernismo III

Terza lezione del corso sul postmodernismo tenuto dalla prof. Alessandra Ciattini presso l’Università Popolare Antonio Gramsci


Che cosa c’è di nuovo nel postmodernismo?

Prendo il titolo di questo rapido intervento da un capitolo del libro di Alex Callinicos intitolato Contro il postmodermismo, ma questa domanda se la pongono in molti, tra i quali mi limito a menzionare in maniera incompetente alcuni economisti, dopo aver già rammentato la nozione di “tardo capitalismo” di Madel, che sarebbe solo il frutto delle strategie per mantenere in piedi il capitalismo e contrastare le sue contraddizioni.

Secondo Callinicos l’epoca del modernismo si sarebbe sviluppata tra il 1890-1930, e sarebbe caratterizzata da un ordine dominante semi-aristocratico, una economia capitalistica semi-industrializzata e da un movimento operaio semi-emergente o semi-insorgente (per esempio, la Rivoluzione russa, i fasci siciliani).

Come Eagleton, questi autori si chiedono se le trasformazioni di cui abbiamo parlato in precedenza abbiano effettivamente significato il passaggio a una nuova società, una nuova era, o addirittura alla fine del capitalismo. Vi sono molti argomenti contro questa ipotesi.

Continua su: “Le illusioni del postmodernismo - terza parte

28/07/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Alessandra Ciattini

Alessandra Ciattini insegna Antropologia culturale alla Sapienza. Ha studiato la riflessione sulla religione e ha fatto ricerca sul campo in America Latina. Ha pubblicato vari libri e articoli e fa parte dell’Associazione nazionale docenti universitari sostenitrice del ruolo pubblico e democratico dell’università.

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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