Articoli filtrati per data: Maggio 2026

Il merito? Una variabile derivata. La meritocrazia? La negazione del merito.Nel pamphlet di Carmelo Albanese “Il feticcio della meritocrazia” tutti i paradossi dell’ideologia meritocratica. L’autore, in modo logico-formale, ne dimostra l’inconsistenza, paragonando la meritocrazia a una religione.

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L'INVALSI e la sua missione di dar vita a una valutazione oggettiva a test di valore assoluto dell'apprendimento sono parte dell'ideologia liberista: il mito della meritocrazia anche. Nei documenti della Fondazione Agnelli, della Fondazione San Paolo, della associazione TREELLLE, e nei verbali delle riunioni internazionali dei gruppi come il Bilderberg o della commissione Trilaterale si trovano i fondamenti di questa visione distorta della scuola pubblica che, invece, non può e non deve produrre plusvalore, ma la virtù come potenzialità di Buen Vivir. 

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Stella Jean, designer trentenne, romana con madre haitiana, col suo lavoro comunica la contro-colonizzazione: “la moda è il mio più autentico mezzo di comunicazione attraverso il quale esprimere e risolvere il senso di inadeguatezza che mi ha accompagnato nei primi anni della mia vita”. 

Pubblicato in Cultura |#EFA933

Era lecito domandarsi a che servisse togliere la tutela dell'articolo 18 quando non si creano nuovi posti di lavoro e la disoccupazione aumenta. Il decreto natalizio del governo Renzi supera questa contraddizione.

Conoscere e combattere la legge che restaura il potere padronale assoluto. La lotta contro il Jobs Act continua, anzi è appena iniziata.

Con la spinta delle lotte e dei ricorsi dei precari, il Governo rischia di dover pagare multe salatissime all’UE per la reiterazione dei contratti a tempo determinato. Per questo Renzi ha ventilato l’assunzione dei precari in cambio della controriforma “Buona Scuola”. Ora è tutto rimandato. Senza farsi illusioni sulle intenzioni di questo Governo i coordinamenti dei precari torneranno davanti al Parlamento nella settimana che va dal 12 al 18 gennaio.

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I migliori 20 film usciti nella sale italiane nel 2014

di Rosalinda Renda e Renato Caputo

Finisce l’anno e le classifiche, si sa, impazzano. In mezzo a bilanci di ogni tipo, proviamo a fare quello dei migliori film. Immediatamente ci accorgiamo che il 2014 anche per i cinefili non è stato un granché: la crisi oltre ad essere economica è, del resto, anche culturale. A parte alcune eccezioni, anche i grandi registi non hanno brillato e, forse non a caso, alcune delle cose più interessanti sono state realizzate al di fuori del mondo occidentale (Snowpiercer e Si alza il vento).

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Spunta una nuova pista sul perché sia morto con la testa mozzata: si indaga anche sul suo doppelganger.

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Un militante di altri tempi: nove anni di onorato servizio in qualità di agente per il capitale.

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Un video pubblicato su YouTube con le immagini credibilmente autentiche delle volontarie italiane, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite in Siria il 31 luglio scorso. Il video sarebbe stato girato il 17 dicembre. È Vanessa a parlare in inglese: ‘siamo in pericolo, il governo ci riporti a casa’. La conferma indiretta che c'è una trattativa in corso e che i sequestratori stanno cercando di alzare il prezzo.

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TAV e altre grandi opere in regime capitalistico: affari, sfruttamento e contraddizioni. Dietro la follia (anche economica) del TAV ci sono le scelte del capitale che nella crisi sperimenta e impone un vero e proprio modello, in aperta contraddizione con l’interesse collettivo.

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La Ue al servizio della “diplomazia” Nato. Silenzio, parlano i Typhoon.

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La forza Nato in Afghanistan, dopo 13 anni di guerra e senza che la guerriglia talebana sia cessata. Dal 1° gennaio, la missione ‘Sostegno risoluto’ per la formazione dell’esercito afghano. Fine della missione di combattimento Isaf, che ha lasciato sul campo 3485 soldati dal 2001 di cui 54 italiani.

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A 10 anni dal disastro ferroviario di Bolognina di Crevalcore che ha causato 17 morti, tra cui 5 ferrovieri, e oltre 20 feriti.

Pubblicato in Interni |#61bd6d

La prima guerra mondiale è stata un crimine contro l'umanità perpetrato dal capitalismo, ma nel centenario della sua deflagrazione non è stata ricordata come tale. La strage di oltre 15 milioni di donne e di uomini è stata ancora nascosta dalla retorica. “La Città Futura” intende (nel corso del centenario del 2015) riportare al centro dell'attenzione questo conflitto e il rapporto con la nostra storia, la storia dei comunisti. È necessario proprio perché il mondo di allora assomiglia troppo a quello di oggi.

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Critica alla lettura di Paolo Pecere pubblicata su L’Internazionale

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MUna brutta storia dimenticata, ma importante, in cui spicca il nome di Macaluso. “Nulla capiremo della mafia, finché non metteremo in luce gli aspetti di questa vicenda” (L. Sciascia)

Pubblicato in Cultura |#EFA933

In molti paesi europei i comunisti e le sinistre antiliberiste, con formule organizzative differenti, crescono nel consenso e tra i movimenti rompendo con i partiti di governo del PSE, puntelli principali delle politiche di UE e BCE.

Pubblicato in Dibattito |#D43C30

Prima Puntata.
Forse non si è trattato di un incidente.

Pubblicato in Cultura |#EFA933

Mentre le elezioni anticipate si avvicinano sempre di più, per contrastare Syriza il premier Samaras punta sul panico dei mercati. 

Pubblicato in Esteri |#0092FF

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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