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Il Partito Comunista Italiano, Fronte Popolare, La Città Futura, nel rimarcare il proprio impegno per l’unità comunista entro un fronte della sinistra di classe, sottolineano il cambio di fase politica di assoluto rilievo rappresentato dall’affermazione del governo Draghi, espressione dei poteri forti, ossia delle élite finanziarie ed economiche, italiane ed europee, e la necessità di promuovere nei suoi confronti la più ampia ed unitaria opposizione possibile delle forze politiche, sindacali, sociali.

Tale governo, infatti, si evidenzia essere l’approdo di un percorso che viene da lontano, pienamente dentro la logica che sostanzia il processo di Unione Europea affermatosi, che contempla, tra l’altro, una progressiva riduzione del ruolo e della funzione dei governi e dei parlamenti, nonché degli assetti costituzionali più avanzati, come una scelta volta a normalizzare il quadro politico dato in una chiave pienamente europeista ed atlantista, ed assume un carattere costituente, volto ad affermare un assetto di potere destinato a durare nel tempo, connotandosi come strumento della riorganizzazione del capitalismo italiano, del suo rilancio.

Il Pci, Fp, Lcf sottolineano che la posta in palio è quella del chi sarà chiamato a pagare il prezzo della crisi finanziaria deflagrata nel 2008, parte della crisi strutturale nella quale versa il sistema capitalista, per tanta parte mai risolta, e da un anno drammaticamente amplificata sul piano economico e sociale dalla pandemia da Covid-19, della finalizzazione delle politiche largamente eterodirette dall’Unione Europea attraverso il Recovery Fund ed il Recovery Plan.

Politiche largamente finanziate attingendo a prestiti, alla cui restituzione l’Italia sarà comunque chiamata e che avranno come effetto di vincolarne ulteriormente e gravemente il modello di sviluppo e le politiche.

Una posta, quella in gioco, ascritta al progetto, non casualmente definito Next Generation Ue, che fa compiere all’Unione Europea un passo in avanti significativo, che la proietta sempre più lontana dall’essere soltanto un mercato unico per divenire sempre più una potenza economicamente strutturata.
Il consenso dato al governo Draghi dalla gran parte delle forze politiche presenti in Parlamento, oltre che configurarsi per tanta parte come mero trasformismo, evidenzia la subordinazione di queste al capitale finanziario, il loro essere pienamente dentro il quadro di compatibilità dato, a quel “pensiero unico” da tempo imperante.

Ciò che si prospetta con l’affermazione dello stesso è una situazione nella quale a pagare il prezzo della crisi saranno nella sostanza chiamati il mondo del lavoro, mai così frammentato e mortificato sul terreno della tutela, i pensionati, i ceti popolari, mai così lontani dal vedere rappresentate e risolte le loro istanze.

Servono politiche in assoluta discontinuità rispetto a quelle date, che si prospettano.

Per queste ragioni il Pci, Fp, Lcf sono in campo, e si sentono impegnati a promuovere e a sostenere, ai diversi livelli, le diverse iniziative di mobilitazione volte a fare comprendere la posta in gioco, ad aggregare attorno a proposte alternative che si misurino con la gravità della situazione, con i reali bisogni delle masse popolari, ad esempio sul terreno del lavoro, della salute, dell’istruzione, dei diritti, a dare il senso del cambiamento necessario e possibile assieme.

In tale ottica il Pci, Fp, Lcf, evidenziando, anche sulla scorta dell’Assemblea dei Lavoratori Comunisti, la positività di diverse esperienze, si sentono impegnate a promuovere, nel pieno rispetto dell’autonomia politica ed organizzativa di ciascuno, la più ampia unità d’azione possibile tra tutte le soggettività politiche, sindacali e sociali che non si rassegnano alla situazione data, e la costruzione, attorno ad una qualificata piattaforma alternativa, di un fronte comune contro il governo Draghi, di una opposizione di massa volta ad incidere sui rapporti di forza in essere.

 

Partito Comunista Italiano, Fronte Popolare e La Città Futura

Venerdì, 16 Aprile 2021 19:49

Il governo dei peggiori

La dura realtà della lotta di classe non scompare ideologicamente, se chi è storicamente più debole la nega, perché questo non può che favorire il più forte, che potrà portare avanti la lotta di classe in modo unilaterale e indisturbato.

Si chiariscono gli obiettivi del nuovo presidente del Consiglio: oltre a gestire l’emergenza sindemica (sanitaria e sociale), il “lavoro sporco” consiste nell’avviare profonde riforme “istituzionali” per rimuovere le residue resistenze a difesa delle tutele sociali costituzionalmente garantite

Venerdì, 02 Aprile 2021 18:24

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Non appena eletto, Letta ha immediatamente messo la pietra tombale sulla proposta di legge democratica proporzionale, rilanciando il maggioritario uninominale liberale, che consegnerà la maggioranza assoluta del prossimo governo a Lega, post fascisti e berlusconiani.

Venerdì, 02 Aprile 2021 18:19

Draghi e i polli keynesiani del capitale

È l’aritmetica del profitto il movente unico delle attività economiche capitalistiche, capitalisti che sono capaci di finanziare lo sfruttamento, anche con l’indebitamento che per quanto aumenti, non basta mai.

Venerdì, 02 Aprile 2021 18:07

Tutto il potere alle banche!

È urgente costruire un vasto fronte di opposizione al governo delle banche. Sulla politica economica, quando non ne era ancora il primo responsabile, Draghi si era pronunciato in sede di G30: favorire la centralizzazione dei capitali, incrementare la disoccupazione, sostegno pubblico alle imprese ma senza ingerenze nella loro gestione, ridurre al minimo i rischi per le banche e far decidere loro quali imprese salvare.

Venerdì, 26 Febbraio 2021 19:45

La sinistra in piazza contro il governo Draghi

Il 18 febbraio la sinistra di classe e i sindacati di base si sono dati appuntamento per contestare il nascente governo Draghi.

Venerdì, 26 Febbraio 2021 19:20

Il banchiere-usuraio: Draghi o Gobseck [1]?

Un ardito parallelo: Mario Draghi assomiglia a Gobseck, lo straordinario personaggio di Balzac?

Molti sostengono che gli esempi contemporanei di fascismo non siano paragonabili ai regimi dittatoriali del passato. Ma la normalizzazione del mito fascista, al pari della odierna mitizzazione del mercato e di interessi superiori capitalistici ai quali piegare la sovranità popolare, rappresenta la minaccia dalla quale guardarsi e difendersi.

Venerdì, 12 Febbraio 2021 21:00

Draghi come Ciampi, commissari della democrazia

Il confronto dell’attuale emergenza pandemica con la passata emergenza “morale” della vicenda Mani Pulite fa capire come, al di là della narrazione mistificata e nell’appiattimento acritico dello scenario politico anche di campo “progressista”, i governi tecnici rappresentano l’intervento diretto delle oligarchie finanziarie ed economiche per indirizzare a loro vantaggio, in momenti cruciali, le scelte economiche e sociali fondamentali del paese.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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