Le politiche che promuovono flessibilità e precarietà hanno ridotto la crescita della produttività; Marx costituisce ancora un riferimento utile per interpretare questi dati.
Nella misura in cui il capitale si accumula, la situazione del lavoratore, qualunque sia la sua retribuzione, alta o bassa, deve peggiorare.
Sabato, 15 Aprile 2017 18:50

Un operaio

Un poesia ispirata al clamoroso caso dell’operaio torinese licenziato dalla Oerlikon perchè oramai divenuto “poco produttivo”, dopo aver subito un trapianto di fegato. L’azienda fa dietrofront, ma lo sfruttamento inumano dei lavoratori non si ferma mai.
I salariati non hanno goduto che molto parzialmente degli aumenti della produttività dell’epoca recente. Esiste di conseguenza un margine praticabile per una riduzione significativa del tempo di lavoro. Tanto più che gli aumenti di produttività sono ben lontani da essere terminati.

Con la scusa della produttività, il Capitale mira a sostituire il contratto nazionale con quelli collettivi

Venerdì, 12 Febbraio 2016 16:30

La salute e la produttività

Lavoratori che piuttosto che lavorare studiano come assentarsi. Si legge anche questo.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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