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Dieci anni dopo la scomparsa di Umberto Eco, un'intervista immaginaria prova a riportarne in vita il metodo, non il mito. Tra algoritmi, social network, Gramsci, biblioteche e intelligenza artificiale, il semiologo continua a insegnarci il valore del dubbio e della complessità.

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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