Domenica, 27 Ottobre 2019 03:35

Heidegger, Husserl e il nazismo

Proseguiamo nella recensione di La comunità, la morte, l’occidente. Heidegger e l’ideologia della guerra di Losurdo affrontando la rottura tra Heidegger e Husserl e il modo in cui gli intellettuali tradizionali interpretano la Rivoluzione d’ottobre
Brecht, rifacendosi all’apologo in cui Lenin risponde alle critiche rivolte al contraddittorio processo rivoluzionario russo, espone la sua ormai matura concezione del marxismo, emancipata da Korsch
Appuntamento venerdì 9 giugno ore 18 al circolo del PRC Longo
Per quanto necessariamente minoritari in un paese così arretrato, i comunisti rappresentavano un’avanguardia in grado di dare una direzione consapevole alle forze più propulsive del paese
Lunedì, 10 Giugno 2019 04:38

Bulgakov nell’Urss di Stalin

Alcune riflessioni sui motivi per cui non è stato dato spazio all'ironia di Bulgakov
Lunedì 6 novembre La Città Futura con le realtà territoriali di Roma e del Tufello si danno appuntamento per ricordare i cento anni della rivoluzione d’Ottobre
Il grande contributo offerto dalla Rivoluzione d’ottobre alla millenaria storia della lotta per l’emancipazione del genere umano.
La Rivoluzione di ottobre ha garantito l’estensione a livello internazionale dei diritti sociali ed economici, contribuendo a imporre la questione della giustizia sociale.
La borghesia internazionale fa ancora oggi di tutto per demonizzare la Rivoluzione di ottobre e le sue conseguenze, cerchiamo di comprendere per quali motivi.
La rivoluzione d’ottobre resta un passaggio decisivo dello scontro che vede contrapposte le forze che militano per l’emancipazione del genere umano e quelle che si battono in funzione della disemancipazione.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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