L’inevitabile crisi economica e sociale comporta una crisi a livello sovrastrutturale della capacità di egemonia che rende necessario il passaggio a forme di bonapartismo regressivo.
I vertici dello Stato si schierano ancora una volta contro la rivoluzione passiva del governo, al cui interno prevalgono sempre più le forze fautrici di una reazione aperta, come appare evidente dalla legge sulla legittima difesa e dal sostegno alla “famiglia naturale”.
La spaccatura del movimento dei lavoratori a opera dei revisionisti riformisti comporta la perdita dell’egemonia sui ceti intermedi e la conseguente repressione della Rivoluzione in occidente, che rilancia le forze della restaurazione imperialista.
Come si è arrivati ad avere come più probabili sostituti del governo Conte, un governo Salvini o un nuovo governo tecnico dei poteri forti.
Sabato, 28 Luglio 2018 20:00

La rivoluzione passiva del governo Conte

Per quanto sia una rivoluzione-restaurazione quella portata avanti dal governo Conte, non bisogna accordarsi a chi la critica da destra, ma rilanciare dal basso il processo rivoluzionario.
Sabato, 21 Luglio 2018 18:27

Le cause della Rivoluzione d’ottobre

Il tradimento delle promesse della rivoluzione del 1905, i falliti tentativi di autoriforma e la Grande guerra portano al collasso dell’autocrazia zarista.
Sabato, 10 Giugno 2017 19:36

Breve storia della mafia – parte II

Per una (contro)storia della mafia: dalla guerra fredda ai governi del centrosinistra.
Sabato, 11 Marzo 2017 17:21

La politica degli oscar

L’assegnazione degli Oscar: all’ombra di Trump, fra industria culturale e rivoluzione passiva.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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