Sabato, 08 Settembre 2018 18:54

Il governo del cambiamento e l’università

Il degrado dell’educazione superiore e della ricerca non incontra un’opposizione efficace.
Premio internazionale allo studio su una nuova tecnica per fissare i pavimenti mobili con agenti biologici.
È tempo di campagna elettorale e di proposte demagogiche su università e ricerca da parte di coloro che sono responsabili del processo di loro dissoluzione.

Finanziamenti mancanti e promesse disattese dal governo: tagliati ovunque i fondi allo studio e alla ricerca.

Corruzione universitaria: la scoperta dell’acqua calda.
Anche quest’anno accademico scuole e università sono nel mirino di governo e Confindustria: sempre meno qualità e sempre più indirizzi business-friendly fanno dell’istruzione un terreno caldo di lotte.
Un’azione politica molto debole e poco incisiva sia per gli obiettivi che per i metodi impiegati.
Politiche di privatizzazione e aziendalizzazione dell'Università pubblica.
Il corto circuito di meritocrazia e tagli. E spunta anche l’EXPO.
Se vuoi studiare, chiedi un prestito bancario.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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