La parabola dell’economia politica – Parte XXIV: Sraffa, Il rapporto con Marx
di Ascanio BernardeschiIl modello di Sraffa rappresenta un’economia in equilibrio statico e ha finalità completamente diverse da quelle di Marx che intendeva indagare le leggi di movimento del modo di produzione capitalistico. Pertanto non è opportuno giudicare la coerenza del sistema di analisi marxiano con il metro di Sraffa.
Sembra come se l’essenza della filosofia platonica consista nell’immane sforzo di far incontrare l’alto e il basso, l’intelligibile e il sensibile, ossi di innalzarsi verso l’alto della verità e dei valori e poi trasferire quaggiù quello che si trova lassù: conoscere le idee e poi applicare nella città le norme ideali, costruire nel nostro mondo un’imitazione della città perfetta, ideale, utopica ma – proprio per questo – modello cui si deve orientare l’agire politico.
Controstoria della filosofia – V incontro: lo Scetticismo
di Renato CaputoMercoledì 5 ottobre dalle ore 18 alle 20,15, quinta lezione del corso di filosofia: Controstoria della filosofia, tenuto dal prof. Renato Caputo per l’Università popolare Antonio Gramsci. La lezione (in presenza a via Goito 35/b; in videoconferenza per i membri dell’Unigramsci e in differita su youtube) affronterà, in un’ottica marxista, lo Scetticismo.
Finalmente un ipocrita riconosce di essere tale
di Alessandra Ciattini20 settembre 1977: il Vietnam viene ammesso alle Nazioni Unite
Giulio ChinappiAltro...
Un’altra vittima della “buona scuola” e della deregulation del mondo del lavoro. Servirebbe un sindacato più determinato, leggi meno permissive e abolizione dell’alternanza scuola-lavoro.
Firmiamo per “Dalla Pluripolarità al Socialismo: un Manifesto”
International Manifesto GroupLa parabola dell’economia politica – Parte XXIII: Sraffa, Produzione di merci a mezzo di merci
di Ascanio BernardeschiIl modello di Produzione di merci a mezzo di merci di Piero Sraffa respinge l’idea che la remunerazione di capitale dipenda dalle rispettive produttività e ripropone implicitamente quella che la distribuzione del prodotto fra profitti e salari dipenda dai rapporti di forza fra le classi. L’esame di pregi e difetti di questa impostazione è rinviato a un prossimo articolo.