Che bello il buon cinema italiano

Da 13 anni nell’unica sala cinematografica della piccola città si svolge un festival che riempie per una settimana ogni posto.


Che bello il buon cinema italiano Credits: ciaocomo.it

Como. Paolo Lipari è del 1958, nato a Como, ha amato il cinema e continua ad amarlo. Si è occupato di comunicazione audio-visiva, collabora con la Scuola Superiore di Comunicazioni Sociali dell’Università Cattolica di Milano. Con lo Studio Clip produce e fa consulenza televisiva e cinematografica, ha seguito una Scuola di Cinema finanziata dalla Camera di Commercio di Como.

Ha girato il cortometraggio, 25 minuti, “Gianni Comencini, lunga vita al cinema”, nel 2004, un anno prima della scomparsa del presidente della Cineteca italiana, archivio milanese fondato nel 1947 con il fratello regista Luigi e con Alberto Lattuada.

Con il corto “Due dollari al chilo”, 15 minuti, Paolo Lipari fa un sopralluogo sul macero delle pellicole, 800 al giorno.

Paolo Lipari guarda film e poi ancora film, ha coinvolto la figlia Francesca per ravvivare il Festival del Cinema italiano, evento che si svolge nell’unica sala cinematografica di Como ancora aperta anche se circondata da periferici multisala.

Sono parecchie le città e anche i piccoli centri che dedicano al cinema festival e mostre. A un’ora d’auto da Como c’è Locarno, sede di uno dei maggiori festival cinematografici europei (con Berlino, Cannes, Venezia). A un’ora e mezzo d’auto da Como c’è Torino, dove si svolge un evento cinematografico che sta crescendo.

Anche la celebrazione del cinema italiano con il festival a Como ha ottenuto un successo importante nella settimana in cui sono stati presentati i film in concorso. Ha vinto, perché così ha decretato il pubblico – unica giuria votante, “Tutto quello che vuoi” di Francesco Bruni con Andrea Carpenzano e Giuliano Montaldo. Un film che ha meritato la targa del primo posto. Vanno citati anche “L’ordine delle cose” di Andrea Segre,I figli della notte” di Andrea de Sica, “Gli sdraiati” di Francesca Archibugi.

Con quanto sta avvenendo a Roma, scuola del cinema e Cinecittà, con quello che si fa a Bologna, con il sostegno al cinema giovane, di giovani autori, di giovani registi, di giovani attori, l’Italia dedica alla bontà del suo cinema l’occasione di dimostrarsi bello. Insomma non soltanto la Francia, non soltanto la Svizzera si impegnano per sostenere la produzione e la circolazione della nuova cinematografia, adesso anche l’Italia è nel mercato. Dunque, va riconosciuto il lavoro che soggetti in campo, come Paolo Lipari e sua figlia Francesca, svolgono per far conoscere film destinati troppe volte ad avere una rapida vita di proiezioni o di finire nelle poche sale d’essai o in qualche sezione di festival e mostre internazionali.

17/02/2018 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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