Dignità e puttane

Versi ispirati alla miseria umana e sociale a cui sono piegate ancora oggi le donne costrette a prostituirsi da un sistema capitalistico patriarcale, maschilista, machista e violento.


Dignità e puttane
ce le siamo dimenticate
chiusa nell’umorale cecità 
la morale domestica l’ha escluse
le abbiamo lasciate sole 
esposte alla lapidazione d’ogni pericolo 
schiave all’abbraccio criminale
alle istituzioni garanti ignote
dalla vita espulse vivono nascoste ma
al ludibrio ostentate subito riconosciute 
strappate all’amore e agli affetti
rapinate dei loro giovani corpi sono
senza giusto giudizio ogni giorno condannate 
neglette conducono vita ignominiosa
ce ne accorgiamo appena quando vengono ammazzate 
quando gli riconosceremo dignità umana
parità di cittadinanza
emancipazione da ogni soggezione
le puttane saranno anch’esse donne libere
loro che da sempre si caricano
sulla punta delle dita
della miseria del mondo
con dignità

(Buti, 9 ottobre 2021)

10/12/2021 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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