Grandola, vila morena

Lisbona, 25 aprile 1974: una canzone alla radio dà il segnale d’inizio del golpe militare e popolare che rovesciò il regime fascista portoghese, la dittatura più lunga della storia d’Europa.


Grandola, vila morena Credits: itagnol.com

Grandola, vila morena
Terra da fraternidade
O povo e' quem mais ordena
Dentro de ti, o' cidade


Sono le parole con cui inizia  la canzone  "Grandola vila morena", scritta e musicata  dal grande musicista e compagno antifascista  Zeca Alfonso. Questa canzone - che ancora oggi, insieme ai garofani rossi, è il simbolo della rivoluzione detta appunto dei garofani, della lotta antifascista in Portogallo - e' stata il segnale  con cui la radio privata  "Radio Club Portoghese" comunicava ai militari - detti poi  "I Capitani di aprile" e individuati all'epoca come appartenenti al MFA (Movimento delle Forze Armate), l'inizio  del golpe contro il regime fascista che Salazar aveva instaurato  in Portogallo nel  1926 . 

All'alba del 25 aprile del 1974, sentito il segnale, i militari  antifascisti si dirigono verso i posti chiave del potere salazariano.

Le truppe di stanza a Santarem, cittadina della regione del Ribatejo, occupano Piazza del Commercio, il centro di Lisbona e sede dei più importanti ministeri. Altri occupano le sedi dei mezzi di comunicazione (RTP e radio private)  e da qui danno al popolo  la notizia della rivoluzione. 

Nella giornata del  25 aprile  del 1974 una massa enorme di cittadini portoghesi si riversa nella Praça do Carmo, sede della caserma dove si era rifugiato Marcelo Caetano, professore universitario e teorico del fascismo portoghese. Questi aveva sostituito Salazar alla guida del governo, dopo che quest'ultimo nel settembre del 1968 era stato colpito da un ictus che l'avrebbe poi condotto alla morte nel luglio del 1970. Caetano pensava di trovare protezione. Al contrario, fu arrestato e fu rilasciato solo dopo che si erano svolti i negoziati per la resa  dell'Estado Novo e la decisione di mandarlo in esilio, prima a Madeira  e poi in Brasile .

Intanto anche le vie circostanti Praça do Carmo si riempiono di popolo e quello che sembrava solo un golpe militare si trasforma in una rivoluzione. Salgueiro Maia, uno dei Capitani d’Aprile, al comando delle truppe che organizzarono il golpe, disse alla radio: " con noi abbiamo la Marina, la Forza aerea e il Popolo".  

Ci furono 5 morti ma ad opera della PIDE  (la polizia internazionale di difesa dello stato), polizia politica che non esitò a sparare sulla folla

Dopo 48 anni la più lunga dittatura fascista d'Europa arrivava al suo esito finale e, fatto inedito nella Storia portoghese, questo  avveniva grazie ad una alleanza tra forze militari antifasciste (MFA) e popolo. Alleanza che è stata tramandata ai posteri anche attraverso il racconto di una compagna di nome Celeste che, ancora oggi, vi puo' capitare di incontrare nella sede del Partito Comunista Portoghese sita in Avenida da Liberdade

La compagna si dirigeva verso casa portando con sé un grande mazzo di garofani rossi. Incontro' un blindato dell'esercito e penso' che, in segno di pace, avrebbe potuto offrire il suo mazzo di garofani. Il garofano rosso e' il simbolo della Rivoluzione Portoghese. Ogni anno da quel 25 aprile del 1974 ogni sincero democratico partecipa alla manifestazione con in mano questo fiore.

La festa del 25 aprile è in Portogallo strumento di coesione sociale. Tutto il popolo, non solo quello comunista, vi si riconosce e cittadini di varie ideologie partecipano alla manifestazione che  nelle prime ore del pomeriggio, partendo dalla praça Marques de Plombal, arriva alla Praça Pedre iv, detta comunemente del Rossio. Qui si susseguono gli interventi delle forze democratiche, compresi i rappresentanti dell'esercito, eredi di quel MFA che, nel 1974, portò a compimento  un processo di presa di coscienza della imprescindibilità dell’alleanza con le masse popolari, per porre fine alle guerre coloniali  portoghesi  di Angola e Monzmbico che, dal 1960, insanguinarono questi paesi e arrecarono al Portogallo tanti di quei  lutti  da permetterci di affermare che, in quell’epoca, ogni famiglia di militari e non aveva il suo morto da piangere. A questo scopo bisognava, dunque, porre fine alla dittatura fascista. Massimi artefici di questo processo di coscientizzazione furono il generale Vasco Gonsalvez  e il grande segretario del Partito Comunista Portoghese Alvaro Cunhal

Godendo di un grande prestigio all'interno delle forze armate e del popolo, svolsero un'azione comune nel corso di tutta la loro vita, azione alimentata da comuni idealità antifasciste e di sinistra. Tutto questo fu poi cementato da una relazione di amicizia che solo personaggi di così grande levatura sono in grado di costruire, e che durò fino alla loro morte avvenuta incredibilmente a pochi giorni di distanza . 

E' quello portoghese pertanto un 25 aprile  che ogni anno vuole commemorare la fine del fascismo (“Fascismo nunca mais - Fascismo mai più”, ripetono in maniera martellante i manifestanti), la fine delle guerre coloniali e la promulgazione della Costituzione Portoghese avvenuta il 2 Aprile  del 1976. 

Il popolo portoghese può a buon diritto affermare che nel suo 25 aprile del 1974 nacque un movimento liberatore, per la democrazia, la pace, la decolonizzazione e lo sviluppo socio-economico del paese. Da esso hanno ereditato il regime politico-costituzionale in cui stanno ancora oggi vivendo.

E il nostro 25 aprile?  Una coincidenza? Certo. Ma in quel 25 aprile 1974 il mio sentimento antifascista fu rinvigorito  da una accresciuta  consapevolezza.  Per me personalmente, poi, - e qui mi si perdoni se farà capolino una piccola parte del mio universo privato - il 25 di aprile è giorno particolarmente importante, poiché festeggio infatti un terzo avvenimento: nel 1977 nacque la mia prima figlia.  Penso che questa nostra vita ci riserva, a volte, avvenimenti incredibili. Sì, a volte, la realtà supera la fantasia. Tra i tanti ricordi legati a questa data, quello che più mi piace ricordare è il 25 aprile del 1994: l'ultima grande manifestazione antifascista, quando Berlusconi vinse per la prima volta le elezioni. Ce ne saranno ancora? Lo voglio sperare: la data è magica. 

22/04/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: itagnol.com

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L'Autore

Annita Benassi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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