In attesa del festival del cinema di Locarno - parte II

Selezionati gli otto progetti e gli otto produttori per Open Doors 2017, una delle iniziative a corredo di Festival Locarno, dove il cinema è protagonista.


In attesa del festival del cinema di Locarno - parte II Credits: https://www.youtube.com/watch?v=v9l2WLmj92Y

Segue da parte I.

Locarno, 70 anni di cinema, la piazza Grande dal 2 al 12 agosto diventa capitale del film. Dopo Berlino e Cannes e prima di Venezia spetta a questa cittadina svizzera che si affaccia sulla sponda nord del lago Maggiore ospitare il variopinto mondo del cinema internazionale. Concorso internazionale e iniziative collaterali richiameranno migliaia di persone. Ogni sera nella piazza Grande davanti allo schermo all’aperto più grande d’Europa il pubblico seguirà film che nella maggior parte dei casi transiteranno per pochi giorni nelle sale cinematografiche.

Tra le iniziative collaterali la 15esima edizione di Open Doors (2-8 agosto): l’esplorazione dell’Asia del Sud continua con una nuova selezione di produttori e progetti che saranno presentati a partner europei e internazionali.

E’ un percorso di ricerca e approfondimento quello della sezione Open Doors, costituito da tre iniziative: Open Doors Lab, Open Doors Hub e Open Doors Screenings che si concentra nell’arco di tre anni (2016-2018) su otto Paesi dell’Asia del Sud: Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Maldive, Myanmar, Nepal, Pakistan e Sri Lanka.

Carlo Chatrian, Direttore artistico del Locarno Festival ci dice che “il successo di pubblico e gli ottimi eco suscitati dai progetti selezionati lo scorso anno ci incoraggiano a proseguire nel cammino di ricerca intrapreso. Siamo fiduciosi che questa 15esima edizione di Open Doors saprà restituire un quadro ricco e articolato di un’area cinematografica in forte fermento”.

Otto partecipanti scelti quest’anno per la piattaforma di formazione continua, l’Open Doors Lab. Registi-produttori attivi sulla scena locale rappresentano i Paesi focus 2017: Afghanistan, Pakistan e Sri Lanka. E’ sorprendente la nuova generazione afghana e troviamo nomi già conosciuti nel panorama internazionale, come il pakistano Jami Mahmood autore del film Moor (2014) che è stato candidato dal Pakistan per la 88esima edizione degli Academy Awards. E c’è Rasitha Jinasena, produttore del film 28 (2014) di Prasanna Jayakody, presentato al Festival di Rotterdam nel 2015.

Sophie Bourdon, Responsabile Open Doors, è soddisfatta dei primi risultati di questo lavoro che apre nuove prospettive alle realtà cinematografiche di questi paesi. Ci ha detto: “Un caso emblematico è quello del giovane birmanoWe Ra Aung: scoperto all’Open Doors Lab 2016 e selezionato a Cannes per la prossima edizione de La Fabrique des Cinémas du Monde, tornerà quest’estate all’Open Doors Hub del Locarno Festival con il suo progetto di opera prima One Summer Day”.

Dunque, otto i produttori selezionati per l’Open Doors Lab 2017. Dall’insieme della regione sud asiatica sono poi stati scelti i progetti provenienti da 6 paesi (Afghanistan, Bangladesh, Myanmar, Nepal, Pakistan e Sri Lanka), che durante l’Open Doors Hub 2017 metteranno in risalto la diversità di questa nuova generazione di talenti.

Cominciamo a ricordare qualche nome: Rubaiyat Hussain (Bangladesh), laureata dell’Open Doors Lab 2016 e già conosciuta per i suoi film Meherjaan (2011) e Under Construction (2015), questo recentemente uscito in sala in Francia e presentato agli Open Doors Screenings 2016. A Locarno nel 2017 presente il duo Bibhusan Basnet e Pooja Gurung con il loro progetto di primo lungometraggio The Whole-Timers(L’Atelier de La Cinéfondation, Cannes 2016), che segue la brillante carriera dei loro corti: The Contagious Apparitions of Dambarey Dendrite (presentati anche agli Open Doors Screenings 2016) e Dadyaa - The Woodpeckers of Rotha (Venezia 2016, Toronto 2016, Sundance 2017).

La giuria Open Doors attribuirà premi ad alcuni progetti dell’Open Doors Hub. L’open Doors Grant, del valore di 50000 franchi, è finanziato dal fondo svizzero di sostegno alla produzione Visions Sud Est e dalla capitale del Canton Ticino Bellinzona. Inoltre il CNC (Centre national du cinéma et de l’image animée, Francia) offrirà un premio del valore di 8000 euro e ARTE finanzierà un premio del valore di 6000 euro.

Questa sezione del Festival locarnese si compone anche degli Open Doors Screenings, che presenteranno a tutto il pubblico una selezione di corto- e lungometraggi rappresentativi della cinematografia di Afghanistan, Maldive, Pakistan e Sri Lanka.

Sostenuta fin dagli inizi dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri, la sezione Open Doors mira ad aiutare e a mettere in luce i registi e i film dei Paesi del Sud e dell’Est del mondo dove il cinema indipendente è molto fragile.

Open Doors è un’iniziativa organizzata in stretta collaborazione con l’Industry Office del Locarno Festival e beneficia del sostegno di numerose organizzazioni europee e asiatiche, come ACE (Ateliers du Cinéma Européen), EAVE (European Audiovisual Entrepreneurs), Producers Network Marché du Film (Festival di Cannes), TorinoFilmLab, Festival Scope.

Si realizza anche una “rete” tra organizzazioni coinvolte in altri eventi cinematografici internazionali, così da consentire a registi e produttori di “allargare” la platea a cui presentare le proprie opere. E questo è un bene, considerato il livello spesso raggiunto da film, anche opere prime, che non avrebbero la “forza” per andare oltre qualche cineforum tematico o cinema d’essai.

22/07/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: https://www.youtube.com/watch?v=v9l2WLmj92Y

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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