...In cammino. Pronto, è salpato il tour di Edoardo Bennato

Il settantenne cantautore di Napoli ha cantato sui migranti in terra di confine


...In cammino. Pronto, è salpato il tour di Edoardo Bennato Credits: La Repubblica Napoli

Chiasso (Svizzera). Qui ogni giorno decine di migranti tentano di farsi accogliere dalla Svizzera, provenendo dai campi profughi di Como e Milano. Qualcuno per chiedere asilo, qualcuno per raggiungere parenti, la maggior parte per proseguire il viaggio verso la Germania. Molti vengono respinti dalla polizia svizzera e ritornano a migrare per l’Italia.

Anche a loro Edoardo Bennato ha dedicato il suo concerto al cinema-teatro di Chiasso, comune di frontiera nella florida, ma sempre più inospitale Svizzera. “Pronti a salpare” è una canzone che non si può dimenticare, con un testo poetico che induce a riflessione: “…e se i tempi son cambiati resta il mondo da cambiare, pronti a salpare…e anche noi privilegiati del sistema occidentale, pronti a salpare…”.

Più di due ore di rock intenso, come da anni ci ha regalato Edoardo Bennato: ha raccontato la sua vita, da Bagnoli e dal sogno che diventi sito turistico per la bella e amata Napoli al suo emigrare a Milano per studiare architettura e frequentare le case discografiche, a Londra. I noti brani e qualche nuovo originale pezzo, come quello dedicato a Lucignolo.

Accompagnato da una band che condivide l’animo rock di Edoardo e lo interpreta con passione, oltre a suonare molto bene i ritmi di intenso colore e quelli più dolci, Bennato conferma la disperazione dell’umanità – quella della “Torre di Babele” – che cerca di sovvertire le leggi della jungla per instaurare un modello di vita in cui non ci sia sopraffazione e violenza, ma fa fatica.

Il Comune di Chiasso ha una municipalità attenta da anni a proporre eventi culturali e spettacoli musicali di valore. Così il Centro Culturale ha proposto il concerto al cinema-teatro e nel foyer ha installato la mostra “…in cammino” fino al 13 novembre (da martedì a sabato dalle 17 alle 19 con ingresso libero).

Questa mostra personale di Edoardo Bennato dimostra la capacità dell’autore di usare altri linguaggi espressivi oltre la musica per esprimere la sua creatività. Sono così esposte fotografie, scorrono videoclips, soprattutto sono appesi quadri. Con la pittura sono state realizzate numerose copertine dei suoi dischi: “La torre di Babele”, “Rinnegato” e “Io che non sono l’imperatore”.

Quadri su tela e su carta, rigorosamente in bianco e nero.

E’ da poco che Edoardo ha deciso di usare il colore, lo ha fatto per la serie di opere sul tema “In cammino”, tele sulla migrazione. I soggetti sono tutti extracomunitari, ritratti sulle spiagge con i loro bagagli appresso o con l’esposizione delle mercanzie che propongono ai bagnanti sotto il sole.

Colpisce l’espressione di grande dignità di questi soggetti, il loro tentativo di superare ciò con cui hanno a che fare quotidianamente: confusione, intransigenza, egoismo della società occidentale privilegiata.

La storia va studiata con la geografia” ci dice Edoardo, ricordando che – mentre negli anni Cinquanta in cui le donne del meridione vestivano costantemente in nero, le donne a Oslo conducevano gli autobus – non è un problema di buoni e cattivi, ma di umanità adulta e bambina”.

29/10/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: La Repubblica Napoli

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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