In morte di Claudio Taddei, musicista e uomo libero

La musica è in lutto, in un ospedale luganese Claudio Taddei ha perso la dura battaglia contro il tumore che lo stancava da oltre quindici difficili anni


In morte di Claudio Taddei, musicista e uomo libero Credits: claudiotaddei.com

LUGANO. Le morti di ieri hanno cancellato le commemorazioni delle morti dell’altro ieri. Di fronte alle morti di oggi  ci affaccendiamo con le commemorazioni delle morti di ieri. Le morti di domani cancelleranno noi uomini d’oggi senza commemorazioni se non le impediremo. È un vivere complicato, è complicato il morire. Già, quando c’è la morte non ci siamo noi, facile proclamarlo per il filosofo. Poi, c’è l’Alfa che è Omega ci raccontano e noi, in principio, abbiamo fame, abbiamo paura, eppure ci domandiamo perché siamo qua, perché vogliamo vivere, perché amiamo.  Lasciamo a metà le domande: quanto tempo ancora? perché  tutto questo? E alla fine non riusciremo nemmeno a dire: muoio. Per molti, forse per tutti, meglio così. La morte non si sconta vivendo, poeta, la morte la deve scontare chi rimane.

Ci ha lasciato, è approdato all’ultimo porto, una bella persona, un uomo libero, Claudio Taddei. Nacque a Minas (Uruguay) nel 1966 e con i genitori si trasferì a Montevideo. A tre anni emigrò in Svizzera, paese di origine del suo papà. A Lugano va a scuola frequentando parte del liceo. Nel 1981 ritorna a Montevideo, conclude il liceo umanistico. Suona e disegna. Nel 1984 vinse il primo premio categoria solista al “Festival de La Paz” in Uruguay. 

Dal 1986 al 1990 frequentò la scuola di Belle Arti a Montevideo e parallelamente iniziò gli studi all’Università del Lavoro in disegno e pittura. Da quegli anni le sue attività artistiche si muoveranno fra pittura e musica. Nella sua carriera musicale ha inciso 11 CD e 2 DVD dei quali alcuni editi da Emi e Universal (visibili su YouTube). Il grande talento gli porta successo e l’occasione di collaborare con molti musicisti. Il suo nome figura anche come produttore e direttore artistico di vari artisti, tra cui la band “La Vela Puerca” con il CD “Deskarado” del 2000. Nel 1987 Taddei crea una sua band, “Camaron Bombay”, e si ispira a nuove influenze del soul e del funky.
 
Nel 1988 registra “La Ultima Tentaciòn de Caperucita Roja” che uscirà due anni dopo nel 1990  andando letteralmente a ruba. I videoclip che hanno supportato la diffusione dei suoi cd sono stati realizzati da direttori e registi eccellenti, vincitori di premi nelle loro categorie. Il primo fra tutti è stato ”Estoy Contento, Nena”, con la partecipazione di Ruben Rada, diretto da Leonardo Ricagni , tratto dal disco “La Iguana en el Jardin” (EMI).

Claudio Taddei è stato stroncato da un aggravamento della malattia con cui lottava da 15 anni. Non ha mai perso il sorriso, non si è mai scoraggiato, ha vissuto ogni giorno con pienezza e con coraggio, regalando al suo pubblico arte, musica, pittura, umanità.

L’ho conosciuto e rivisto ai primi di luglio qui a Lugano alla manifestazione internazionale EstivalJazz. Nel periodo più felice della sua carriera fu colpito da un brutto cancro, ma non ha mai smesso di fare musica, di regalarci emozioni. Ha sempre incantato il pubblico, mentre il tumore negli ultimi giorni è peggiorato. Il ricovero in ospedale non ha migliorato la situazione. Il genio ticinese-uruguayano se n’è andato. “Addio caro Claudio. Grazie per avermi regalato la tua amicizia” ha scritto commosso su Facebook Jacky Marti, direttore artistico di Estival Jazz Lugano, che con lui aveva lavorato durante diverse edizioni dell’evento internazionale di musica. Mi dice Jacky che nel suo libro “Il colore degli incontri, piccole storie di grandi personaggi” dedica due pagine a Claudio Taddei: “Se non conoscete ancora la sua musica e la sua pittura dovete assolutamente avvicinarvi al suo mondo, è un vero artista e merita la massima attenzione”. Chi firma questo articolo ha la gioia di comparire tra i personaggi che Jacky Marti ringrazia per la realizzazione del suo bel libro (Fontana Edizioni), insieme a Claudio Taddei.

Quando se ne va un amico si muore un po’ tutti, continuiamo a morire mentre viviamo. Ma chi dice che Claudio Taddei è morto? Uomini buoni come lui, bravi musici e pittori non muoiono mai, ma vivono, almeno in cari ricordi.

17/08/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: claudiotaddei.com

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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