Montagne

Un’ode alle montagne di tutto il mondo, i cui boschi sono un nido di ristoro per le anime appesantite e le cui rocce hanno nutrito e protetto i sogni di libertà degli uomini.


Montagne Credits: www.inchiestaonline.it

MONTAGNE

Tra le vette l’aquila
libera le sue ali
ringrazio ogni catena
che proclama la sua indipendenza.
 
Tra le vette la vita
si fa pura a toccare il cielo
gli uomini ritrovano
dignità e respiro.
 
Così ringrazio le Montagne Rocciose
dove Geronimo resistette
più forte del calcare che cementa le rocce
ma sfuggente come il vento tra le forre.
 
Ringrazio gli Zagros
dove un popolo antico
ha trovato asilo
per una lotta troppe volte tradita.
 
Ringrazio le grotte dello Yemen
che danno asilo a uomini
e donne, ai loro figli stupiti
dal silenzio del mondo.
 
Ringrazio i monti d’Indocina
le loro foreste tenaci
che seppero, insieme ai Vietcong
cacciare il gendarme imperiale.
 
Ringrazio le Alpi e l’Appennino
che nascosero i partigiani di ieri
ringrazio le Ande che occultarono
l’ultima città agli invasori.
 
Ringrazio la Sierra
di Cuba che sorrise
al Che Guevara
cantore di libertà.
 
 
La bandiera della libertà
è bianca come i nevai dei monti
azzurra come il cielo delle vette
grigia come le spiagge salite dal mare.
 
E quella parola che gli spiriti liberi
sentono scorrere nelle vene
rossa come il sangue
le scava come l’acqua del fiume
 
le percorre come un’eco
che riempie la terra
rimbalza di giogo in giogo
e canta come Eluard.

29/10/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Giuseppe Vecchi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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