Opere di Balthus e critiche connesse

Esposte a Basilea retrospettive e incompiute uniche del discusso pittore.


Opere di Balthus e critiche connesse Credits: Balthus, Thérèse rêvant (Thérèse che sogna), The Metropolitan Museum of Art, New York, 1938

BASILEA. Setsuko Klossowska de Rola si è fatta fotografare di fronte a "La Chambre turque" del suo defunto marito, il discusso pittore Balthus. La mostra dedicatagli a Basilea è la prima nella Svizzera tedesca.

La Fondation Beyeler forse avrebbe voluto evitare di innescare polemiche, ma alcune delle ragazze lascive ritratte dal pittore continuano a irritare pubblico e critici. Alcuni lavori incompiuti di Balthus sono rivelati nel cantiere del Museo di Belle Arti di Losanna.

Presso la Fondazione Beyeler nei pressi di Basilea le ragazze e i gatti, la meditazione e la realtà, l'erotismo e l'innocenza, il familiare e lo strano, coesistono nel disegno simmetrico e originale di Balthus. Qui troviamo i capolavori del pittore, si tratta di quaranta dipinti arrivati dagli Stati Uniti, dalla Francia e dalla Svizzera. Bisogna ricordare che le opere di Balthus non sono state esposte in Svizzera per dieci anni.

La Fondazione Beyeler ha scelto di esporre uno dei dipinti più controversi. Nove mesi fa un’attivista di #metoo ha lanciato una petizione contro "Thérèse rêvant", un dipinto accusato di "romanzata sessualità infantile". Raccolte quasi 12.000 firme che ne richiedono sia scartato dal Metropolitan Museum di New York. Eccolo esposto a Basilea.

Dice Raphaël Bouvier, curatore della mostra, intervistato dalla radio pubblica e dalla televisione svizzera, che “non c'è mai stato alcun problema per rinunciare a questo dipinto a causa di questa controversia. Al contrario, sembrava importante mostrarlo, in modo che tutti potessero esprimere la propria opinione”.

Già ancora vivente Balthus stava dividendo critici e pubblico, in molti vedevano la pedofilia nelle sue ragazze lascive, mentre altri vedevano solo opere artistiche. La sua vedova, che gli fece anche da modella, ha più volte ripetuto di non aver capito questo scandalo. Per lei la tela incriminata è “soprattutto un bel dipinto, dobbiamo mantenere uno sguardo innocente: se una gonna rialzata evoca il sesso, penso che sia un grosso problema per i puritani cattolici”.

Oltre alla mostra di Basilea, anche a Losanna nell’erigendo Cantonal Museum of Fine Arts, che aprirà nel 2019, espone per la prima volta le opere incompiute di Balthus, realizzate negli ultimi anni prima della sua morte. Schizzi e opere che sono stati conservati nel suo studio a Rossinière, nelle Prealpi svizzere. Facendo conoscere al pubblico i disegni, le composizioni e le opere conservate nello studio di Balthus, la vedova Setsuko ritiene che "questi schizzi di dipinti incompiuti siano apprezzati”.

Pittore figurativo, nato a Parigi nel 1908, secondo figlio di un pittore e storico dell'arte tedesco-polacco e di un’artista ebrea tedesca, ha lavorato come pittore dall'età di 16 anni, copiando opere di Piero della Francesca. Dall'età di 27 anni dipinse a Parigi anche controverse opere neoclassiche rappresentanti la "bellezza perfetta" delle ragazze adolescenti. In Svizzera Balthus si stabilì durante la prima guerra mondiale a Berna, poi a Ginevra, dove trascorse alcuni anni. Poi tornò a Parigi, ma durante la seconda guerra mondiale fuggì in Svizzera prima a Berna, poi a Friburgo e Ginevra. Si sposò con Setsuko e, durante gli ultimi 24 anni della sua vita, si trasferì con la sua famiglia al Grand Chalet Lien alla periferia di Rossinière, un villaggio nel Pays d'Enhaut, nelle Prealpi vodesi, dove fondò il suo laboratorio. Balthus è morto a Rossinière all'età di 93 anni nel 2001. Fu un pittore poco prolifico, considerati gli anni durante i quali potè dedicarsi a dipingere.

15/09/2018 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: Balthus, Thérèse rêvant (Thérèse che sogna), The Metropolitan Museum of Art, New York, 1938

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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