Racconti e testimonianze di 64 comunisti

Nel 94° anniversario della fondazione del PCdI pubblichiamo un intervento del 1989 di Salvatore D’Albergo che ci presenta il suo libro “Racconti e testimonianze di 64 comunisti”. Elementi di storia del PCI a partire dalla testimonianze di storia vissuta e raccontata da 64 comunisti della Federazione del PCI di Varese Racconti di esperienze e testimonianze dirette di un vissuto di vita collettiva.


Racconti e testimonianze di 64 comunisti

 

Nel 94° anniversario della fondazione del PCdI pubblichiamo un intervento del 1989 di Salvatore D’Albergo che ci presenta il suo libro “Racconti e testimonianze di 64 comunisti”. Elementi di storia del PCI a partire dalla testimonianze di storia vissuta e raccontata da 64 comunisti della Federazione del PCI di Varese Racconti di esperienze e testimonianze dirette di un vissuto di vita collettiva.

di Salvatore D'Albergo

IL PCI. Tra storia e prospettiva politica.

Testo della registrazione dell’intervento orale del Prof. Salvatore D’Albergo dell’Università di Pisa, Presidente dell’Istituto Giuridico “Santi Romano”.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

Racconti e testimonianze di 64 comunisti

Del Gennaio 1989

Indice

1. Il centrismo: una fase difensiva.

2. La fase del Centro-sinistra. Inizio di una divisione nel P.C.I. e rilancio della battaglia negli anni 60-70.

3. La duplice lettura della “solidarietà nazionale”.

4. Il dissenso sul “governo delle astensioni”, e il ricambio dei gruppi dirigenti nella Federazione Provinciale del PCI.

5. La fase successiva al governo delle astensioni. Caratteristiche e cose riproposte da Occhetto ma già pensate dal fascismo. La messa in discussione della parità tra Camera e Senato che è la più importante conquista della Costituente.


L’indice, ci pare, evidenzia l’importanza della identificazione delle fasi, della loro distinzione in una “continuità” dei processi. 

Elementi di storia del PCI a partire dalla testimonianze di storia vissuta e raccontata da 64 comunisti della Federazione del P.C.I di Varese

Intervento orale di Salvatore D'Albergo e ultimo della serata di presentazione del libro.

L’interesse mio per questo libro è ben diverso da quello che è stato definito “aneddotica”. Se io avessi sentito un’introduzione che si richiamava ad alcuni aneddoti, non l’avrei letto.

Invece il libro ha un carattere di originalità che come dice la presentazione, è quello di “racconti e testimonianze di un vissuto collettivo, non di un vissuto individuale. Quindi di un’esperienza anche individuale di un collettivo, donde tutti i significati di una storia, di forme di lotta, che a partire dagli anni ’40, l’insieme dei contributi descrivono addirittura fino a questa fase, ognuno, certo, centrando un periodo – perché così era stato definito il compito per articolare la storia nei decenni.

Sicché tutti hanno affrontato le forme concrete con cui si è manifestato l’avvio delle lotte sociali in questa zona. Anzi, una certa fatica di lettura per chi voglia leggere attentamente tutto, può derivare dal fatto che - non so per quale criterio di assemblaggio- , talvolta le testimonianze, anche quando ormai ci sono testimonianze di esperienze più ravvicinate alla fase di oggi, ritornano improvvisamente agli anni ’50. Ma questo anche per una difficoltà obiettiva di elaborare l’edizione del libro che si colloca dopo la storia di vari altri contributi e libri: è stato citato il libro sul contributo dei comunisti di Varese nella guerra di Liberazione, che era stato fatto con il libro a cura del compagno Chiesa, e poi nel ricordo della 121^ Brigata Garibaldi di Walter Marcobi, che ha un’altra caratteristica.

Qui lo sforzo è stato di mettere in evidenza il significato dell’essere funzionari di partito, intesi come soggetti a tempo pieno.

 

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24/01/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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