Cultura

Una questione di grande attualità: il rapporto fra i comunisti e il sindacato. Gramsci, i consigli di fabbrica, la lotta contro il fascismo, le critiche della Terza Internazionale, i limiti della direzione bordighista del partito, la lotta contro le burocrazie sindacali

Mentre i partiti antifascisti combattevano il fascismo, Antonio Gramsci, dalla sua cella, meditava e scriveva le analisi storico-filosofiche e politiche dalle quali il marxismo italiano avrebbe tratto nuova linfa dopo la sconfitta del fascismo: i Quaderni del carcere. La cui originaria ispirazione va rinvenuta proprio nel saggio Alcuni temi della quistione meridionale, iniziato nel 1926 e rimasto incompiuto.

L’attore racconta il personaggio, scoprendone le azioni e il modo di agire, passo dopo passo, costruendone un equivalente. E lo spettatore vive e partecipa ad un momento di crescita e consapevolezza collettiva. Eppure il teatro, un tempo vietato e censurato, oggi annoia. Perché?

Nel 94° anniversario della fondazione del PCdI pubblichiamo un intervento del 1989 di Salvatore D’Albergo che ci presenta il suo libro “Racconti e testimonianze di 64 comunisti”. Elementi di storia del PCI a partire dalla testimonianze di storia vissuta e raccontata da 64 comunisti della Federazione del PCI di Varese Racconti di esperienze e testimonianze dirette di un vissuto di vita collettiva.

II 12 novembre riapre il Parlamento, chiuso da cinque mesi. Luigi Repossi ebbe l’incarico di entrare nell'aula di Montecitorio, dove si commemorava Matteotti da parte di un'assemblea di fascisti e filofascisti, per leggere una dichiarazione il cui cuore era nella seguente affermazione: "Da che mondo è mondo, non è permesso ai responsabili di assassinio commemorare le vittime"…

Una questione di grande attualità: il rapporto fra i comunisti e il sindacato. Gramsci, i consigli di fabbrica, la lotta contro il fascismo, le critiche della Terza Internazionale, i limiti della direzione bordighista del partito, la lotta contro le burocrazie sindacali.

Un film, due interpretazioni opposte. E voi lettori cosa ne pensate?

Al tramonto dell’età antica e del paganesimo, nel quadro di un impero decadente che si appoggia alla nuova religione cristiana, potrebbe essersi svolto questo dialogo tra due grandi figure intellettuali di quella fase di passaggio. Il vescovo e teologo cattolico Agostino e la filosofa e astronoma pagana Ipazia. Due mondi che si confrontano e si scontrano.

Lo sguardo degli ultimi, degli impoveriti e dei migranti, in fuga da oppressione e guerre, è quello che è mancato in questi giorni in cui ampissima parte della “cronaca nera” è stata dedicata alla Norman Atlantic.

L’insostenibile leggerezza di alcuni studiosi nella divulgazione di leggende gramsciane. L’anticomunismo che abbaglia e induce all’errore.

La sua testa mozzata al centro di un'indagine sui servizi segreti, ma alle fine la verità viene a galla

Gennaio

Linzer Torte

Gli storici sottolineano che ci furono rapporti fra milazzismo e mafia. Ma la scelta di Macaluso non fu solo un “errore” del PCI siciliano, ma fu anche figlia della teoria del tentativo di un fronte antimonopolista contro la depredazione della Sicilia.

L’ultima opera di David Fincher (autore di “Seven”, “Fight Club”, “Zodiac”) non è particolarmente originale, ma getta una luce inquietante su una società statunitense dominata dalla televisione che si occupa anche dei dettagli della vita privata dei suoi cittadini. Gli Usa dopo aver sconfitto l’Urss si sono arresi al “luogocomunismo”.

Il merito? Una variabile derivata. La meritocrazia? La negazione del merito.Nel pamphlet di Carmelo Albanese “Il feticcio della meritocrazia” tutti i paradossi dell’ideologia meritocratica. L’autore, in modo logico-formale, ne dimostra l’inconsistenza, paragonando la meritocrazia a una religione.

Stella Jean, designer trentenne, romana con madre haitiana, col suo lavoro comunica la contro-colonizzazione: “la moda è il mio più autentico mezzo di comunicazione attraverso il quale esprimere e risolvere il senso di inadeguatezza che mi ha accompagnato nei primi anni della mia vita”. 

I migliori 20 film usciti nella sale italiane nel 2014

di Rosalinda Renda e Renato Caputo

Finisce l’anno e le classifiche, si sa, impazzano. In mezzo a bilanci di ogni tipo, proviamo a fare quello dei migliori film. Immediatamente ci accorgiamo che il 2014 anche per i cinefili non è stato un granché: la crisi oltre ad essere economica è, del resto, anche culturale. A parte alcune eccezioni, anche i grandi registi non hanno brillato e, forse non a caso, alcune delle cose più interessanti sono state realizzate al di fuori del mondo occidentale (Snowpiercer e Si alza il vento).

Spunta una nuova pista sul perché sia morto con la testa mozzata: si indaga anche sul suo doppelganger.

Critica alla lettura di Paolo Pecere pubblicata su L’Internazionale

MUna brutta storia dimenticata, ma importante, in cui spicca il nome di Macaluso. “Nulla capiremo della mafia, finché non metteremo in luce gli aspetti di questa vicenda” (L. Sciascia)

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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