Cultura

La Città Futura ha pubblicato su carta una raccolta di recensioni cinematografiche in chiave marxista, precedentemente uscite sulla rivista online. Gli autori hanno passato al vaglio in questi anni centinaia di opere cinematografiche, fiction, serie televisive, un lavoro imponente che meritava di essere valorizzato. L’angolo visuale del cinema ci consente di valutare come la borghesia penetri il sostrato culturale di massa e agisca sul piano dell’egemonia. Secondo noi è un contributo utile per capire il presente oltre che una comoda guida per scegliersi il film da vedere!

La crisi d’egemonia della vecchia classe dirigente politica, porta ad ampliare il contrasto tra rappresentanti e rappresentati dal terreno elettorale-parlamentare all’intero organismo statale, rafforzando la posizione del potere della burocrazia, dell’alta finanza, della Chiesa e di tutti gli organismi più indipendenti dalle fluttuazioni dell’opinione pubblica.

La contraddizione fra l’affermazione dell’universalismo giuridico della tradizione liberale, che trova la sua massima espressione nei diritti umani, e l’universalismo determinato o concreto portato in primo piano dalla tradizione socialista e comunista.

Racconto romanzato di un fatto realmente accaduto a Roma in un quartiere periferico. Il ritardo dell'ambulanza, la mancanza di un defibrillatore e l'indifferenza del sistema produttivo condannano a morte un signore sui sessant’anni.

Come ricorda Lenin, la storia insegna che fino a che esistono classi diverse, non si può parlare di una ‘democrazia pura’, ma soltanto di una democrazia di classe; non è, infatti, possibile concepire un’eguaglianza sostanziale, fondamento della democrazia, tra sfruttatori e sfruttati.

Nella scissione di forma e vita ciascuna forma, che aspira all’incondizionatezza e all’assolutezza, è una delle tante posizioni relative a un aspetto particolare della vita, ma a cui è precluso poterne abbracciare la totalità.

La presa di coscienza che nella società capitalistica sia il lavoro morto a dominare sul lavoro vivo spinge Marx a una critica scientifica dell’economia politica in funzione della riappropriazione, in un’altra società, dell’autentica dimensione del lavoro umano, di un vivere che produca nuova vita.

Il regime parlamentare diviene il terreno classico dell’egemonia borghese, poiché la stessa coercizione statuale appare appoggiata sul consenso della maggioranza.

Il dibattito teorico tra i sostenitori della sostanziale continuità fra i diritti umani e la concezione politica marxista e i sostenitori della rottura.

Un articolo dell’organizzazione spagnola Libres y Combativas rivela i fantasmi delle nuove piattaforme online per adulti.

Prima dell’approdo al marxismo il giovane Lukács è affascinato dall’irrazionalistica filosofia della vita e dalla metafisica esistenzialistica che riscopre, in opposizione al razionalismo, la prospettiva pantragica di Kierkegaard.

Nel frammento sul lavoro estraniato emergono aspetti essenziali della metodologia d’indagine marxiana, ovvero la costante relazione fra l’impostazione dialettica e la vocazione empirista.

Dalla lotta al socialismo nazionale, che spostando la lotta di classe in una lotta fra nazioni, sosteneva l’imperialismo straccione italiano, al sostegno ai movimenti anticolonialisti.

Per non rimanere nelle opposte unilateralità dell’intelletto, per cui o Marx riprende o critica i diritti umani, occorre comprendere il loro superamento dialettico, che implica un togliere tesaurizzando.

Oggi che sempre più spesso i revisionisti divengono apologeti del proprio imperialismo continentale, diviene essenziale distinguere fra antimperialisti e nazionalisti piccolo-borghesi.

Un libro ripercorre la storia della Casa del popolo di Ponticelli, quartiere popolare napoletano, dalle pratiche mutualistiche operaie dei suoi inizi fino al suo divenire luogo di arricchimento culturale, partecipazione politica e lotta sociale.

Lukács condanna la decadenza della borghesia che, trascinando nella degradazione l’intero genere umano, non riesce sul piano della cultura e della forma artistica a esprimere la situazione storica con la dignità della tragedia

Non neghiamo il carattere umanistico e solidaristico dell’ultima Enciclica, ma ha forza di incidere sulla drammatica realtà sociale?

Concludiamo l’esposizione del pensiero di Lenin nell’interpretazione produttiva che ne ha dato Stefano Garroni.

L’interesse di Gramsci per la questione coloniale è rivolto, in primo luogo, all’analisi dei rapporti tra le nazioni industriali e quelle agrarie da cui ricavare spunti per affrontare la questione delle semicolonie interne nei paesi capitalistici, ovvero per approfondire la questione meridionale.

Funzionamento e funzione dei social nelle dinamiche del capitalismo crepuscolare.

Il superamento dello Stato, del diritto, della democrazia e dei diritti umani, cui deve mirare secondo Marx la società comunista, deve essere inteso sempre in senso dialettico.

L’enciclica di Francesco caldeggia nella sostanza la versione più soft dello stato corporativo ed è coerente con la dottrina sociale della chiesa. I comunisti devono invece porsi il problema di trasformare la struttura sociale.

Lo sviluppo dei più grandi capitali transnazionali negli ultimi si è accompagnato ad ingenti investimenti nella capacità ci accaparrarsi, conservare ed elaborare dati.

Un’attenta analisi della prima opera di rilievo del giovane Lukács: Il dramma moderno

Proseguiamo nell’esposizione del pensiero di Lenin nell’interpretazione produttiva che ne ha dato Stefano Garroni
L’egemonia culturale statunitense non è casuale, ma è stata promossa dal secondo dopoguerra da istituzioni ben finanziate e organizzate come la CIA.

I socialipacifisti condannano astrattamente ogni forma di guerra, senza distinguere fra aggressioni imperialiste, guerre di popolo, guerre per difendere l’indipendenza nazionale, guerre partigiane e guerre civili rivoluzionarie

Il social-sciovinismo è, agli occhi di Lenin, la forma più compiuta dell’opportunismo.

Nell’analisi di Gramsci, la storia contemporanea produce la contrapposizione fra due forme opposte di totalitarismo, una progressiva e l’altra reazionaria
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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