CPF di Pisa. Nessuna “cessione di sovranità” al buio

Le posizioni espresse nel CPF sono di attenzione alla costruzione di una lista unitaria per le regionali di marzo, ma a precise condizioni programmatiche (punti chiari e non negoziabili), politiche (alternatività al PD e al centrosinistra), organizzative (niente scioglimenti in calderoni senza capo né coda), mentre per il soggetto unitario nazionale sono state espresse da quasi tutti molte perplessità e soprattutto si è ribadito, cosa già espresssa in CPF precedenti, che accelerazioni/soluzioni organizzativistiche che di fatto comportino cessioni di sovranità al buio non sono accettabili e ammissibili.


CPF di Pisa. Nessuna “cessione di sovranità” al buio

 

Le posizioni espresse nel CPF sono di attenzione alla costruzione di una lista unitaria per le regionali di marzo, ma a precise condizioni programmatiche (punti chiari e non negoziabili), politiche (alternatività al PD e al centrosinistra), organizzative (niente scioglimenti in calderoni senza capo né coda), mentre per il soggetto unitario nazionale sono state espresse da quasi tutti molte perplessità e soprattutto si è ribadito, cosa già espresssa in CPF precedenti, che accelerazioni/soluzioni organizzativistiche che di fatto comportino cessioni di sovranità al buio non sono accettabili e ammissibili.

di Giovanni Bruno, CPF PRC di Pisa

La riunione del CPF di Pisa è stata aperta dal Segretario Provinciale che ha fatto un resoconto sulla situazione politica provinciale e regionale, in vista delle elezioni regionali di marzo 2015.

E’ stato riferito delle riunione di Empoli della Lista Altra Europa con altre liste come “Buongiorno Livorno”, in cui si è giunti ad una (provvisoria?) decisione di lista unitaria, senza listino bloccato (dunque potremo esprimere preferenze!) e con l’impegno di lavorare su punti programmatici qualificanti e sostanzialmente in alternativa all’impostazione del PD ed al centrosinistra di Rossi, soprattutto quello della “svolta”.

Il Segretario ha inoltre evidenziato come occorra lavorare per costruire un impianto coerente e convincente della lista, per raggiungere il quorum del 5% che impone la legge regionale infame appena varata: non tutto sembra convincente nei giochi (e intrighi) tra i vari soggetti, soprattutto non è del tutto chiara la posizione di SEL che galleggia e non si esprime fino in fondo mantenendo una posizione di sospensione ambigua.

I compagni e le compagne nella stragrande maggioranza degli interventi nel dibattito hanno evidenziato alcuni aspetti fondamentali:

a) che occorre iniziare da subito sviluppando e diffondendo il nostro programma autonomo per impostare immediatamente i contenuti nella direzione che intendiamo dare alla campagna elettorale;
 
b) che bisogna lavorare per la lista unitaria, ma comunque essere pronti ad eventuali defezioni di chi vorrà restare nell’orbita del centrosinistra e a organizzare una alternativa contando solamente sulle nostre forze;

c) che qualunque iniziativa del nostro partito deve partire da una autocritica per gli errori commessi recente nel passato in cui siamo stati in Giunta e alleati di Rossi e del PD.

Personalmente ho ribadito che occorre una piena alternatività al PD e che il documento uscito da Empoli non garantisce del tutto questa impostazione, che bisogna individuare punti chiari e nettamente in controtendenza su sanità (abolizione ticket, stop alla soppressione di posti letto, no alla chiusura di presidi e pronto soccorso nelle zone non metropolitane), su scuola (investimenti per l'edilizia e la sicirezza, ora che le risorse e i lavoratori delle Province verranno diminuiti), sui trasporti (ripristino delle tratte dei pendolari, abbonamenti e biglietti popolari, potenziamento della rete regionale).

In ogni caso, ho sostenuto che, qualunque sia la lista con cui parteciperemo alle regionali, occorrerà fare  la campagna elettorale come Rifondazione Comunista, soprattutto nei quartieri popolari dove dovrebbe ancora esserci un residuo di radicamento.
 
Questa campagna sarà anche fondamentale per chiarire se il PRC ha ancora un ruolo e compiti specifici per il gruppo dirigente, o se al contrario ci si stia apprestando a sciogliere di fatto il partito in un soggetto amorfo e ambiguo come quello che potrebbe nascere sulla base de documento Revelli, pieno di analisi insufficienti e fuorvianti (il problema non è solo il “renzismo”, ma occorre una analisi seria sulla natura del PD come espressione dei poteri dominanti) e con strizzate d'occhio a SEL esoprattutto all’area SinistraDem dei civatiani.

Su questo punto un solo compagno è intervenuto esprimendo una posizione invece in sintonia con la proposta della Segreteria nazionale bocciata al CPN del 15-16 novembre 2014, sostenendo che la linea scelta nel congresso non si può cambiare ad ogni tonrnata elettorale e che la strada è segnata.
 
In sintesi, le posizioni espresse nel CPF sono di attenzione alla costruzione di una lista unitaria per le regionali di marzo, ma a precise condizioni programmatiche (punti chiari e non negoziabili), politiche (alternatività al PD e al centrosinistra), organizzative (niente scioglimenti in calderoni senza capo né coda), mentre per il soggetto unitario nazionale sono state espresse da quasi tutti molte perplessità e soprattutto si è ribadito, cosa già espresssa in CPF precedenti, che accelerazioni/soluzioni organizzativistiche che di fatto comportino cessioni di sovranità al buio non sono accettabili e ammissibili.

18/12/2014 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Giovanni Bruno

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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