Appello per una mobilitazione cittadina per il 19 Marzo

L'appello e la piattaforma della mobilitazione del 19 marzo contro il DUP di Tronca.


Appello per una mobilitazione cittadina per il 19 Marzo

L’affollata assemblea al Cinema Palazzo di venerdì 11 marzo ha aperto uno spazio politico pubblico che ha individuato nella campagna #RomaNonSiVende il proprio trampolino di lancio.
I punti di piattaforma individuati sono tre:


1. L'individuazione del ricatto del debito pubblico (illegittimo) come elemento costitutivo della compressione di diritti sociali e dei lavoratori, dell'imposizione dei tagli lineari, della privatizzazione dei servizi e beni pubblici e dell'alienazione del patrimonio pubblico e più in generale dei processi di finanziarizzazione della città.


2. La necessità di contrapporre a un sistema di pubblico che produce precarietà, segregazione sociale, corruzione e speculazione attraverso politiche che impongono il vincolo del patto di stabilità e il pareggio di bilancio, la spending review e il Salva Roma un'idea di pubblico che significa accessibile a tutti e per tutti, che è comune, quindi, inalienabile e inappropriabile.


3. La necessità di porre il problema dell'allocazione delle risorse collettive e della redistribuzione della ricchezza, contrapponendo a una spesa pubblica tossica utilizzata per finanziare grandi opere o eventi inutili (come le olimpiadi 2024 che comporteranno un ulteriore aumento del debito pubblico) o promuovere interventi militari per combattere guerre che storicamente hanno alimentato il terrorismo di oggi, una spesa pubblica che investe nella tutela dei beni comuni (e non nella loro privatizzazione), nell'edilizia residenziale pubblica (anziché svenderla), nell'economia solidale, a partire dalla destinazione di spazi o aree dismesse di proprietà pubblica o abbandonate dal privato, e per un sistema di welfare universalistico. Il primo momento pubblico sarà una grande manifestazione sabato 19 marzo contro la giunta commissariale di Tronca, imposta da Renzi alla città di Roma, e il Documento Unico di Programmazione.


Pubblichiamo di seguito l’appello alla mobilitazione della Rete per il Diritto alla Città.

di Redazione

Da mesi un nuovo equilibrio si è stabilito a Roma. Un equilibrio che supera le istituzioni democratiche e applica attraverso la gestione prefettizia le ricette decise dal governo Renzi e dall'Europa. Il Dup (Documento unico di Programmazione) firmato da Tronca è un concentrato di queste misure: imposizione di tagli lineari, privatizzazione dei servizi, alienazione del patrimonio pubblico sacrificando sull'altare del debito di Roma Capitale i beni, gli spazi e i servizi pubblici della città. Un documento che lascia pochi margini di manovra a chi si candida a governare Roma e poche speranze ai romani sempre più privati di servizi essenziali.

Il Dup rappresenta bene la gabbia di una città incastrata fra una politica istituzionale clientelare e corrotta incarnata dalle giunte degli ultimi anni, e la trappola dell'obbedienza cieca al patto di stabilità. Una gabbia che non lascia spazio alla democrazia, ma che al contrario traduce la fase di eccezionalità, iniziata con Gabrielli a seguito dello scandalo di Mafia Capitale, in fase di normalizzazione dell'era Tronca. Il risultato è una città governata da un gruppo di prefetti i quali, protetti dalla loro veste di "tecnici", hanno il compito di applicare il principio di austerità senza se e senza ma, sancendo la priorità dei vincoli di bilancio rispetto alla garanzia dei diritti fondamentali.L'imposizione incondizionata di sacrifici imposti ai lavoratori ed alle lavoratrici delle aziende partecipate di Roma Capitale con il conseguente blocco della contrattazione, le minacce di inutili privatizzazioni con contestuale licenziamento di migliaia di lavoratori precari come nel caso di educatrici, maestre, lavoratori dell'accoglienza e dei canili comunali, il lavoro notturno non più retribuito, la negazione sia del riconoscimento della clausola di salvaguardia sociale che l'accesso alla cassa integrazione sono gli esempi più lampanti della pericolosa precipitazione della gestione Tronca. Tutti ciò mentre nello stesso DUP si certifica una carenza di personale pari ad 8.000 unità e gli organi di stampa conducono una campagna denigratoria nei confronti dei lavoratori capitolini, ATAC ed AMA in primis, tacciandoli di "fannullaggine".

Ma siamo certi che la città sia d'accordo con questa linea? E' davvero inevitabile sacrificare servizi e diritti conquistati in anni di lotte, per gettare qualche moneta nel pozzo nero del debito di Roma? E questo debito, siamo sicuri sia davvero un dogma intoccabile? Tante realtà diverse si stanno ponendo le stesse domande, alcune di queste si incrociano e si confrontano, altre non si conoscono ma scoprono di parlare la stessa lingua.

Le centinaia di sfratti per morosità incolpevole, le minacce di sgomberi per spazi romani, che colpiscono non solo centri sociali e le occupazioni abitative, ma associazioni, coworking, comitati, e tante altre micro-realtà, stanno suscitando una risposta che passa per partecipatissime assemblee, come quella ad Esc a fine gennaio, e come le ultime riunioni cittadine a casale Falchetti. Da questi momenti di confronto è sempre più forte l'esigenza di mettersi su un piano della discussione globale, che sia in grado di leggere la complessità della sempre più drammatica situazione che la città di Roma soffre.

Sappiamo bene che gli attacchi ricevuti sono in totale continuità con i processi attivi sulla metropoli e, per questo, crediamo sia necessario imporre una svolta al pericoloso tentativo di "riscrittura" della nostra città. Una svolta che vede negli sgomberi e nei tagli dei servizi due facce della stessa medaglia. Una svolta che riguarda tutte e tutti: da chi fa politica attiva nei territori, a chi semplicemente si muove con i mezzi pubblici o manda i propri figli ai nidi comunali.

In assenza totale di spazi di democrazia, il rischio di essere schiacciati da un "tallone di ferro" che impone la finanziarizzazione della metropoli è una questione che deve essere affrontata collettivamente. C'è bisogno di una risposta cittadina, ampia e partecipata, che possa aprire nuovi spazi decisionali e nuovi conflitti, contro la cappa prefettizia e giubilare e che dica chiaramente che #RomaNonSiVende. Tronca deve essere bloccato e l'emendamento del DUP e del bilancio di previsione di fine Marzo ribaltato. E', a nostro avviso, necessaria una risposta visibile, che sfili nelle strade della capitale con tutte e tutti coloro che vogliono una Roma diversa, mentre Tronca e i suoi tecnici scorrono i tasti sulla calcolatrice della vendita delle nostre vite.

Coscienti che un percorso di questa portata ha bisogno di ulteriori momenti di confronto dove auspichiamo continuino a convogliare le tante realtà in lotta che fanno di Roma una città che non si arrenderà facilmente all’arroganza della finanza e delle politiche economiche europee ed internazionali; per un percorso che non sia tra "addetti ai lavori", ma nel quale ogni cittadino si senta coinvolto, per un percorso partecipato, espansivo e, soprattutto in divenire, promuoviamo tutti insieme gli spazi sociali, il sindacalismo di base e conflittuale, i movimenti per il diritto all'abitare, le cooperative sociali, le realtà dei lavoratori autorganizzati, i comitati di quartiere una manifestazione cittadina per il 19 Marzo. Perché non vogliamo farci s-Troncare, ma vogliamo vivere in una città in cui fioriscano i diritti!

Il Dup S-Tronca Roma, stronchiamo il DUP insieme!

‪#19Marzo >> Appuntamenti territoriali in molti quartieri della città per raggiungere poi insieme il corteo centrale a piazza Vittorio alle ore 15.

#RomaNonSiVende

Radici nel Cemento, ZeroCalcare e Tonino Carotone per #ROMANONSIVENDE #19MARZO

  

Adriano Bono, Angela Davis e la Banda Bassotti per #ROMANONSIVENDE #19MARZO

 

15/03/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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