La lotta dei licenziati Carrefour è la lotta di tutti!

Il mondo del lavoro ai tempi del Jobs Act.


La lotta dei licenziati Carrefour è la lotta di tutti!

Lo stato del mondo del lavoro ai tempi del Jobs Act. Di questo ci parla la recente vicenda dei facchini del magazzino di Carrefour di Santa Palomba, poco fuori Roma.

di Clash City Workers

La Carrefour è un’arcinota e gigantesca multinazionale della grande distribuzione. Tra le altre cose è famosa per tenere aperti h24 7/7 i propri punti vendita, sfruttando fino a notte i lavoratori perché altri lavoratori sfruttati possano comprare quello di cui hanno bisogno nei ritagli di tempo.

A Roma, poco fuori dal raccordo, il colosso francese ha 3 magazzini di smistamento merci. Come in tantissimi altri casi del settore della logistica il lavoro è appaltato a (false) cooperative che spesso e volentieri eludono il contratto collettivo di categoria e sovraccaricano di lavoro i propri dipendenti sottopagati. In questo modo le aziende possono anche aggirare tante leggi che difendono i lavoratori da licenziamenti arbitrari e altri soprusi.

Cosa è successo questa volta? A Giugno, la coop che gestisce uno dei tre magazzini, licenziava i propri 40 dipendenti per riassumerli con un contratto a tempo determinato di sei mesi, con l'impegno di “stabilizzarli” alla scadenza del contratto prevista per Dicembre. Tutto questo giro per potersi assicurare i famosi sgravi contributivi che il Governo Renzi ha deciso di regalare alle aziende che nel 2015 avrebbero assunto usando il nuovo contratto a tempo indeterminato. Una truffa ai danni dello stato e dei lavoratori che ha avuto purtroppo il beneplacito della CGIL, che si è limitata a chiedere in cambio l’assicurazione che tutti i lavoratori sarebbero stati effettivamente riassunti.

Ma questo non è successo: 7 di loro non hanno avuto più indietro il proprio lavoro! Guarda caso alcuni di essi sono sempre stati tra i dipendenti più attivi nella difesa di condizioni di lavoro dignitose nel magazzino. Altri sono quelli più anziani e “ammaccati” da anni di carico e scarico merci, che l’azienda pensa evidentemente di poter buttare dopo l’uso.

La cosa importante è però che questi lavoratori non si sono arresi e hanno deciso di lottare per essere reintegrati. Così da 3 mesi portano avanti blocchi e azioni, aiutati dall’indispensabile supporto del sindacato SiCobas e dei compagni dell’Assemblea di sostegno dei lavoratori della logistica. E’ nata così una campagna che invita tutti “a mostrare la loro solidarietà partecipando e moltiplicando le iniziative di lotta e versando il proprio contributo alla cassa di resistenza per i licenziati”.

Accogliamo e rilanciamo l’appello, perché, come dicevamo all’inizio di questo articolo, quello che sta accadendo è solo un anticipo di quello che è destinato a moltiplicarsi nell’Italia della fine delle tutele dell’articolo 18: un senso di intoccabilità da parte dei padroni che sempre più si permettono di mandare a casa dipendenti scomodi o scarsamente “utilizzabili”. Un’Italia che potrà cambiare se sapremo utilizzare l’arma principale che hanno in mano i lavoratori, quella della solidarietà.

Sul sito dei Clash City Workers il testo dell’appello e l’indirizzo bancario per sostenere la cassa di resistenza dei lavoratori.


Per approfondimenti:

http://clashcityworkers.org/lotte/cosa-si-muove/2265-blocco-carrefour.html

http://clashcityworkers.org/lotte/cosa-si-muove/2188-blocchi-carrefour.html

http://clashcityworkers.org/iniziative/2245-appello-assemblea-carrefour.html

http://clashcityworkers.org/lotte/cosa-si-muove/2200-blocchi-carrefour-roma.html

15/03/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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