Per una ferrovia pubblica e sociale: tre giorni di iniziative

In preparazione dello sciopero dei trasporti, i ferrovieri a convegno.


Per una ferrovia pubblica e sociale: tre giorni di iniziative

Il Comitato per una ferrovia pubblica e sociale ha organizzato il 29 Maggio al circolo Anpi Lippi di Firenze, un convegno dal titolo Nazionalizzare le Fs? Per il diritto alla mobilità, per i diritti dei lavoratori, per un futuro del trasporto pubblico.

Nell’intervento di apertura Ezio Gallori, figura storica dei macchinisti oggi animatore delle lotte dei pensionati, ha dato un quadro preoccupante della situazione ricordando come: negli ultimi 25 anni è stato abbandonato il trasporto merci che negli anni sessanta spostava il 30% e consentiva di arrivare quasi al pareggio di bilancio; sono stati persi dal 1990 oltre 160 mila posti di lavoro (da 225 a 65); il sud è stato abbandonato cosi come lo sono state tutte le città medio-piccole; c’è stata una riduzione dei canoni di sicurezza, con una privatizzazione strisciante consentendo di gestire appalti in maniera privatistica con soldi pubblici. Il nuovo piano industriale aggrava questa situazione con l’intenzione di quotare in borsa le frecce, i cui profitti sarebbero preda dei soliti speculatori multinazionali e non utilizzati per il complessivo servizio universale, pendolari e merci.

Paola Sabatini del coordinamento europeo per la sanità pubblica ha illustrato come anche nella sanità è in atto da anni un processo di privatizzazione strisciante che sta determinando per le classi meno abbienti la riduzione delle possibilità di curarsi e la loro aspettativa di vita.

Giorgio Cremaschi del coordinamento no euro ha chiarito come di fronte all’attacco allo stato sociale e al sistema industriale del paese occorre fermare le privatizzazioni che nel nostro paese, (vista la miseria culturale e morale della borghesia nostrana), significano svendere alle multinazionali (tedesche in primis), il nostro patrimonio produttivo. Per questo all’Alitalia, all’Ilva come al Nuovo Pignone (la storica fabbrica a poche centinaia di metri dalla sala del convegno), occorre avere il coraggio di proporre la nazionalizzazione e questo significherà inevitabilmente andare in rotta di collisione con i tecnocrati di Bruxelles e con la Bce.

Savio Galvani del Conup, l’associazione che tutela i diritti dei pensionati con la rivista la Lotta dei pensionati ha ricordato la vittoria al referendum del 4 dicembre, l’impegno del comitato per applicare la Costituzione e ha denunciato le manovre del governo per abrogare l’articolo 38 della Carta per poter tagliare di centinaia di euro le pensioni in essere, così come vengono riproposti in modo truffaldino i voucher dopo che si è fatto saltare il referendum promosso dalla Cgil.

Francesco Staccioli di Usb Alitalia ha spiegato come la nazionalizzazione sia l’unica proposta seria per salvare la compagnia di bandiera e ha illustrato le iniziative in campo dopo lo straordinario NO dei lavoratori al referendum e la manifestazione nazionale a Roma del 27 maggio.

Sul fronte delle lotte sono intervenuti anche Nicoletta Dosio del movimento No Tav che ha voluto condividere il patrimonio di iniziative messe in campo in anni di durissime battaglie dai cittadini della Val di Susa anche in difesa del trasporto merci e del deposito di Bussoleno e Domenico Gattuso ingegnere trasporti dell’associazione Ciufer che ha illustrato le lotte vincenti, grazie alla partecipazione dell’intera popolazione, per impedire al gruppo Fs di tagliare in Calabria linee e servizi evitando di perdere 500 chilometri di strade ferrate come invece purtroppo è successo in Piemonte. Diversi ferrovieri hanno illustrato le recenti vertenze sulle pensioni e la battaglia dei lavoratori di Mercitalia, la newco del gruppo, il cui contratto di lavoro separato è perfino peggiorativo di quello degli altri ferrovieri e il cui sciopero di 24 ore ha avuto una buona risposta da parte dei lavoratori.

Tra gli approfondimenti Il Prof, Erasmo Ventosi ex componente della commissione tecnica del ministero dei trasporti, dati alla mano ha spiegato quanti danni ha arrecato all’intera economia italiana la scelta della privatizzazione e dell’alta velocità, su cui effetti nefasti per anni era intervenuto denunciando “l’alta voracità” il compagno Ivan Cicconi, recentemente scomparso di cui tutti sentiamo la mancanza.

Infine Winfried Wolf, economista dei trasporti, ha fatto una lunga carrellata sulla situazione mondiale spiegando come esclusa la Cina e indirettamente l’Africa grazie agli investimenti cinesi) in tutto il resto del mondo la lobby dei petrolieri e dell’automotive sta imponendo una progressiva riduzione del trasporto sul ferro. Anche nella stessa Germania dove da anni ormai, non casualmente, gli ultimi presidenti delle DB (le ferrovie dello stato tedesche) non provengono più dal mondo ferroviario ma da quello automobilistico.

In conclusione, mentre attivisti della Cub del Cat dell’Usb illustravano con opuscoli le iniziative dei loro sindacati e alcuni Rls presenti finivano di scrivere una lettera al Presidente della Repubblica sulla sicurezza, si è deciso di lanciare una petizione e di portare gli esiti della discussione all’attenzione della popolazione dei lavoratori e dei pendolari, a partire dalla festa del macchinista del giorno dopo.

Infatti come ogni anno nell’ultima settimana di maggio si è svolta la tradizionale festa con partenza da Firenze e arrivo a Pistoia con un treno a vapore, scortati anche da macchine e moto d’epoca, All’arrivo e alla partenza scolaresche vocianti e fotografanti hanno fatto ala alla sfilata. Oltre 300 ferrovieri attivi e in pensione hanno animato la giornata iniziata a Santa Maria Novella con concerto di mandolino mirabilmente suonato dal macchinista Roberto Palumbo che ha usato lo strumento originale che fu di Angelo Castrucci donatogli dalle nipoti dello storico sindacalista fondatore dello Sfi, il sindacato ferrovieri nato agli inizi del Novecento.

Dopo l’arrivo a Pistoia accolti dalla Banda del comune attiva dal 1789 con le note dell’Inno dei lavoratori e di Azzurro, la rivista Ancora in marcia ha premiato con targa ricordo e insignito della qualifica di macchinista ad honorem giornalisti, avvocati, scrittori, partigiani, ferrovieri che si sono distinti nell’ultimo anno nelle battaglie per la democrazia e la giustizia sociale. Tra i tanti i rappresentanti dell’associazione il mondo che vorrei e Riccardo Antonini, licenziato per aver offerto la propria competenza ai familiari delle vittime della strage di Viareggio nel processo che ha visto la condanna a 7 anni per Mauro Moretti e altri dirigenti indagati per strage. A dimostrazione che la lotta paga, ma si paga. Premiato anche il figlio di Riccardo, avvocato come il padre, autore di una biografia del nonno partigiano. Presenti l’Anpi provinciale con la gloriosa bandiera della 22° Brigata Garibaldi “Vittorio Sinigaglia” (divisione Arno) e il coro di Fiesole che ha cantato canzoni del movimento operaio e partigiano.

Poi tutti a pranzo nel salone del Dopolavoro ferroviario mentre i macchinisti, musi neri della vaporiera, scaldavano per il viaggio di ritorno la motrice con potenti palate di carbone, alzando nell’aria cristallina di fine maggio dense nuvole nere e bianche dietro le quali il cielo sopra la stazione di Pistoia sembrava ancora più blu. Appuntamento per tutti all’organizzazione dello sciopero dei lavoratori dei trasporti dalle 21 del 15 giugno alle 21 del 16 proclamato dai sindacati di base su una piattaforma che ha al centro proprio la difesa del trasporto pubblico e sociale.

Come nella migliore, più che centenaria, vicenda del sindacalismo ferroviario riflessione, solidarietà e lotta si fondono per continuare a fare la storia: Sempre in marcia!

10/06/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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