Rinnovi dei CCNL una lotta difficile

Salari da fame, orari da pazzi: il regalo dei nuovi contratti nazionali.


Rinnovi dei CCNL una lotta difficile

Per fine Gennaio sono previsti i tavoli di contrattazione del CCNL dei metalmeccanici ma il braccio di ferro sembra senza speranze visti i rapporti di forza in campo favorevoli ai padroni e le deboli e arretrate posizioni sindacali. In attesa delle novità che arriveranno dai tavoli proponiamo un lavoro analitico di approfondimento sulla questione svolto dai Clash City Workers.

di Clash City Workers

Il 2015 rimarrà nella storia delle relazioni industriali di questo Paese come l’anno del Jobs Act; ma è stato anche l’anno della scadenza e del rinnovo di numerosi CCNL e com’era prevedibile il primo non poteva non avere effetti sui secondo. Per i padroni italiani l’aver portato a casa il più grande e atteso risultato di sempre, cioè la possibilità di licenziare a piacimento, è stato il segnale che ormai tutto gli è possibile… come addirittura chiedere indietro i soldi ai lavoratori!

Incredibile ma vero, questa è stata infatti una delle pretese avanzate dai padroni con la motivazione che in quest’epoca di deflazione l’inflazione prevista è stata più alta di quella reale e quindi i lavoratori avrebbero ricevuto degli aumenti illegittimi in busta paga. Se può non stupire la mancanza di pudore degli industriali, la cosa che fa male è vedere i sindacati - che i lavoratori dovrebbero difenderli - accogliere e accettare tutto questo, com’è successo nel caso del rinnovo del CCNL dei chimici. Ma questa è solo uno dei punti critici di una stagione contrattuale che “rischia di sancire una vittoria sui lavoratori di quanti avanzano politiche di riduzione dei diritti e del salario” come scriveva Carmine Tomeo su questa rivista e che si è retta sulla revisione e l'attacco al salario e all'orario di lavoro, sulla limitazione del diritto di sciopero e sull'introduzione del cosiddetto welfare aziendale. Tutto questo con il beneplacito dei sindacati confederali, che hanno rinunciato al conflitto pur di ricavarsi un ruolo che ormai è rimasto sempre più quello della ratificazione degli interessi padronali.

A meno di un mese dai tavoli di contrattazione del CCNL dei metalmeccanici, previsti per fine Gennaio, in cui, come mostrato da Federico Giusti, la stessa FIOM si presenta con una piattaforma arretratissima, è sicuramente utile leggere il documentato approfondimento dei Clash City Workers che fa un bilancio.

Per l’approfondimento continua la lettura sulla pagina di Clash City Workers: Salari da fame, orari da pazzi: il regalo dei nuovi contratti nazionali

07/01/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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