Un incendio - con molta probabilità doloso - nella notte tra il 29 e il 30 luglio ha reso inagibile Spin Time, il palazzo occupato dal 2013 di via Santa Croce in Gerusalemme a Roma, lasciando in strada circa quattrocento persone (bambini, anziani, famiglie) nel pieno dell’estate e con picchi di caldo che superano i 40 gradi. Con scuse ridicole ammantate di legalità la polizia impedisce loro da giorni di rientrare nelle case dove hanno tutti i loro effetti, le loro cose e medicine, anche i loro animali domestici rimasti murati vivi lì dentro. Il Comune cincischia non poco, mentre tratta, coi consueti guanti, l’acquisto dell’immobile dalla proprietà che, comunque, probabilmente non accetterà. Le persone vivono ora (e la situazione rischia di protrarsi a lungo) in condizioni di totale precarietà, tra paura e malori dovuti al caldo, momentaneamente ospitati nei locali del Polo Civico Esquilino e supportati da una straordinaria rete di solidarietà che si è mossa come un imponente e splendida onda che li tiene a galla, alimentata dalle associazioni e dalle realtà del quartiere, dalla braccia e dal cuore delle persone ancora umane che in quella gente vedono esseri viventi e il loro, il nostro, futuro, perché conoscono loro e quella esperienza che ha letteralmente salvato la situazione in uno dei quadranti più complicati della città. Gli abitanti di Spin Time sono persone che lavorano, che mandano i loro bambini a scuola, che chi scrive, peraltro, conosce di persona. La rete di solidarietà si è mossa in un presidio permanente che, nello spietato cinismo delle istituzioni, garantisce agli abitanti di Spin Time il supporto minimo necessario per accoglierli, fornisce loro indumenti e possibilità di lavare e lavarsi, intrattenere i numerosi bambini, tenere i fragili al riparo dal caldo estremo e dare loro un minimo conforto.
In tutto questo, qualche servizio pietistico al telegiornale di non più di due minuti e la massa informe che intanto plasma i propri mostri nella cloaca dei social: “Dovevano sgomberarli anni fa!”, “Indecente, la strada invasa dalle ‘zecche’ e io che non posso nemmeno scaricare comodamente la spesa a casa!”, oppure ancora l’intramontabile "sgomberiamoli, che non pagano gli affitti e le bollette come invece facciamo noi italiani!”.
E allora, mi si permetta, ma questo breve e forse un po' scurrile testo è dedicato proprio a loro, alle “persone” che “e io che, invece, pago il mutuo allora sono uno stronzo?”.
Ebbene sì, sei uno stronzo. Ma attenzione, sei uno stronzo per motivi completamente diversi da quelli che intendi tu.
Sei stronzo innanzitutto perché lo scarto fecale è senz’altro materia più affine alla tua intima essenza, visto che di fronte a una crisi simile vissuta da altri esseri appartenenti alla tua stessa specie (che ti piaccia o no), sei ormai irrimediabilmente incapace di fare appello a qualsiasi sentimento di umanità e le sole cose a cui sai pensare sono bassezze tipo “come scarico la spesa nella mia accogliente casetta con l’aria condizionata” e “meglio che muoiano per strada perché io pago il mutuo e loro no”.
Sei stronzo perché non sai, o fai finta di non sapere, che quell’immenso palazzo era un palazzo pubblico dell’INPDAP e che il governo Berlusconi, che tu probabilmente all’epoca hai votato (ulteriore motivo per il quale sei – indovina un po’?- stronzo), per fare cassa ha svenduto in appena otto giorni questo e altre centinaia di palazzi ad un investitore privato che, per averlo, ha pagato allo Stato una miseria rispetto al reale valore degli immobili. Sei stronzo perché te la prendi con la gente che ci ha vissuto in questi anni e non vedi che in tutta quella operazione lo Stato ha usato soldi della Cassa Depositi e Prestiti per realizzare la vendita dei propri stessi edifici: dopo aver venduto i propri stessi immobili, in molti casi lo Stato ha continuato a usare quegli edifici, ma pagando un affitto assolutamente spropositato ai nuovi proprietari.
Sei stronzo perché invochi la “legalità” contro l’esperienza di Spin Time e fai finta di non capire che, anche se la vendita che è avvenuta era “legale” come piace dire a te (perché la gentaglia che tu difendi si fa le leggi per sé, non per te), tu ci hai rimesso di tasca tua perché il patrimonio pubblico è stato svenduto a pochi soldi e, in alcuni casi, lo Stato ha poi dovuto spendere molto per continuare a utilizzare gli stessi edifici.
Infine sei stronzo perché nonostante, come visto, ci hai rimesso tu in prima persona per fare ingrassare la trippa degli investitori che possiedono le quote del Fondo Immobili Pubblici (FIP) gestito da Investire SGR oggi preferiresti che ingrassassero ancora di più facendo di quell’immobile – che so- un albergo (che tanto non useresti mai perché non te lo puoi permettere) anziché farlo ritornare nelle mani pubbliche che finora hanno comunque pagato coi soldi tuoi quello spazio. E per aiutare centinaia di persone a non vivere per strada - cosa della quale, peraltro, ti lamenti anche tu in continuazione sui social appena incroci un senza tetto. Complimenti, che dire: chapeau per la tua sagacia.
Comunque, guarda, già che ci siamo io andrei fino in fondo, permetti.
Sei uno stronzo perché le cose di cui ti lamenti (alle volte anche giustamente) non sai fare altro che sbraitarle in maiuscolo su un feed mentre non ti è mai passato nemmeno lontanamente nell’anticamera del cervello di provare a fare attività in prima persona per migliorare con le tue mani il territorio in cui vivi. E anzi consideri chi lo fa un fallito.
Sei stronzo perché non solo non fai questo, per quanto non ti interessi nemmeno di quello che più in grande, più in generale, accade intorno a te, non ti sforzi di capire il mondo in cui vivi e di interpretarlo. Subisci passivamente quello che accade, anche quando intuisci che non ti va bene. Sei uno stronzo perché, per sfogare la tua frustrazione, te la prendi sempre e solo con chi sta peggio di te perché è più comodo. E quindi inoltre finisci per essere l’utile idiota che favorisce gli interessi di chi ti vuole solo prostrato.
Sei stronzo perché ti vanno bene e ti sono sempre andate bene le svendite di servizi e patrimonio pubblico, visto che non ti ho mai visto fare un fiato per difendere la cosa pubblica, che però quando ti fa comodo utilizzi e rivendichi anche tu. Sei uno stronzo perché nonostante ti faccia comodo quando un servizio pubblico funziona, a un minimo, piccolissimo, disagio ti accodi come una pecora al gregge che chiede – contro i vostri interessi – la sua privatizzazione.
Sei stronzo perché non hai, e non vuoi avere, una visione, perché ti lasci strumentalizzare ed egemonizzare a tue spese, perché pensi che “tanto non serve a nulla”, perché ti sei lasciato passivizzare e dominare e ora hanno fatto di te solo l’ombra di un essere umano.
Sei stronzo perché solidarizzi con chi ti vuole così, perfettamente domabile, e che domani ti vorrebbe al fronte, e perché ti ostini a non voler vedere il nesso che c’è tra la guerra e il piano di riarmo – fai spallucce quando ne parlano i giornali – e il prezzo della benzina e della spesa che aumenta sempre, facendoti giustamente arrabbiare mentre apri il portafoglio.
Sei stronzo perché non muovi un dito contro queste politiche del governo, che probabilmente hai votato, e che probabilmente andrai a votare nuovamente.
Sei stronzo perché per te, in questa vicenda di Spin Time, la colpa della giunta capitolina è quella di essere “amica delle zecche” e invece non vedi che il problema di quella giunta, come di tutte le altre del resto, è che sulla questione abitativa non ha fatto assolutamente nulla, non ha minimamente contrastato l’aumento vertiginoso dei prezzi delle case e degli affitti, rendendo Roma unicamente una città a misura di turista. Sei stronzo perché insulti l’amministrazione per non avere sgomberato prima Spin Time ma non la insulti per avere fatto, per anni, affari coi fondi immobiliari americani partecipati dallo stato genocida di Israele per aprire alberghi e studentati di lusso.
Sei stronzo perché probabilmente tu sei uno di quelli che asseconda questa mentalità, uno di quelli a cui piace il proliferare selvaggio di b&b spuntati come funghi da ogni scantinato e sottoscala ed affittati a peso d’oro, mentre c’è chi intanto non trova una casa dignitosa in cui vivere perché gli affitti lunghi non esistono più e, se esistono, hanno canoni impossibili da sostenere. Sei uno stronzo perché preferisci un quartiere pieno di soli bar, ristoranti e negozi per turisti – consumismo selvaggio che chiami “decoro” – ad uno vissuto dai suoi abitanti con iniziative, luoghi associativi e partecipati – attivismo inclusivo che chiami “degrado”.
Sei uno stronzo perché quando un corteo o una manifestazione attraversa le vie della città, sei capace di pensare solo al disagio di dover parcheggiare altrove. Sei uno stronzo perché prendi la macchina pure per andare in bagno col condizionatore acceso e non te ne frega nulla della crisi climatica, che neghi, e delle persone per strada sotto al sole a 40 gradi, anziani e bambini compresi. Sei stronzo perché non sai nemmeno se il comune, contro cui sbraiti per le cose sbagliate, abbia o meno un “Piano caldo". Sei stronzo anche perché non sai nemmeno cosa sia e a cosa serva un piano caldo.
Sei stronzo perché vaneggi sui social sul “diritto di proprietà” e te la prendi con le occupazioni politiche e abitative perché ci vedi gli stranieri dentro, ma poi ignori se il comune abbia o meno un piano casa, ignori che le case popolari sono inassegnabili a chi ne ha realmente bisogno perché stanno lì, nelle periferie delle città, molte delle quali occupate abusivamente dal vicino italianissimo alla morte del titolare precedente, e danno un sacco da lavorare alle nostre giovani braccia nell’invisibilità dei casermoni tutti identici che le compongono: crack, cocaina, hashish, eroina. Sei stronzo perché tutto questo non ti indigna, lo ignori nella migliore delle ipotesi, e sei capace a leggere solo quando le notizie della cronaca nera hanno un immigrato come autore.
Sei stronzo perché credi alla narrazione della Meloni su cosa sia accaduto a Ceuta, che con la storia della sospensione di Schengen nei confronti della Spagna sta facendo una colossale figuraccia assieme ai sodali Tajani e a Piantedosi, reiterandola da giorni, in un eterno e indecente comizio elettorale. Sei stronzo perché non ti vuoi accorgere che tu -che pensi davvero che le politiche di questo governo rendano le città più sicure – sei il giochino nelle loro mani. E che nonostante anni di eserciti e camionette, politiche securitarie e compagnia cantante, non hai oggettivamente visto migliorare nulla di quello che ti avevano promesso. Anzi.
Per farla breve, sei uno stronzo proprio perché non sei mai stato capace di sentire nel profondo ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo, come non a caso raccomandava il rivoluzionario Che Guevara. E questa cosa, proprio questa, sarà prima o poi la vostra tomba.
