“La ribellione è un nuovo umanesimo” di Jean-Luc Mélenchon

Il nuovo umanesimo per mettere in moto le idee e uscire dalle gabbie di abitudini schiavizzanti.


“La ribellione è un nuovo umanesimo” di Jean-Luc Mélenchon Credits: http://quintanapaz.es/mesa-redonda-la-dignidad-de-la-persona/

La ribellione è un nuovo umanesimoè un lungo testo scritto da J.L. Mélenchon e pubblicato sul suo blog nel mese di agosto.È infatti l’Umanesimo italiano il movimento di pensiero che Mélenchon assume come modello di punto di rottura con la tradizione, la religione, la cultura e che è stato capace di rinnovare il pensiero e dare così avvio a un nuovo corso della storia sviluppatosi nel Rinascimento.

Mentre il termine insoumis (ribelle, insubordinato) e il suo utilizzo nella Francia attuale, sono altrettanto interessanti perché “ insoumis” identifica un modo di essere sentito tanto intimamente nella propria vita quanto nella presa di coscienza politica. È così che si presentano i vari attivisti: ” io sono Tal dei Tali, il ribelle del Var (…)”

Il nesso tra i due pensieri è che ambedue mettono al centro l’Uomo, al centro della storia, al centro del mondo naturale con il quale nell’Umanesimo c’era una relazione privilegiata di appartenenza e quindi di rispetto, che è ciò a qui si ispira il pensiero ecologista e umanista de La France insoumise.

La ribellione di cui stiamo parlando, è la strada per l’emancipazione prima individuale e poi collettiva, per superare lo stato di sudditanza, una condizione diffusa dal sempre-presente Consumismo dilagante in ogni sfera dell’esistenza e sponsorizzato dalle politiche di tipo aziendalistico degli Stati che hanno perso la loro funzione di gestione e amministrazione della vita della società in senso umanistico e correttore di diseguaglianze in nome dei Diritti universali dell’uomo.

Il percorso storico-politico che J.L.Mélenchon segue è chiaro e affascinante e mette in evidenza diversi aspetti che perdono ogni opacità di fronte a possibili dubbi sulla coerenza della linea che è stata espressa nel programma politico. La dissertazione sulla posizione dei ribelli in relazione alle regole, confronta il liberismo di coloro che (secondo la mano libera del mercato) non vogliono avere a che fare con norme e il senso della ribellione del movimento insoumis, rispondendo a chi li ha accusati di rifiuto delle regole:

Da parte nostra, noi crediamo al contrario che la libertà non esista al di fuori delle regole che organizzano il suo esercizio e la rendono dunque possibile. È il perché noi siamo così vigilanti sull’origine delle regole e sul loro contenuto”.

L’Umanesimo ha dovuto sostenere il conflitto con i dogmi religiosi che si opponevano alla Rinascita in nome della liberazione dagli orpelli di un cattolicesimo che teneva prigioniero il pensiero. Mélenchon parla anche del De hominis dignitate di Pico della Mirandola, testo chiave dell’Umanesimo, che pone nella scelta la libertà umana, cosa che attiene alla libertà di pensiero, consustanziale all’essere umano. Pico della Mirandola dà all’uomo un ruolo centrale nel mondo, nella Natura, ma è il significato della responsabilità che ha nei confronti di se stesso, per la possibilità che ha di rigenerarsi o di degenerare, l’insegnamento più importante che ci lascia.

È un discorso che ci fa molto piacere ascoltare da un uomo politico francese e che mi fa riflettere sul quadro politico italiano in cui a questi valori non si fa cenno. Per quale motivo la presa che questo discorso ha potuto avere in Francia non ci fa riflettere sulle nostre radici? L’insubordinazione intellettuale ha consentito l’emancipazione, un’emancipazione che ha prodotto quel cambiamento di paradigma che ci ha condotti ad una Rivoluzione scientifica e ad altre importanti tappe.

Innanzi tutto la possibilità di pensare senza vincoli imposti dai sistemi di pensiero dominanti e divenire padroni di se stessi. “La ribellione non è solamente un fatto politico e sociale. È anche un atto del pensiero quando cerca di diventare sovrano. Perché le forze che tengono a freno la mia libertà possono essere ben più insidiose che il manganello del tiranno. Vuol dire che possono arrivare a far dimenticare che sono state imposte, anche loro, dall’esterno e che operano in me senza la mia approvazione formale.”

È questa la consapevolezza a cui bisogna giungere per uscire da percorsi consumati e condizionati che rendono le persone schiave, senza che se ne rendano conto. È questa la consapevolezza a cui il movimento di Mélenchon conduce e vuole condurre le persone insoumises. È questa consapevolezza che deve farci uscire dalle grinfie di dirigenti politici che a loro volta non si rendono conto di essere sottomessi e condizionati da manovre politichesi, senza alcun futuro e senza nessun reale contenuto politico e sociale, mentre la nostra società sta degenerando nella corruzione e nella perdita del senso dell’impegno politico.

11/11/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: http://quintanapaz.es/mesa-redonda-la-dignidad-de-la-persona/

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L'Autore

Laura Nanni

Roma, docente di Storia e Filosofia nel liceo. Fondatrice, progetta nell’ A.P.S. Art'Incantiere. Specializzata in politica internazionale e filosofia del Novecento, è impegnata nel campo della migrazione e dell’integrazione sociale. Artista performer. Commissione PPOO a Cori‐LT; Forum delle donne del PRC; Stati Generali delle Donne.

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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