A Ginevra la ribellione dei Paesi non nucleari

In questi mesi, tra maggio e agosto, si svolgono a Ginevra i lavori del Gruppo illimitatamente aperto sul disarmo nucleare.


A Ginevra la ribellione dei Paesi non nucleari

In questi mesi, tra maggio e agosto, si svolgono a Ginevra i lavori del Gruppo illimitatamente aperto sul disarmo nucleare (OEWG). È un momento importante di crescita del movimento per l'abolizione delle armi nucleari, per mettere fuori legge la "deterrenza" in una nuova Dichiarazione dei diritti dell'Umanità.

Antonia Sani

Grazie al voto dell'ultima Assemblea generale del'ONU, su proposta del Messico, nella scia del "percorso umanitario" iniziato dal 2012 contro la "gabbia" del Trattato di Non proliferazione (TNP), è stato istituito a Ginevra il Gruppo illimitatamente aperto sul disarmo nucleare (OEWG). Stati e società civile internazionale vi lavorano fianco a fianco. La seconda sessione, dopo la prima di febbraio, si svolge dal 2 al 13 maggio. Ci sarà una terza sessione in agosto che dovrà riportare le sue risultanze all'Assemblea delle Nazioni Unite del 2016.

Sul nucleare si discute e si voterà all'ONU in novembre-dicembre. E' importante che i cittadini italiani sappiano che già la maggioranza dei Paesi membri dell'ONU ha sottoscritto un "Impegno Umanitario": va colmato il gap giuridico tra le armi nucleari, incompatibili con i Protocolli di Ginevra (cioé il diritto umanitario internazionale) e le armi biologiche e chimiche già proibite. E' importante che sappiano che gli Stati non nucleari non intendono più accettare la legittimazione del possesso delle armi atomiche da parte di poche potenze autorizzate dal TNP; e che stanno esplicitamente mettendo sul tappeto delle decisioni internazionali urgenti un Trattato per l’interdizione delle armi nucleari. Sono disposti a firmarlo senza aspettare le potenze nucleari!

È importante che i cittadini sappiano che lo stesso fronte NATO della "condivisione nucleare", includente l'Italia, è stato rotto dall'Olanda, dove il Parlamento ha appena dato mandato al governo di schierarsi a Ginevra con gli Stati non nucleari per iniziare a lavorare a livello internazionale sul divieto delle armi nucleari. E' importante che i cittadini comprendano che a livello mondiale ci sono 115 paesi che hanno vietato l'arma di distruzione di massa, con i trattati per le zone libere dalle armi nucleari; e che 139 paesi vogliono negoziare un divieto. Se il governo italiano non prende una decisione “dalla parte dell’Umanità”, sarà isolato nel mondo!

È quanto hanno segnalato ai parlamentari i "disarmisti esigenti", le donne di WILPF Italia, insieme ad Alex Zanotelli, con una lettera aperta del 29 aprile 2016: se il mondo va verso la proibizione delle armi nucleari è bene assecondarlo e che da subito l'Italia si dia da fare per rimuovere unilateralmente dal nostro territorio, quale primo passo nella direzione giusta della denuclearizzazione generale e globale, qualsiasi arma nucleare e a non consentirne su di esso il trasporto o qualsiasi altra attività connessa.

Da Ginevra faremo la nostra parte, insieme all'ICAN, la Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari, perché si dia il via ad una nuova stagione di serenità per tutta l’Umanità. Si tratta di distruggere ogni ordigno nucleare: è un "diritto" che la "deterrenza" sia messa fuori legge e questo "diritto" deve essere contemplato in una Dichiarazione dei diritti dell'Umanità.

Per i "DISARMISTI ESIGENTI":

Alex Zanotelli, Alfonso Navarra cell. 340-0878893 , Antonia Sani- WILPF-Italia- cell. 349-7865685 , Luigi Mosca – Armes Nucléaires Stop

13/05/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Antonia Sani

presidente WILPF Italia, Womens International League for Peace and Freedom

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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