Consultare i cittadini per amministrare meglio

Lo sta già facendo il Partito Comunista Francese, un’idea da seguire


Consultare i cittadini per amministrare meglio Credits: http://carlogiuliani.fr/rifondazione-comunista/

PARIGI. In Francia, come si auspicherebbe nel resto dei Paesi dove si vota per amministrare le città, il Partito Comunista ha adottato il metodo di convocare i cittadini per consultarli. Nel programma elettorale ci dovranno essere risposte a ciò che veramente la gente chiede e auspica sia fatto.

Una strategia che anticipa quello che altri partiti potrebbero mettere in campo, magari con il condimento di populismo privo di ideologia di riferimento o legato alla destra fascistoide.

Cosa preoccupa i francesi? Il 38% risponde i bassi salari, le basse pensioni. Il 31% la debole attenzione all’ambiente. Il 28% l’aumento delle discriminazioni. Il 27% la scarsa formazione di giovani e adulti. Il 26% il peggioramento della sanità pubblica. Il 24% la poca sicurezza nei quartieri periferici e nelle città.

Tra le migliaia di partecipanti al sondaggio proposto – anche con più di una risposta – e realizzato dal PCF, il 78% afferma che le responsabilità della crisi siano da imputare a banche e finanza. Il 71% rigetta l’idea che la crisi sia una fatalità e che non sia possibile fare qualcosa. Il 70% dice che il capitalismo è un sistema malvagio per l’umanità e il pianeta. È del 65% l’idea che in Francia mancano sogni e utopie. Il 71% pensa di poter svolgere un ruolo per trasformare la società.

Cosa propongono i cittadini francesi incontrati dagli attivisti comunisti? 1. di rinegoziare i Trattati dell’Unione europea; 2. di dare più potere al popolo; 3. di ridurre l’orario di lavoro per dare a tutti l’opportunità di lavorare; 4. di limitare il potere padronale; 5. di fermare le privatizzazioni e ricostruire un settore pubblico efficace.

Cosa attendono, allora, dalla politica i francesi coinvolti dal PCF e in gran parte non comunisti? Che sia impedita la legge del più forte e sia costruita l’uguaglianza. Che si rispettino le aspirazioni popolari e che si trasformi la società per renderla migliore.

Qualcuno potrebbe obiettare: ovvietà che, in terra francese e in altre località europee, si potevano immaginare e, dunque, che si sarebbe potute anche evitare di statisticare. Magari aprendo, come si fa in altri Paesi UE, tavolate di confronto e conforto tra quanti, partiti e organizzazioni politiche, ritengono nei fatti che basti un super attivismo sui social network o riunirsi per inventare nuovi soggetti politici che ne contrastino altri oppure occupino spazi lasciati da altri.

Un vizietto che in Francia si arriva a definire “tipicamente italiano” pensando al Movimento 5 Stelle e ai partiti che dovrebbero impegnarsi per una politica di sinistra alternativa, autentica sinistra.

“Il sedersi a un tavolo di lavoro – mi dice una compagna “reduce” dal Sessantotto parigino – può far bene, cioè non far perdere tempo, qualora i partiti e le organizzazioni che partecipano abbiano ricevuto un chiaro e irrevocabile mandato dalle loro assemblee. Altrimenti il fallimento è lì, dietro l’angolo”.

Qui, dove si vorrebbe respirare un’aria più europea – intesa semplicemente come più diffusiva di scelte alternative che lottino contro il capitalismo, il liberismo e i loro rappresentanti nel Parlamento di Bruxelles – ci si imbatte in paure per il distacco dalla lotta per la dignità nel lavoro, per la scuola aperta, per la sanità gratuita, imputabili alla “disattenzione europea” per l’impegno che faccia nascere una società alternativa.

“Il marxismo non è morto – mi sottolinea la compagna “reduce” dal Sessantotto e che adesso insegna all’Università – forse non sta molto bene perché lo stiamo dimenticando”.

15/10/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: http://carlogiuliani.fr/rifondazione-comunista/

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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