Costruire l'onda rossa in Francia

Dopo il ballottaggio del 13 dicembre sembra bloccata l'”onda nera” del Fronte Nazionale.


Costruire l'onda rossa in Francia Credits: foto di Pascal Terjan: Marche des Fiertés LGBT 2010 - Parti Communiste Français

Dopo il ballottaggio del 13 dicembre sembra bloccata l'”onda nera” del Fronte Nazionale che perde le elezioni regionali, ma l'autentica Sinistra chiede di consolidare un “Fronte Comunista” sui valori di libertà-uguaglianza-fraternità che anche la destra centrista e i socialisti al governo hanno dimenticato.

di Guido Capizzi

PARIGI, AMIENS, LILLE, MARSIGLIA, NIZZA. In nessuna delle 13 Regioni della Francia metropolitana – altre 4 sono le Regioni d'Oltremare – il Fronte Nazionale, pur confermando pressoché ovunque le percentuali di voti del primo turno elettorale del 6 dicembre, ha vinto. Sebbene il partito della Le Pen sia stato al primo turno il partito più votato (quasi 6 milioni 19 mila preferenze su 21 milioni 708 mila elettori) al secondo turno ha ottenuto circa 800 mila voti in più ed è stato superato dall'Unione delle Destre (poco oltre i 10 milioni 127 mila voti su 25 milioni 166 mila elettori) e anche dall'Unione delle Sinistre (quasi 7 milioni 264 mila voti). Con l'aumento dell'affluenza alle urne (58% contro il 49% del primo turno) 7 Regioni sono andate alle destre, 5 all'Unione delle Sinistre e la Corsica agli Autonomisti. Il mio giro di Francia mi ha condotto nella Regione Nord-Passo di Calais-Piccardia dove Marine Le Pen capolista del Fronte Nazionale ottenne al primo turno quasi il 41%, superando Xavier Bertrand dell'Unione delle Destre fermo al 25%. Al ballottaggio il 42% della Le Pen non è servito alla vittoria, andata al candidato della Destra arrivato quasi al 58%: in questa Regione il candidato dell'Unione delle Sinistre, Pierre De Saintignon, ha rinunciato a presentarsi per il ballottaggio. A Lille e Amiens i compagni del Partito Comunista Francese hanno detto che il Fronte Nazionale “è stato utilizzato da UMP e PS per cercare di finire al confronto soltanto con il partito della Le Pen al secondo turno”. Queste manovre, “accompagnate dalla compiacenza rilanciata da alcuni media”, hanno banalizzato i discorsi di odio “consentendo al Fronte Nazionale di occupare il centro del gioco politico”. Da queste parti si ha la sensazione che sia in crescita la sfiducia della gente nelle politiche liberali. Così, dicono nel PCF, “il Fronte Nazionale è un serio ostacolo per l'esistenza di una valida alternativa e lo sviluppo della nuova Sinistra che dice no all'austerità, alla precarietà e all'insicurezza della nostra vita, che dice sì alla solidarietà, allo stare insieme, a politiche serie di ordine pubblico, di giustizia sociale e ambizione ecologica”. Il Partito Comunista Francese offre continuamente anche qui alcuni argomenti per svergognare l'impostura delle destre denunciandone la politica dell'odio e cercando di dare forza a politiche per l'alternativa.

Arrivando nella Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, dove candidata del Fronte Nazionale è stata Marion Le Pen che ha confermato il 45% delle preferenze, troviamo vincitore l'ex ministro di Sarkozy Christian Estrosi, sindaco di Nizza, con quasi 10 punti percentuali in più. Il candidato dell'Unione delle Sinistre, Christophe Castaner, ha rinunciato al ballottaggio. A Marsiglia apprendo dai compagni del PCF che “il peggio è stato evitato, ma il peggioramento non è escluso. Lo testimoniano i punteggi dell'estrema destra che conferma il suo ancoraggio da queste parti”. E la vittoria dell'Unione delle Sinistre in cinque Regioni (Aquitania Limosino Poitou Charentes con Alain Pousset al 45%, Borgogna Franca Contea con Marie Giulie Dufay al 35%, Bretagna con Jean Yves Le Drian al 52%, Valle della Loira con François Bonneau al 36% e Linguadoca Rossiglione Midi Pirenei con Carole Delga al 45%) ha contenuto la minaccia delle destre, “grazie al senso di responsabilità degli elettori di sinistra che hanno, ancora una volta, bloccato il Fronte Nazionale e l'Unione delle Destre”.

Parlando con compagni comunisti sento sottolineato da tutti che queste elezioni regionali hanno costituito “un imperativo con l'urgenza ora di imparare la lezione da queste elezioni per costruire un futuro diverso e una luce di speranza in questo panorama desolante”. “Il governo, severamente punito, sentirà il messaggio degli elettori o si fermerà semplicemente a contare le regioni superstiti in un'autorassicurazione per aver evitato di essere preda del Fronte Nazionale?”. Le prime reazioni non suggeriscono un riorientamento radicale delle politiche governative e così potremmo spiegarci l'esasperazione dovuta alla crescente insicurezza sociale francese e la sofferenza dei più deboli e poveri. “Trarre degli insegnamenti, anche per la trasformazione sociale da sinistra e interrogarsi sulla nostra capacità di rispondere agli assetati di democrazia per cambiare la vita e per conquistare nuovi diritti”. Ho anche la percezione di una visione “che guevarista”: questo impegno deve essere tessuto con pazienza, umiltà e convinzione.

A Nizza i compagni del PCF evidenziano “un grande ringraziamento agli elettori che hanno dato il loro voto alla lista guidata da Sophie Camard e Jean Marc Coppola. Li ringraziamo e li assicuriamo della nostra volontà di perseguire congiuntamente la costruzione di una vera alternativa di sinistra”. Ma mentre si raccolgono più di 116 mila voti, il Fronte di Sinistra e i Verdi non avranno rappresentanti eletti al Consiglio regionale. “Un atteggiamento irresponsabile dei socialisti che lascia nelle mani della destra le competenze importanti della regione, come lo sviluppo economico, l'occupazione, la formazione, le scuole, i trasporti”. Qui in Costa Azzurra il PCF lancia un appello a sinistra “per costruire una nuova speranza per il progresso, farla finita con regressione sociale e austerità. La grande sfida che si apre è la costruzione di un nuovo progetto di solidarietà e fraterna sinistra”. Già in questi giorni i comunisti, con le forze civiche e politiche sociali disponibili, valutano le iniziative necessarie per una nuova Nizza.

Questo veloce “Tour de France” non si conclude a Parigi. Dalla capitale è partito con quanto dichiarato dal PCF che, riassuntivamente, ha detto: “Per il secondo turno, il PCF vuole rispettare la volontà degli elettori che hanno messo la loro fiducia nelle liste dei cittadini e nel Fronte di Sinistra al primo turno”. Già, ma non vogliamo pensare che in Francia i comunisti non pensino alla sempre più numerosa massa di astensionisti (51% al primo turno, 42% al ballottaggio). “Dobbiamo continuare a combattere contro l'austerità, promuovendo politiche pubbliche di solidarietà, per battere la destra e diffondere l'estrema pericolosità del Fronte Nazionale”. La Francia non si può fermare qui: “il nostro popolo chiede il cambiamento per uscire dall'attuale impasse. È urgente porre le persone al centro di tutte le questioni sociali e non la finanza”.

19/12/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: foto di Pascal Terjan: Marche des Fiertés LGBT 2010 - Parti Communiste Français

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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