Discorso di chiusura del XX Congresso del Partito Comunista Portoghese

Pubblichiamo una traduzione del discorso del Segretario Generale del Partito Comunista Portoghese Jeronimo de Sousa per la conclusione del XX Congresso del PCP.


Discorso di chiusura del XX Congresso del Partito Comunista Portoghese Credits: https://www.flickr.com/photos/pablopando/

4 Dicembre 2016, Almada

Compagni e amici, cari ospiti!

In conclusione del XX Congresso, possiamo dire che abbiamo raggiunto con successo gli obiettivi che ci eravamo posti.

In primis, col grado di coinvolgimento e partecipazione dei delegati. La loro continua presenza e partecipazione fa onore al mandato che è stato dato loro. Nessuno li ha obbligati, è stato un atto di libertà e responsabilità di uomini e donne libere che lavorano per una vita migliore per i lavoratori e il popolo del Portogallo, uomini e donne che fanno una differenza per come fanno politica, nel nostro Partito.

Anche nei congressi, i partiti non sono tutti uguali.

Salutiamo anche i compagni e gli amici invitati sempre presenti, che hanno espresso il loro sostegno con gli interventi. Delegati da Bragança o dalle Isole Azzorre hanno parlato della vita e dei problemi della loro regione, del loro settore. delle loro imprese e dei posti di lavoro.

Abbiamo ascoltato operai, contadini e piccoli imprenditori, intellettuali, giovani, donne pensionati, disabili, specialisti, uomini e donne di conoscenza, parlare di politica economica, di salute, di educazione, di sicurezza sociale, di acqua pubblica, del valore del lavoro, della cultura e della produzione nazionale. Hanno parlato del loro paese e della sovranità nazionale.

Abbiamo espresso sentimenti internazionalisti genuini e spontanei, profonda e sentita solidarietà coi partiti e i popoli attaccati e minacciati dall’imperialismo a Cuba, in Siria, in Palestina e in Ucraina.

Abbiamo discusso della lotta e dei suoi sviluppi come elemento strategico per mettere fine a blocchi e restrizioni, per iniziare la costruzione di una politica alternativa, patriottica e di sinistra.

Abbiamo discusso della vita del nostro partito, del rafforzamento sociale ed elettorale del PCP, insostituibile e indispensabile nella costruzione delle politiche alternative per cui ci battiamo. Abbiamo discusso del rafforzamento dell’organizzazione del Partito, in particolare con una grande campagna per il radicamento di nuovi militanti.

Abbiamo dibattuto la nuova fase della vita politica nazionale in cui il Congresso ha valutato il ruolo del Partito, le sue proposte e le sue iniziative.

Compagni, lasciatemi ripetere le ultime frasi del discorso di chiusura del XIX congresso. Abbiamo detto allora: “In una situazione molto dura, mentre i lavoratori, il popolo portoghese e il paese soffrono dei colpi distruttivi dei governi del PSD/CDS-PP, noi diciamo: nulla è perduto per sempre!

Quando i lavoratori e i popoli intensificano la lotta, i governi tremano; se questa lotta cresce, il governo sarà sconfitto.”

E così è stato! Non solo col governo PSD/CDS-PP, ma anche con l’ideologia dell’inevitabilità, del conformismo e della paura. Una finestra di speranza si è aperta, diritti e redditi sono stati ripristinati e conquistati.


Compagni e amici, cari ospiti!

In questo Congresso abbiamo discusso la nuova fase della vita politica nazionale e la determinazione del PCP - insieme ai lavoratori e al popolo - di fare tutto il possibile per difendere, restaurare e conquistare i diritti.

Questo XX Congresso è l’affermazione della necessità e urgenza di rispondere alla grande questione che si sta manifestando: un’alternativa capace di aprire una via per risolvere i problemi del paese.

Questo congresso è l’affermazione di un Partito, il Partito Comunista Portoghese, che assume il progetto delle politiche necessarie per il paese, politiche patriottiche e di sinistra, e che combatte e combatterà per esse.

Di un Partito, il Partito Comunista Portoghese che si rivolge a tutti i democratici e patrioti che vogliono collaborare per rendere possibili queste politiche, indispensabili per risolvere i problemi nazionali.

Di un Partito, il Partito Comunista Portoghese che chiede ai lavoratori e al popolo di prendere nelle loro mani la difesa dei loro interessi e dei loro diritti, di dare materialità alle politiche patriottiche e di sinistra, per un Portogallo sviluppato e sovrano.

Si, in questo XX Congresso, di fronte a tutti voi e di fronte al paese, il PCP si afferma come la forza che si impegna coi lavoratori e col popolo, coi democratici e i patrioti, per porre fine allo sfruttamento, all’impoverimento, al declino e alla dipendenza, per assicurare un Portogallo con un futuro.

Questa lotta e questa convergenza non riguardano un vuoto, sono una lotta e una convergenza attorno a politiche concrete e a soluzioni per il paese.

Quindi, riaffermiamo qua, in sintesi, il contenuto di questa politica patriottica e di sinistra: liberare il Portogallo dalla rete di sottomissione, dipendenza e vincoli imposta dall’euro, rinegoziare il debito, riportare al paese ciò che appartiene al paese: le sue risorse, i suoi settori strategici, il suo inalienabile diritti alla crescita, allo sviluppo e alla creazioni di posti di lavoro.

Portare il Portogallo a produrre, incentivando pesca, agricoltura e industria, per creare più ricchezza e distribuirla meglio, sostenere le piccole medie imprese. Dare valore al lavoro e ai lavoratori, ai loro salari, ai loro diritti individuali e collettivi.

Un popolo col diritto all’assistenza sanitaria, il diritto allo studio e l’accesso alla cultura. Un popolo con protezione sociale.

Questa è la via, l’alternativa di un futuro di cui il Portogallo ha bisogno, non il ritorno al passato dei Programmi di Austerità e dei Patti di Aggressione, alla devastante azione dei governi PSD/CDS-PP. Questa è la via verso il futuro indicata dal nostro Congresso.

La renderemo concreta, metteremo in connessione questi obiettivi con la nostra azione e quindi vogliamo sottolineare alcuni punti di ciò che faremo prossimamente:

  • Lotta per alzare i salari e arrivare dal prossimo Gennaio a un salario minimo di 600 euro;
  • Lotta per i diritti dei lavoratori, cambiando gli aspetti negativi della legislazione del lavoro, cioè il ripudio della fine dei contratti collettivi e il ripristino delle condizioni più favorevoli per i lavoratori;
  • Lotta contro la precarietà e applicazione del principio per cui a un lavoro permanente deve corrispondere un corrispondente rapporto di lavoro;
  • Difesa e valorizzazione delle funzioni sociali dello stato, cioè del Sistema Sanitario Nazionale, della scuola pubblica, il trasporto pubblico e la cultura;
  • Azione per la rinegoziazione del debito pubblico, azione per liberarci dalla sottomissione all’Unione Monetaria Europea, per la produzione, per l’occupazione e per la sovranità nazionale.


È incomprensibile che il paese non sia preparato all’uscita dalla sottomissione all’Unione Monetaria, è incomprensibile. è inaccettabile lasciare il futuro del paese nelle mani e alla volontà di coloro che vogliono liquidare la nostra sovranità, lasciare il paese disarmato di fronte a nuovi processi di soffocamento e ricatto, è inaccettabile che vogliano infilarci, come popolo e come nazione, in un vicolo cieco di impoverimento, di dipendenza e di negazione dei diritti sovrani del Portogallo.

È inaccettabile che ogni anno più di 8mila milioni di euro siano sottratti ai fondi pubblici solo per pagare gli interessi sul debito, per avere il “privilegio” alla fine dell’anno di avere lo stesso debito.

È inaccettabile che ogni anno si assista alle minacce e ai ricatti sul deficit delle finanze pubbliche, mentre il vero problema del Portogallo è che ha uno dei più grandi debiti pubblici verso l’estero.

È impensabile che ogni anno si prolunghi un debito pubblico insostenibile per gli anni a venire rifiutando di iniziare la sua rinegoziazione, i suoi termini, gli interessi e il suo ammontare. La rinegoziazione è stata da molto tempo proposta dal PCP e può e deve intrecciarsi con la liberazione del paese dalla sottomissione all’Unione Monetaria.

Le elezioni locali del 2017 sono una grande battaglia politica a cui il Partito è chiamato a combattere. Sono elezioni che cadono in un momento di particolare significato:

  • Un momento che afferma e valorizza la Coalizione Democratica Unitaria [la lista con cui il PCP si presenta alle elezioni, NdT] come spazio di partecipazione largo e unitario per il raggiungimento della convergenza democratica. Questa convergenza è un fattore di rafforzamento delle basi per la lotta per l’alternativa politica;
  • Un momento per dimostrare la riconosciuta capacità di gestione, la dedizione agli interessi della popolazione e alla soluzione dei suoi problemi, affermando il PCP e la CDU come forze capaci di assumersi le responsabilità che i lavoratori e il popolo vorranno affidargli;
  • Un momento per affermare una presenza unica nell’esercizio del potere, sottolineando la riconosciuta onestà e competenza come valori che contano e conteranno nelle scelte che verranno fatte da coloro che non derogano dai valori nella vita politica nazionale;
  • Un momento per progredire e avanzare, confermare le maggioranze e conquistare nuove posizioni e mandati che, nel rafforzamento elettorale e politico, dal prossimo ottobre daranno la forza necessaria e indispensabile al PCP, dandogli quindi la possibilità di pesare più decisamente sulla vita politica nazionale.


Compagni e amici

Il Congresso ha affermato e confermato la nostra identità come un partito della classe operaia e di tutti i lavoratori, a prescindere dall’influenza, dagli interessi ideologici e dalle forze del capitale.

Ha affermato e confermato gli obiettivi supremi, la costruzione del socialismo e del comunismo, di una società liberata dallo sfruttamento e dall’ oppressione capitalista.

Ha affermato e confermato le sue basi teoriche, il marxismo-leninismo e la concezione dialettica e materialista del mondo, come strumento di analisi e guida per l’azione, per un’ideologia critica e di trasformazione. Ha affermato e confermato i suoi principi di funzionamento derivanti dallo sviluppo creativo del centralismo democratico, basati su una profonda democrazia interna, su una linea guida generale e su una singola dirigenza centrale.

Ha affermato e confermato che questo Partito farà tutto il possibile per difendere e conquistare i diritti e migliorare le condizioni dei lavoratori e del popolo, sempre con lo sguardo rivolto all’orizzonte dell’obiettivo supremo che anima e giustifica la nostra ragione di esistenza e di lotta: una società liberata dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

All’inizio del Congresso abbiamo detto che saremmo partiti dal presente per pensare al futuro. Un futuro incerto alla luce della crisi del capitalismo a delle reazioni aggressive e guerrafondaie dell’imperialismo, alla luce della crisi di un’Unione Europea che continua a rimandare la soluzione. Incertezza a livello nazionale alla luce delle contraddizioni che i vincoli esterni e le imposizioni pongono rispetto a nuovi avanzamenti sociali.

Ma chi, oltre a questo Partito, che non ha mai avuto una vita facile, che è stato temprato da molte lotte e non è mai stato scoraggiato dalle battute d’arresto e dalle sconfitte, che non si è mai riposato neanche di fronte agli avanzamenti e alle vittorie, può affermare la propria fiducia nei lavoratori e nel nostro popolo, la propria fiducia nella nostra patria sovrana?

La concretizzazione dell’affascinante progetto e degli obiettivi per cui lavoriamo, questo sogno millenario di liberare l’essere umano dello sfruttamento da parte degli altri uomini, il progetto e l’ideale che ci hanno portati a questo Partito, probabilmente non avverrà durante la nostra vita.

Ma questo è il nostro tempo! Tempo per fare, agire e combattere per questo progetto e per questo ideale! Renderlo più vicino e possibile!


Viva la lotta dei lavoratori e del popolo!

Viva la solidarietà internazionalista!

Viva la gioventù e la Gioventù Comunista Portoghese!

Viva il XX Congresso!

Viva il Partito Comunista Portoghese!

17/12/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: https://www.flickr.com/photos/pablopando/

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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