Elenora Forenza candidata alla presidenza dell’Europarlamento

Il Partito della Sinistra Europea va a congresso


Elenora Forenza candidata alla presidenza dell’Europarlamento Credits: https://www.flickr.com/photos/guengl/

Terrona, femminista e comunista. Così si definisce l’eurodeputata Eleonora Forenza, di Rifondazione Comunista, eletta nella lista L’Altra Europa. Ora la terrona, femminista e comunista Forenza è anche la candidata del gruppo della sinistra unitaria GUE/NGL alla Presidenza del Parlamento Europeo.

La presidenza

L’elezione di un nuovo Presidente dell’Europarlamento si è resa necessaria dopo le dimissioni del socialdemocratico Martin Schultz che correrà per la carica di Cancelliere nelle elezioni tedesche del 2017. Non sorprende che la prima crepa nella grande coalizione tra il gruppo dei Socialdemocratici (di cui fa parte anche il PD) e il gruppo dei Popolari Europei (di cui fa parte anche Berlusconi) non sia avvenuta su questioni politiche ma su una questione di poltrone.

Esiste da tempo, infatti, un patto per cui i due gruppi si alternano alla guida del Parlamento. Questa volta però i Socialdemocratici hanno deciso di presentare un candidato in alternativa a quello Popolare, sostenendo che un Presidente dell’Europarlamento darebbe al Partito popolare Europeo tutte le cariche istituzionali dell’Unione Europea. Anche per questi due gruppi le candidature sono italiane: per i Socialdemocratici c’è Gianni Pittella – memorabile soprattutto per il suo intervento in Piazza Maidan a favore del golpe filo NATO – mentre per i popolari c’è Antonio Tajani – ex monarchico poi ministro di Forza Italia.

Eleonora Forenza

Commentando la sua candidatura Eleonora Forenza ha ringraziato il “GUE/NGL per la fiducia espressami proponendomi come candidata alla presidenza del Parlamento Europeo. Sono una femminista, proveniente dall’Europa mediterranea. Questa posizione dà un ulteriore e forte significato politico a questa candidatura, che per me è una grande responsabilità”. “Qui al Parlamento europeo la grande coalizione tra socialdemocratici ed Ppe vuole approvare un’antidemocratica revisione delle regole delle procedure”, continua Forenza. “È la stessa grande coalizione che finora ha anche sostenuto le politiche sbagliate dell’austerità. Vogliamo lottare contro quei tentativi di limitare i diritti delle minoranze e di ogni rappresentante eletto in questo Parlamento, che si stanno svolgendo in questi giorni, con l’imminente approvazione della relazione Corbett sulle nuove regole delle procedure”.

La presidente del gruppo GUE/NGL Gabi Zimmer (Germania, Die Linke), ha commentato così la candidatura di Eleonora Forenza: “Come gruppo della Sinistra nel Parlamento Europeo continueremo a offrire un’alternativa politica ai popoli dell’Unione Europea: contro l’inaccettabile austerità, per la costruzione di un genuino pilastro sociale dell’Unione, per gli investimenti nello sviluppo sostenibile e inclusivo e sul lavoro dignitoso, per la giustizia fiscale e una più equa distribuzione della ricchezza, per il rispetto dei diritti umani contro l’inumana Fortezza Europa”.

Alla proposta del candidato socialdemocratico Pittella di una “coalizione progressista”, di fatto una richiesta di sostegno alla sua stessa candidatura, Zimmer ha risposto che il GUE/NGL vuole delle prove della rottura dei socialdemocratici con la Grande Coalizione e vuole risposte precise sull’austerità, sulla Grecia, sui migranti. Eleonora Forenza ha poi sottolineato come Pittella abbia sostenuto il governo Renzi e il SI al referendum costituzionale, quindi non può rappresentare un elemento di novità rispetto alla Grande Coalizione.

Il Partito della Sinistra Europea a congresso

Nel frattempo il Partito della Sinistra Europea si appresta al suo quinto congresso a Berlino, in casa della Linke. Non si tratta di un congresso facile per la Sinistra Europea. Il quarto congresso si era concluso con un forte investimento sull’esperienza greca, con la scelta di candidare Alexis Tsipras alla presidenza della Commissione Europe e con una strategia improntata all’idea di poter riproporre lo stesso percorso di Syriza in tutti i paesi della periferia europea. All’alba del quinto congresso, l’esperienza greca si è conclusa con la capitolazione del terzo memorandum d’austerità e nei paesi periferici non si sono formati governi della sinistra.

Di fronte alla Sinistra Europea si pongono ora le scelte delle alleanze - le “convergenze della sinistra” – che vengono proposte al resto della sinistra radicale – per esempio, Podemos non fa parte del partito europeo – a movimenti e sindacati. Ma il tema delle alleanze si pone anche e soprattutto a livello nazionale. Nel 2017 andranno al voto i due paesi centrali dell’Unione Europea: Francia e Germania. In Francia i due referenti della Sinistra Europea – il Partito Comunista e il Partito della Sinistra – hanno ritrovato l’unità dietro la candidatura di Melenchon in autonomia dal campo socialdemocratico. In Germania la Linke va verso le elezioni mentre i socialdemocratici dell’SPD proclamano di voler chiudere l’esperienza della Grande Coalizione con Angela Merkel e di poter riaprire il dialogo con Linke e Verdi.

17/12/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Paolo Rizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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