Francia 2017: la forza della speranza

Per le Presidenziali francesi si confida nell’affermazione del diritto


Francia 2017: la forza della speranza Credits: https://commons.wikimedia.org/wiki/User:Erwan_Corre

PARIGI. Mancano meno di tre mesi al primo turno (previsto il 23 aprile) delle elezioni presidenziali in Francia. Il ballottaggio è calendarizzato per il 7 maggio. In questo momento sono nove i candidati scelti dai partiti già in campo, ne manca uno. Il decimo, quello del Parti Socialiste, lo conosceremo il 29 gennaio, giorno del ballottaggio tra i due che al primo turno hanno preso più voti: Benoit Hamon, aspramente critico nei confronti del presidente Hollande e Manuel Valls, primo ministro uscente. A sinistra il Parti de Gauche candida il parlamentare europeo Jean-Luc Mélenchon, Lutte ouvriére presenta Nathalie Arthande operaia, poi per il Nouveau Parti Anticapitaliste scende in campo Philippe Poutou, per il Mouvement Democrate il sindaco di Pau François Bayrou. La lista dei candidati si completa con Marine Le Pen parlamentare europea del Front National, François Fillon ex primo ministro per Les Republicains, Yannielk Jadal parlamentare europeo per Europe Ecologie les Vertes, Emmanuel Macron ex ministro nel primo governo Valls per En Marche!, Nicolas Dupont-Algnan per Debout la France (Alzati Francia).

Chi saranno i due che tra il 24 aprile e il 6 maggio cercheranno, meglio scrivere troveranno, alleati per vincere al ballottaggio? Dopo le clamorose errate letture delle statistiche e dei sondaggi negli USA e in Gran Bretagna, qui in Francia sono tutti cauti.

Sembra piacere a qualcuno il candidato di Les Republicains François Fillon con un programma che mette insieme ultra-liberalismo e conservatorismo spinto, insomma una miscela di rara violenza gradita ai più abbienti, alle grandi imprese e al mondo della finanza. , Francois Fillon attacca in modo spudorato i diritti sociali, il potere d'acquisto, i 500.000 dipendenti pubblici in ritardo con le 35 ore, le pensioni, il rimborso della sicurezza sociale in caso di malattia. Insomma con Fillon la regressione sociale si fa programma elettorale.

C’è, poi, il Front National con le sue bugie elettoralistiche. Marine Le Pen continua nella gestione aziendale del FN. Per lei il primo problema non è il banchiere, è l'immigrato. Sostiene che la spesa pubblica va risolta con la diminuzione dei servizi pubblici. La “madre” Francia fa sì che il FN sia quello della reazione nazionalista, che porta però soltanto divisione, isolamento e indebolimento. Come nei progetti dell’estrema destra europea e di Donald Trump, Marine Le Pen rappresenta una grave minaccia per le nostre libertà.

Per i comunisti la dignità dell’essere umano continua a essere la priorità.

I comunisti sono sempre presenti con la ferma determinazione a far emergere una grande massa a sinistra per una vera politica di trasformazione sociale” mi dicono molti compagni incontrati e ascoltati. In altre parole un'altra politica è possibile: è quella di progresso sociale con il rafforzamento dei servizi pubblici. In questo contesto “ognuno di noi può essere l'attore del cambiamento, impegnandosi per aprire la strada a una nuova maggioranza popolare di sinistra”.

Il 2017, anno delle elezioni presidenziali, anno di speranza per la storia di questo Paese.

Un nuovo slancio di progresso è, dunque, possibile. Bisogna percorrere la strada per uscire dal solco in cui le politiche di austerità hanno immerso il popolo, con bassi salari, povertà, disoccupazione e insicurezza. Un “abisso” Francia dove non si vuole fare mezzo gaudio per un male comune anche ad altri Paesi dell’Europa e dell’occidente. È il momento di potenziare la lotta per una politica che renda a tutti la speranza di progresso e di una vita migliore.

C’è una soluzione? “La soluzione è una nuova politica che cambi veramente le nostre condizioni di vita, di lavoro, di studio, che migliori il nostro potere d'acquisto” mi dicono molti compagni.

E’ tempo di saccheggiare la ricchezza, il capitalismo, facendo rivivere i principali obiettivi di trasformazione sociale. La sinistra diventa necessaria e utile per forza, mentre la destra e l'estrema destra preparano il declino sociale e la distruzione della solidarietà.

Gli anni del governo Hollande-Valls sono stati improntati su sacrifici e alla fine sono risultati deludenti.

C'è solo una via d'uscita dal vicolo cieco, il progresso sociale, la condivisione della ricchezza, la solidarietà. Una nuova maggioranza di sinistra per una nuova politica” sostengono anche anziani compagni di Francia.

Resta il fatto che si deve sottolineare: il nemico è sempre la finanza, soprattutto quando diventa arrogante e falsa i rapporti tra istituzioni, insomma governa la politica di interi Paesi capitalisti.

Lasciare che il potere sia dei mercati finanziari difficilmente fa recuperare denaro per progetti di interesse generale e sociale.

Siamo al punto che per le strade si intervenga in discussioni sull’alimentazione che deve essere garantita a tutti i cittadini, senza distinzione di nazionalità e di status sociale. Quindi occorre, per la sinistra francese, siano rafforzati i diritti dei cittadini e quelli delle donne. In questa nazione la Repubblica deve garantire l'uguaglianza per tutti, affrontando la questione della discriminazione. La chiamano “Pace Francia” ricordando che la voce della Francia non è mai così forte come quando difende la pace e la cooperazione tra i popoli. “La pace è una condizione essenziale per la nostra sicurezza. La Francia deve anche prendere il controllo in Europa per affrontare le sfide globali che ci attendono” mi dice un ricercatore della Sorbona, mentre il movimento di gente in divisa per le strade fa pensare a uno Stato timoroso..

Per le classi lavoratrici e medie la crisi è una realtà quotidiana, la disoccupazione come le disuguaglianze crescono, così le rinunce, mentre le leggi di regressione sociale passate sotto il mandato dei cinque anni di Francois Hollande hanno aggravato la situazione e aperto la strada per il ritorno degli ultra-reazionari. “È giunto il momento di cambiare questo – scrivono i comunisti - nel 2017 il futuro della Francia è nelle nostre mani!”.

28/01/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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