L’impunità bianca infiamma gli USA

Nonostante le basse temperature gli abitanti di Ferguson in Missouri (nell’ovest degli USA), hanno protestato contro il verdetto sul caso di Michael Brown. Proteste anche in  altre 170 città degli Stati Uniti contro la sentenza di Ferguson. Scontri e arresti in tutto il Paese.


L’impunità bianca infiamma gli USA

Nonostante le basse temperature gli abitanti di Ferguson in Missouri (nell’ovest degli USA), hanno protestato contro il verdetto sul caso di Michael Brown. Proteste anche in  altre 170 città degli Stati Uniti contro la sentenza di Ferguson. Scontri e arresti in tutto il Paese.

L’indignazione della città di Ferguson, in Missouri, esplode dopo la negazione dell’imputazione del poliziotto Darren Wilson che ha ammazzato il giovane nero Michael Brown e si estende all’alba successiva, e per la seconda notte consecutiva, in almeno 170 città in 37 stati di tutto il paese dove migliaia di persone hanno bloccato strade e ponti per chiedere giustizia.

Washington D.C., New York, Los Angeles, Atlanta, Boston, Filadelfia, Oakland e Seattle hanno visto le maggiori concentrazioni di manifestanti, che hanno sfilato pacificamente salvo incidenti isolati ed alcuni arresti.
Le grandi città di tutto il paese sono in stato di allerta per possibili tumulti notturni sin dal lunedì, quando è stato reso noto che l’agente Wilson era libero e senza capi di imputazione dopo che una Giuria ha concluso che non esistono prove sufficienti per la sua imputazione.

Il Procuratore Robert McCulloch ha annunciato la decisione della Giuria dopo tre mesi di sedute mentre centinaia di persone si riversavano per le strade di Ferguson in attesa del verdetto. Il martedì ha parlato anche il poliziotto Wilson che ha detto di avere la coscienza tranquilla e che tornerebbe ad agire allo stesso modo.
I parenti di Michael Brown protestano contro la sentenza emessa dalla giustizia statunitense.“Protestiamo contro questo pubblico ministero ed il processo che è stato portato a termine. Questa mattina (...) abbiamo rivisto gli atti, dove c’erano tutte le prove necessarie ed è stato quindi un processo completamente ingiusto”, ha affermato l’avvocato di parte, Benjamín Crump, a nome della famiglia.
Ha aggiunto inoltre: “È terribile quando vedi che l’ufficiale che ha assassinato Michael Brown resta a piede libero. L’ufficiale all’inizio aveva detto di essere stato aggredito 10 volte e dopo ha cambio la sua dichiarazione altre due volte.”

Michael Brown, 18 anni, è morto il 9 di agosto ricevendo sei colpi di pistola da Wilson, di 28 anni, quando era disarmato ed in pieno giorno per le strade di Ferguson.

29/11/2014 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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