La legge voluta dal governo Valls va abolita

In Francia non si interrompe la lotta per il lavoro. Il 15 settembre tutti in piazza per il ritiro della norma El-Khomri. È necessario lottare e possibile vincere


La legge voluta dal governo Valls va abolita

PARIGI. C’è una indagine Odoxa di quasi due mesi fa che ha evidenziato come 7 francesi su 10 sono insoddisfatti per l'adozione definitiva del disegno di legge sul lavoro e che il 55% vuole la continuità delle proteste di piazza. Perché questa legge è dannosa, anti-sociale e distruttiva del codice del lavoro. E il metodo di adozione è stato un esempio di anti-democrazia che non ha tenuto in alcuna considerazione le grandi mobilitazioni, le proteste e le numerose petizioni.

“Tuttavia è ancora possibile vincere” mi dice convinto un compagno del Parti Communiste Français.

Il 15 settembre, i sindacati e i giovani hanno fissato l’appuntamento per tutti, salariati e senza lavoro, studenti e precari, pensionati: una giornata di azioni e iniziative in tutta la Francia per l'abrogazione della legge del lavoro e conquistare nuove garanzie di protezione collettiva.

“Il partito comunista unisce tutte le sue forze e le persone che vogliono ascoltare la richiesta di ritirare la legge El-Khomri e portare politiche alternative alla scelta liberale e capitalistica”.

Si può dire che dal 15 settembre in tutta la Francia, partendo dall'ordine del giorno sul progresso sociale e democratico, si investa sull’avviare il dibattito politico per il cambiamento, non soltanto della legge di austerità firmata dalla ministra El-Khomri - il Jobs Act italiano in salsa francese – ma sul modello economico europeo.

“Vogliamo ascoltare la gente!” è la parola d’ordine dei comunisti in Francia.

Occorre sottolineare come sia in Francia che nel resto dell’Unione europea le decisioni vengono prese senza l’ascolto e, alla fine, contro i popoli. Per mesi il popolo francese si è espresso nelle strade e nei sondaggi contro il nuovo diritto del lavoro. Il presidente Hollande ha usato tutti i mezzi per approvarla, pur spostando i termini parlamentari. In Europa da troppo tempo la gente è stanca delle politiche di austerità. Tutto sarebbe andato meglio se i governanti avessero tenuto conto delle esigenze popolari, mentre pensavano che gli interessi delle nazioni richiedessero di rispettare il dogma liberista. Così anziché ascoltare i cittadini Hollande-Merkel-Renzi-eccetera si sono inchinati al capitalismo finanziario.

“Il Partito Comunista ha preso una decisione: per costruire con il popolo le soluzioni e i risultati, sollecitando una consultazione cittadina per raccogliere le opinioni di più di 500 000 persone e trarre da questi pareri un patto di impegni reciproci per il 2017”.

Vai in Università, vai in un Ospedale, vai in un ufficio pubblico, vai in periferia all’ingresso di una fabbrica, vai tra la gente in un bistrot, vai insomma dovunque per la città e senti che la legge El-Khomri è la distruzione del codice del lavoro, l'indebolimento del dipendente, l'insicurezza diffusa e il dumping sociale. Vai in Parlamento e scopri che in Assemblea il Governo non ha la maggioranza.

“Il ruolo di un governo è quello di ascoltare ciò che la gente vuole. L'ostinazione di Manuel Valls, gli spettacoli di Hollande che fa la sua balia, hanno deluso anche coloro che li ha portati al potere – mi dice una compagna del PCF - il Partito Comunista sostiene la mobilitazione e ribadisce al governo che noi non rinunciamo alla lotta e che entro il 2017 nessuno dimenticherà la nostra battaglia”.

Nell’Unione europea tutto deve cambiare, vanno rivisti tutti i Trattati.

È un’altra esigenza che fa dire ai miei interlocutori che “il Partito Comunista rifiuta il falso dilemma, imposto dai sostenitori di austerità, tra la depressione nella crisi sociale e la risposta dell'autoritarismo oppure tra rivalità nazionaliste e il rifiuto dei migranti”.

Ci deve essere un’altra opzione: “l'integrazione europea rispettosa socialmente, economica ed ecologica, consapevole della sovranità nazionale”.

Si intuisce la stanchezza di vedere la parola popolare disprezzata, ignorata, tradita. La gente vuole essere ascoltata. Le esigenze espresse dai cittadini dovrebbe costituire un mandato popolare essenziale in vista delle scadenze elettorali. Senza la partecipazione popolare non accadrà nulla di buono. Sei in strade di città francesi, ma potresti essere in strade di città italiane, tedesche, spagnole, greche e intuiresti identica stanchezza.

10/09/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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