La Turchia instabile che sfida se stessa

L’attentato allo stadio contro la polizia subito sotto silenzio stampa e attribuito ai curdi


La Turchia instabile che sfida se stessa Credits: https://www.flickr.com/photos/giuseppemilo/

ISTANBUL. Vicino a piazza Taksim c’è lo stadio del Besiktas. In questa zona è tornato il terrore a Istanbul con due forti esplosioni che hanno provocato morti e feriti. Nel mirino di un'autobomba un mezzo della polizia, così molte delle vittime sono agenti antisommossa, secondo il ministero dell'interno turco. Secondo la stampa locale si sarebbe trattato di più autobombe. 

Sono, dunque, soprattutto poliziotti antisommossa le persone coinvolte nelle esplosioni che si sono verificate a Istanbul, in questa Turchia da tempo sull’orlo della guerra civile, dove per alcuni è già immersa.

Sono state due le forti esplosioni nel quartiere di Besiktas, nella parte europea della città. 

Subito dopo l'attentato il consiglio supremo turco di controllo dei media ha disposto il divieto di diffusione di notizie sulla vicenda, come avviene da tempo regolarmente dopo ogni attacco terroristico. 

Era da poco terminata la partita tra la squadra del Besiktas e il Bursaspor quando sono avvenuti i due attentati a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro, il primo causato dall’esplosione di un’autobomba, il secondo da un attacco suicida.

Quando la Turchia fa un passo positivo verso il futuro, la reazione avviene sotto forma di sangue, di perdita di vite umane, di caos” ha detto il presidente Erdogan, mentre il partito filo-curdo Hdp ha espresso in un comunicato la sua condanna dell’attacco. Le autorità turche hanno dichiarato una giornata di lutto nazionale, mentre in un comunicato ufficiale la squadra del Besiktas ha condannato gli atti terroristici: "Dopo la partita che abbiamo giocato contro il Bursaspor il terrore ha mostrato il suo volto. La nostra nazione eliminerà il flagello del terrorismo. Condanniamo la violenza e l’odio”. Il Bursaspor ha invece parlato dei suoi tifosi presenti nell'impianto del Besiktas tramite un post su Twitter: "Un'esplosione si è verificata vicino all'uscita del settore ospiti. Abbiamo appreso che i nostri tifosi avevano lasciato l'area circa cinque minuti prima del fatto". La Federcalcio turca ha poi mandato un messaggio a tutte le persone coinvolte in questo accadimento terroristico: "Abbiamo appreso con immensa tristezza che un gran numero di poliziotti e semplici cittadini sono rimasti feriti in un attentato nei pressi della Vodafone Arena a Istanbulriporta un comunicato ufficiale - condanniamo fermamente il barbaro atto terroristico e auguriamo ai nostri concittadini una veloce guarigione". Il Ministro dell’Interno ha dichiarato all’Agenzia di stampa Anadolou che dieci persone sono state arrestate nell'ambito dell’inchiesta in corso sull’accaduto

Dopo la tragedia del Bataclan a Parigi, accompagnata da quella mancata allo Stade de France durante l’amichevole tra Francia e Germania, il terrorismo torna a coniugarsi con lo sport e il calcio in particolare. Istanbul è ancora insanguinata dopo le due esplosioni che nella serata di sabato scorso hanno trasformato in una mattanza la notte della sfida calcistica tra Besiktas e Bursaspor. La pista che le autorità di polizia stanno percorrendo per risalire agli autori dell’attentato si collega al terrorismo curdo, probabilmente gli scissionisti del Tak, che si affidano spesso per le proprie azioni ad autobombe dirette a colpire le forze dell’ordine turche. Il “silenzio stampa” imposto da Erdogan non consente di svolgere correttamente il proprio lavoro nemmeno ai giornalisti stranieri presenti in questi giorni a Istanbul. Così le ore di terrore che sono lunghe qui a Istanbul anche se non succede nulla - ma c’è comunque il terrorismo di Stato che si respira in ogni angolo della città, c’è il terrore di Erdogan - quando capitano attentati terroristici come quello avvenuto vicino allo stadio della squadra di calcio Besiktas il tempo del terrore e della paura aumenta. Un’esplosione devastante, visibile a chilometri di distanza, non è il fuoco d’artificio di una festa di tifosi per la loro squadra. Mentre i giornalisti erano impegnati nei commenti e nelle interviste del dopo partita si è sentita una fortissima esplosione, catturata anche in diretta tv prima del silenzio stampa.

17/12/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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