Le elezioni a Londra, Jeremy Corbyn e i suoi problemi

Dalle elezioni londinesi le prime insidie alla leadership di Jeremy Corbyn


Le elezioni a Londra, Jeremy Corbyn e i suoi problemi

Alle elezioni di Londra è favorito il candidato dell'ala destra del Labour. Corbyn deve governare da destra un partito centrista, con un rapporto col sindacato intenso ma difficile.

di Paolo Rizzi

In Italia è stata molto seguita la campagna di Jeremy Corbyn per la leadership del partito laburista. La vittoria del candidato della sinistra socialista, sull'onda della mobilitazione sindacale e dell'interesse dei giovani, ha giustamente suscitato interesse ed entusiasmo. Purtroppo, come accade spesso, l'attenzione è calata sulle difficoltà del nuovo leader di sinistra a gestire un partito che è ancora il partito centrista forgiato da Tony Blair.

Sadiq Khan: l'anti Corbyn?

Il primo test elettorale importante, dopo la nomina di Corbyn sono le elezioni amministrative del 5 Maggio (i risultati saranno già noti quando uscirà questo numero della nostra rivista), in partixolare a Londra, dove il candidato laburista è l'avvocato  Sadiq Khan, un'esemplare “storia di successo” dell'immigrazione nel Regno Unito. Nato in Pakistan, Khan ha seguito il padre a Londra, ha studiato giurisprudenza, è dentato avvocato e ha cominciato la carriera nel Labour fino a diventare ministro tra il 2008 e il 2009. Khan è anche un perfetto rappresentante del new labour, della terza via di Tony Blair, a chi gli chiede cosa pensi della city di Londra, risponde che trova fantastica la presenza di migliaia tra miliardari e milionari a Londra. Per Kham non è evidentemente un problema che la city sia di fatto un paradiso fiscale senza nessuna forma di controllo democratico dal Comune di Londra.

Per Corbyn non è facile avere a che fare con Khan. Anche giornali vicini al nuovo leader del partito laburista sottolineano come Corbyn sia probabilmente destinato a mettere la faccia su una prima serie di sconfitte elettorali nelle amministrative: troppo malmesso il partito e troppo forti i Conservatori. Per assurdo, il problema di Corbyn è che l'unica vittoria degna di nota potrebbe arrivare da un esponente dell'ala destra del partito: Sadiq Khan, appunto.

Le elezioni a Londra

L'elezione diretta del Sindaco di Londra è stata introdotta solo nel 2000 e da allora ha sempre visto vincere candidati molto particolari. Prima Ken Livingstone, della sinistra laburista, eletto al primo mandato come indipendente e al secondo come candidato del parti, vicino all'ala trotzkista, considerato per molti anni l'ultimo personaggio di sinistra all'interno del  Labour. Poi Boris Johnson, milionario conservatore e sostenitore dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

Ora Sadiq Khan è il candidato in testa a tutti i sondaggi, contro un candidato conservatore sui generis: Zac Goldsmith, espulso dall'università per detenzione di stupefacenti, contrario a molti progetti infrastrutturali ad alto impatto ambientale, direttore di una rivista ecologista. Quando si arriva alle questioni economiche  Goldsmith torna a essere molto più tradizionale: meno tasse per i ricchi e niente intervento pubblico contro la disoccupazione.

Oltre ai due candidati maggiori, si presentano con alcune possibilità di un buon risultato anche Siân Berry dei Verdi, Caroline Pidgeon dei Liberal Democratici, Peter Whittle della destra radicale UKIP e George Galloway della coalizione di sinistra radicale RESPECT.

La presenza di molti candidati rende molto importante il sistema elettorale a voto supplementare, in cui l'elettore esprime un primo voto per il candidato preferito a cui aggiunge una “seconda scelta”. In pratica, per vincere Khan deve cercare di essere la seconda scelta di molti tra gli elettori dei candidati minori, con  la doppia difficoltà di dover convincere sia gli elettori centristi liberal democratici sia quelli di sinistra.

I problemi di Corbyn

Per Corbyn il difficile non è stato vincere le primarie, è governare da sinistra un partito che ha subito una “mutazione genetica” verso il centrismo. Il caso di Londra dimostra come la struttura del Labour non sia per nulla docile nei confronti della svolta a sinistra. L'ala destra del partito non è l'unico problema. I  sindacati, in particolare la confederazione UNITE, hanno sostenuto Corbyn in maniera determinante, su alcuni dossier, come quello degli armamenti atomici, si sono però schierati con l'ala destra del Labour in nome della difesa dei posti di lavoro.

Il sindacato ha invece sostenuto Corbyn nell'ultima polemica agitata dai giornali di destra e strumentalizzata dalla destra del Labour. L'ex sindaco di Londra Livingstone e il deputato Naz Shah sono stati accusati di antisemitismo per aver preso posizioni critiche di Israele, in particolare Livingstone per aver ricordato le connessioni tra il sionismo degli anni '30 e alcuni ambienti del regime nazista. Il partito laburista è stato costretto a istituire una commissione d'inchiesta interna sull'antisemitismo ma in sue difesa si è schierato il segretario generale di UNITE Len McCluskey che ha ricordato come furono i socialisti “a combattere contro le camicie nere di Mosley a Cable Street” mentre i giornali di destra “sono gli stessi che hanno sostenuto i pezzi di apparato statale e di aristocrazia che appoggiarono a loro volta Hitler”. Per il leader sindacale “Questo non è altro che un cinico tentativo di manipolare l'antisemitismo per fini politici, tutto questo riguarda il tentativo continuo di mettere in difficoltà la leadership di Jeremy Corbym”.

06/05/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Paolo Rizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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