Rivoluzione di palazzo nel PCF?

In un rinnovato clima di lotta si apre il 38esimo congresso del Partito Comunista Francese ma il Segretario uscente viene messo in minoranza da un documento moderato.


Rivoluzione di palazzo nel PCF? Credits: https://www.liberation.fr/france/2018/10/07/au-pcf-pierre-laurent-vers-la-sortie_1683743

PARIGI - Le piazze francesi tornano a riempirsi. Martedì 8 ottobre i lavoratori del pubblico hanno scioperato contro il progetto di tagli al settore minacciati da Macron nella sua finanziaria ma è presto per dire se l’accumulazione di forze che ha dato vita l’anno scorso ad un ampio schieramento sociale ha ancora l’entusiasmo per mettere i bastoni fra le ruote al presidente dei ricchi.

Intanto, dal 4 al 6 ottobre gli iscritti del Partito Comunista Francese (PCF) sono stati chiamati ad esprimersi sulla scelta tra quattro testi alternativi in vista del 38esimo congresso che si terrà a fine novembre. In più di 30 mila hanno partecipato al voto (circa il 63% degli iscritti).

La notizia è che il segretario uscente, Pierre Laurent, che guida il partito dal 2010, ne è uscito sconfitto. Il documento di cui si faceva portavoce, infatti, ha ottenuto solo il 37,99% dei voti totali e non è riuscito quindi a convincere i militanti della storica organizzazione comunista francese, da anni in crisi di identità. Come riportato da Le Monde, Laurent ha dichiarato “di prendere atto e rispettare le scelte dei comunisti”, ma ha anche sottolineato come vi sia una spaccatura che va superata considerandola come “una nuova base comune sulla quale discudere”.

Ottenendo il 42,15% (12.719 voti contro gli 11.461 alla maggioranza), il documento che, secondo lo statuto del PCF, verrà invece preso come base di discussione congressuale ha come titolo “Per un manifesto del Partito Comunista del XXI secolo” ed è stato sostenuto da una pletora di personalità tra le quali spicca il nome di André Chassaigne, rappresentante del raggruppamento del PCF in parlamento. Non proprio quello che si direbbe un uomo nuovo, dunque. Nei fatti il testo non provoca una reale rottura rispetto alla strategia della segreteria uscente (si veda la dettagliata analisi di Initiative Communiste). Emblematico è il tema europeo: nessun netto rifiuto della struttura intrinsecamente ultra-liberista, ma la solita estrema ambiguità e utilizzo di espressioni come ‘altra europa’ e ‘altra mondializzazione’ elevate ad obiettivi programmatici. Così viene anche rivendicata la strada dell’eurocomunismo, della ideologica rimozione dell’esperienza del socialismo reale, per una generica lotta che non si limiti al quadro nazionale ma che miri a cambiare ‘tutti i livelli superiori’ (si legga Unione Europea).

Gli altri due testi: un terzo documento, che chiede un forte rinnovamento della struttura e dell’organizzazione del partito, quasi al limite di un suo completo superamento e per una nuova non meglio identificata ‘primavera comunista’, è stato presentato dalla deputata Elsa Facillon (11,95% di voti ottenuti); un quarto documento, “Ricostuire il partito di Classe”, è stato scritto e sostenuto dai settori più combattivi del PCF, cioè il PCF del 15esimo parigino e quello di Saint Quentin (7,9% di voti). Tutti i documenti sono disponibili online.

In definitiva, questo primo atto del 38esimo congresso del PCF si apre con la registrazione di un giudizio nettamente negativo della segreteria uscente da parte della maggioranza del corpo militante. I voti si sono soprattutto condensati attorno all’opzione che aveva più speranze di ottenere la vittoria, in una sorta di logica del voto utile. Positivo è il rifiuto delle posizioni candidamente liquidatrici dell’esperienza organizzata di partito (documento Facillon sopracitato), buono il risultato raggiunto dai settori più combattivi del PCF (documento Paris 15eme).

Tuttavia, il documento “Per un manifesto del Partito Comunista del XXI secolo”, che non raggiunge comunque la maggioranza assoluta, non sembra dare spazio, almeno per il momento, a nessuna chiara posizione alternativa alla segreteria di Laurent. Anzi, nei fatti il primo firmatario vincitore, André Chassagne, è totalmente integrato all’interno dell’entourage che ha effettuato le scelte fallimentari degli ultimi anni. Senza ulteriori sorprese, il congresso del PCF si potrebbe quindi risolvere con un semplice cambio al vertice. Una rivoluzione tutta di palazzo.

13/10/2018 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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