Shen Yun è Falun Gong!

Davvero lo spettacolo Shen Yun fa rivivere la tradizionale cultura cinese che in Cina non è possibile né conoscere né coltivare?


Shen Yun è Falun Gong!

Il pubblico italiano potrà presto ammirare il famoso spettacolo “Shen Yun – la Cina prima del comunismo”, in tournée in varie località della penisola tra maggio e giugno 2022.

Questa la presentazione dello spettacolo sul sito web del Teatro Arcimboldi di Milano: 

“Shen Yun rappresenta la cultura cinese com’era prima che fosse distrutta da decenni di comunismo. Per cinquemila anni, la Cina è stata la patria di una cultura profondamente spirituale, che faceva tesoro della virtù, della gentilezza, della lealtà e dell’integrità. Ma quando il Partito Comunista Cinese è salito al potere nel 1949, la prima cosa che ha fatto è stata cancellare la cultura tradizionale cinese, i suoi valori e la sua bellezza. Con sede a New York, Shen Yun Performing Arts sta riportando in vita questo mondo perduto. Cinquemila anni di civiltà rinascono.”

L’acclamato spettacolo di musica e danza è nato nel 2006 a New York, e nel 2007 è stato portato per la prima volta in tournée, oggi ci sono ben sei compagnie Shen Yun che girano per il mondo.

La sede della compagnia si trova nello Stato di New York, Contea di Orange, nell’enorme (1,73 kmq) complesso residenziale Dragon Springs, che è il quartier generale di Falun Gong (alias Falun Dafa), registrato negli Usa come chiesa buddista, che oltre alla sede di Shen Yun, comprende un orfanotrofio, scuole e templi. 

Che cosa è Falun Gong, alias Falun Dafa? 

Falun Gong, fondato nel maggio 1992 da Li Hongzhi, nacque come movimento spirituale che affiancava alla tradizionale pratica cinese del qigong gli insegnamenti apocalittici del fondatore e maestro assoluto, illustrati nei suoi libri Zhuan Falun and Falun Gong. 

Il sito di Falun Dafa o Falun Gong, il cui motto ufficiale è “verità, compassione e tolleranza”, fornisce un’introduzione alla disciplina: “La Falun Dafa comprende la coltivazione di un Falun, o «la ruota della legge». Il Falun è un’entità intelligente rotante, composta da materia ad alta energia. Il Falun che il Maestro Li Hongzhi installa nel basso addome di un praticante da altre dimensioni ruota costantemente, 24 ore su 24. (veri coltivatori possono acquisire un Falun leggendo i libri del Maestro Li, guardando i video delle sue nove conferenze o ascoltandole in audio, o studiando insieme agli studenti della Falun Dafa)... Il Falun ruotante ha le stesse qualità dell’universo, ed è la miniatura dell’universo. Il Falun Buddista, l’Yin-Yang Taoista, e ogni cosa del Mondo delle Dieci Direzioni sono riflessi nel Falun. Il Falun fornisce salvezza al praticante quando ruota verso l’interno (in senso orario), dato che assorbe una gran quantità di energia dall’universo e la trasforma in energia Gong. Il Falun fornisce salvezza agli altri quando ruota verso l’esterno (in senso antiorario), perché rilascia dell’energia che può salvare qualunque essere e rettificare qualunque condizione anormale...”

Il movimento venne messo al bando dal governo cinese il 22 luglio 1999 – quando si stima che  avesse ormai dai 2 ai 10 milioni di seguaci nella sola Cina. 

Le prime critiche mosse a Falun Gong non arrivarono dal governo o dal partito comunista cinesi, ma dal mondo della scienza, dei media e da ex adepti, e nel 1996 incominciarono ad apparire articoli che criticavano le tendenze anti scientifiche del gruppo e lo status divino del suo fondatore. 

Falun Gong immediatamente si mobilitò e fra il 1996 e la metà del 1999 organizzò oltre 300 proteste contro gli articoli critici apparsi sui media cinesi.

Poiché in Cina la libertà di stampa è condizionata al mantenimento dell’armonia e della stabilità sociali, di fronte alla minaccia di disordini pubblici posta dalle proteste di Falun Gong, i responsabili dei media in questione si mostrarono compiacenti di fronte alle richieste di Falun Gong, arrivando a licenziare i giornalisti in questione e a scusarsi pubblicamente con il gruppo, come accadde ad esempio con una televisione di Beijing. Questo non fece che intensificare l’aggressività della pressione esercitata del movimento sui mass media.

Quando una rivista accademica di Tianjin pubblicò una critica di Falun Gong da parte dell’illustre fisico nucleare He Zuoxiu, 6.000 membri di Falun Gong occuparono l’università per protesta, chiedendo una ritrattazione dell’articolo. L’occupazione durò per oltre tre giorni, degenerando poi in una sommossa e portando all’arresto di 45 persone.  

Falun Gong reagì facendo convergere oltre 10.000 membri intorno alle sedi centrali del governo e del partito a Pechino, che furono tenuti in assedio per dodici ore. Era il 25 aprile 1999. Il 22 luglio successivo Falun Gong venne bandito in quanto “setta malvagia” e i suoi membri arrestati – non il fondatore Li Hongzhi, però, che già dal febbraio 1998 risiedeva a New York.

Da allora è iniziata un’incessante campagna da parte di Falun Gong contro il governo e il partito comunista cinesi, accusati di detenzioni di massa, torture, persino di asportazione e traffico di organi. 

Da parte loro le autorità cinesi hanno dichiarato che “Li aveva infranto numerose leggi, minacciato la pubblica sicurezza, è stato responsabile di oltre 1.000 morti (principalmente di membri che si sono suicidati o hanno rifiutato cure mediche), e che i membri si erano infiltrati nel Partito Comunista per rovesciare il governo” (apparso in Xinhua, la principale agenzia di stampa cinese).

Considerato il clima di guerra fredda in cui siamo immersi, non stupisce il fatto che nell’Occidente a guida anglosassone Li sia stato immediatamente descritto come una sorta di Gandhi contemporaneo in lotta contro uno spietato regime di oppressione e che addirittura sia stato candidato al premio Nobel per la Pace nel 1999. 

Nel corso degli anni Falun Gong è riuscito a creare una potente rete che comprende mezzi di informazione, software, cibo, prodotti culturali, moda e bellezza, intrattenimento. 

Sicuramente le punte di diamante della propaganda del gruppo, oltre allo spettacolo Shen Yun, sono il quotidiano The Epoch Times e la rete televisiva New Tang Dynasty, che insieme con altri media a vario titolo collegati a Falun Gong, sono stati in grado di creare una potente camera di risonanza che trasmette e amplifica un’incessante campagna di denigrazione della Repubblica Popolare Cinese e del comunismo in genere.

La parabola del giornale The Epoch Times lo ha portato a trasformarsi, dal piccolo quotidiano distribuito gratis nelle strade di New York che era in origine, in uno degli editori digitali più potenti degli Usa

La svolta più significativa avvenne fra il 2016 e il 2017, quando il giornale cambiò la sua politica editoriale: mentre fino ad allora non aveva preso posizioni nette sulla dialettica politica interna degli Usa, esso si schierò chiaramente e nettamente a favore di Donald Trump, che sarebbe “stato inviato dal cielo per distruggere il Partito Comunista della Cina”.

Questa presa di posizione ha in qualche modo cambiato la percezione di Falun Gong da parte dei media anglosassoni e negli ultimi anni quelli di tendenza “liberal” hanno cominciato a pubblicare articoli e reportage piuttosto critici sulla natura di Falun Gong e a domandarsi come l’impero editoriale incentrato su Epoch Times e New Tang Dynasty Television abbia potuto crescere tanto rapidamente sia in termini di fatturato sia nella capacità di influenzare l’opinione pubblica. Basti citare un articolo di “Nbc” del 2019, un’inchiesta del “New York Times” e un documentario di Abc Australia, entrambi del 2020.

Ora che Falun Gong ed Epoch Times sono entrati di fatto a far parte della galassia trumpiana e dell’estrema destra statunitense, ecco che si cominciano a denunciare le credenze antiscientifiche e reazionarie del Maestro Li tra le quali alcuni esempi sono: la teoria dell’evoluzione è una frode; il femminismo, l’omosessualità e le unioni miste sono contro natura, ergo i figli di coppie miste non potranno andare in paradiso; gli alieni tentano di controllare gli umani attraverso la dipendenza dalla scienza moderna e molto altro ancora. 

Il documentario di ABC si concentra in particolare sulla vita nel quartier generale di Dragon Springs, dove l’accesso ad Internet è strettamente regolamentato, l’uso delle medicine osteggiato, e gli adepti vengono incoraggiati a tagliare i ponti con i familiari non favorevoli a Falun Gong.  Insomma, un ambiente in cui i seguaci sono isolati dal mondo esterno e sono strettamente controllati dal Maestro, il che fa pensare che ci troviamo in presenza di una vera e propria setta.

Secondo Heather Kavan, docente presso l’Università Massey, Nuova Zelanda, che nel 2008 ha fatto una ricerca etnografica su Falun Gong dove, tra l’altro, afferma che: “le caratteristiche associate alle sette includono: un leader carismatico idolatrato che sfrutta le persone facendogli credere che – e di solito è un «lui» – è il portavoce di Dio; tecniche di controllo mentale; una visione del mondo apocalittica usata per manipolare i membri; esclusività («solo la nostra religione può salvare le persone»); alienazione dalla società; e una visione dei membri come superiori al resto dell’umanità. Se utilizziamo questi criteri, il Falun Gong potrebbe essere descritto come una setta. Per sua stessa ammissione, Li è l’esclusivo salvatore del mondo. Insegna che i membri sono superiori alla gente comune, e devono rinunciare «all’affetto per i parenti, all’amore tra un uomo e una donna, l’affetto per i genitori, i sentimenti [e] l’amicizia». Inoltre, le attività del Falun Gong richiedono una grande quantità di tempo al giorno per i praticanti. A dire il vero, i praticanti sono liberi di uscire dal Falun Gong quando vogliono, ma questa libertà è una realtà fisica, non psicologica. Poiché i membri cinesi che ho incontrato non avevano alcuna conoscenza di altri percorsi spirituali, essi credono che la pace trovata nella meditazione sia disponibile solo attraverso il Falun Gong. Inoltre, pensano che se verranno lasciati indietro quando arriverà l’apocalisse soffriranno orribilmente.” 

Torniamo ora da dove siamo partiti, cioè dallo spettacolo Shen Yun, ovvero "la bellezza degli esseri divini che danzano", che consiste di una troupe di ballerini accompagnati da un’orchestra con tradizionali strumenti musicali cinesi e si avvale di moderne tecnologie digitali.

Qui non intendiamo mettere in discussione né la bravura degli artisti né la qualità dello spettacolo in sé, riteniamo però che gli spettatori abbiano il diritto di sapere che il prezzo del biglietto serve a pagare ciò che è essenzialmente propaganda politico-religiosa

E’ inoltre importante aggiungere che l’assunto su cui si basa la presunta unicità dello spettacolo, che esso permetterebbe di accostarsi ad una cultura irreparabilmente distrutta dal governo comunista cinese, è totalmente infondato. La cultura tradizionale cinese in Cina viene coltivata e diffusa non soltanto nelle scuole, accademie, teatri ed altri luoghi dedicati, ma anche attraverso mass media popolari quali la televisione pubblica. 

Anzi, a dirla tutta è riduttivo parlare di cultura tradizionale cinese come se fosse un unicum codificato: non si può parlare di “opera” cinese, per esempio, perché sono più di trecento i vari stili teatrali regionali. Che dire poi delle diverse tradizioni culturali, musicali e coreutiche che caratterizzano le 56 etnie che compongono la Repubblica Popolare Cinese e che vengono attivamente promosse e coltivate in un paese che è orgogliosamente multietnico?

 

Una versione in lingua inglese di questo articolo è pubblicata sul sito New Cold War.

Cliccando qui puoi vedere un video di danza tradizionale trasmessa dalla TV nazionale cinese.



Fonti:

 

Falun Dafa Italia

 

ABC News – Foreign Correspondent – Who Are the Falun Gong?

 

Nathan Rich, China Uncensored is Falun Gong

 

Nathan Rich, Tracking the FAR-RIGHT Falun Gong on a Map 

 

Heather Kavan, Massey University – Falun Gong in the media: What can we believe? 

 

People’s World – Shen Yun: The Falun Gong cult’s anti-communist propaganda roadshow 

 

Jia Tolentino, The New Yorker – Stepping into the Uncanny, Unsettling World of Shen Yun

 

Brandy Zadrozny and Ben Collins, NBC News – Trump, QAnon and an impending judgment day: Behind the Facebook-fueled rise of The Epoch Times

 

Kevin Roose, New York Times – How The Epoch Times Created a Giant Influence Machine

 

General Consulate of the PRC in Auckland – Why Falun Gong is a Cult

 

Embassy of the PRC in USA – Exposing the Lies of “Falun Gong” Cult



20/05/2022 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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