Bianca ci ha lasciati. Bella, ciao...

È morta la nostra compagna Bianca Bracci Torsi. Da tempo malata, Bianca è stata accomapagnata e assistita affettuamente dai familiari, da Marco, dall’adorato Morgan e da alcune compagne. Noi la ricordiamo così, ostinata, sorridente, impegnata, circondata dai suoi compagni e dalle sue compagne che le volevano molto bene.


Bianca ci ha lasciati. Bella, ciao...

 

È morta la nostra compagna Bianca Bracci Torsi. Da tempo malata, Bianca è stata accomapagnata e assistita affettuamente dai familiari, da Marco, dall’adorato Morgan e da alcune compagne. Noi la ricordiamo così, ostinata, sorridente, impegnata, circondata dai suoi compagni e dalle sue compagne che le volevano molto bene.

È morta la nostra compagna Bianca Bracci Torsi. Da tempo malata, Bianca è stata accompagnata e assistita affettuosamente dai familiari, da Marco, dall'adorato Morgan e da alcune compagne (a cui va in questo momento un pensiero particolarmente affettuoso).

Era già malatissima (e del tutto cosciente delle sue condizioni) quando volle ancora partecipare  alla grande manifestazione operaia del 25 ottobre, e volle assolutamente arrivare fino alla fine del corteo, come era nella sua natura di militante: siamo certi che quel mare di compagni/e e di bandiere rosse le abbia dato un’ultima vera gioia. Noi la ricordiamo così, ostinata, sorridente, impegnata, circondata dai suoi compagni e dalle sue compagne che le volevano molto bene. Fu allora che Bianca si impegnò a scriverci un articolo per il nascente giornale “La Città Futura”, e sappiamo del suo dispiacere per non essere in grado di mantenere quell'impegno: per questo abbiamo voluto dedicare a Bianca, comunista, e alla sua lotta, il  primo articolo di “La Città Futura” (“Perché un nuovo giornale comunista”).

A chi non l’ha conosciuta è impossibile capire cosa Bianca abbia rappresentato per diverse generazioni di comunisti/e, a chi l’ha conosciuta ogni nostra parola è superflua o insufficiente.

Dopo aver incontrato giovanissima la Resistenza, Bianca si iscrisse al Pci e fu comunista sempre, una giornalista comunista, ma soprattutto una vera militante.

Naturalmente Bianca si oppose con grande forza allo scioglimento del Pci e poi fu fra i cinque firmatari presso un notaio dell’atto di nascita del Partito della Rifondazione Comunista. Ma noi sappiamo che dentro la militante comunista inflessibile c’era anche una donna generosa, femminile ed elegante, e questa sua natura trovò espressione anche nella scrittura (speriamo che siano pubblicati presto i suoi scritti, e le sue favole).

Il contributo di Bianca Bracci Torsi alla costruzione del Partito è stato immenso, in particolare nella Federazione di Roma, ma non solo. Sono stati compagni come Bianca, come Bruno, come Sante, come Romolo che hanno costruito Rifondazione Comunista, e tutti in questo momento sono uniti nel nostro immenso rimpianto.

Ha scritto giustamente il segretario della Federazione romana Claudio Ursella: “noi tutti sappiamo che lei è e sarà sempre qui con noi. Perchè per Bianca il Partito era prima di ogni altra cosa, e nulla poteva allontanarla o distoglierla dal  Partito. Quindi finchè c’è il Partito, Bianca è con noi.”

“La Città Futura” intende esprimere il suo affetto per la compagna Bianca Bracci Torsi aprendo qui uno spazio di riflessione: sappiamo che Bianca avrebbe voluto essere onorata così, non da grandi discorsi di grandi dirigenti ma dai compagni e dalle compagne, da quel popolo comunista che – anche in suo nome – è impegnato a cambiare la storia del mondo per renderla umana.

La Redazione di “la Città futura”

15/12/2014 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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