DeLiberiamo Roma: “lavori in corso”

Quattro delibere di iniziativa popolare promosse da associazioni, comitati e spazi sociali per costruire un modello alternativo di città - in contrapposizione al verminaio di Mafia Capitale - fondato sui bisogni dei ceti sociali meno abbienti e sulla partecipazione democratica dal basso.


DeLiberiamo Roma: “lavori in corso”

 

Quattro delibere di iniziativa popolare promosse da associazioni, comitati e spazi sociali per costruire un modello alternativo di città - in contrapposizione al verminaio di Mafia Capitale - fondato sui bisogni dei ceti sociali meno abbienti e sulla partecipazione democratica dal basso.

di Fulvio Parisi*  

Il percorso del confronto tecnico-politico con le forze politiche presenti in Campidoglio sulle quattro delibere di iniziativa popolare depositate a luglio 2014, grazie alla sottoscrizione di 32.000 cittadini e cittadine di Roma, ha finalmente inizio. 

Nella seduta del Consiglio di Roma Capitale del 13 Gennaio, è stata infatti condivisa con i capigruppo la proposta di calendarizzare la discussione delle 4 delibere nelle competenti Commissioni. Questa prima parziale vittoria corona lo sforzo delle 80 associazioni e comitati che hanno promosso l’iniziativa e che, dopo il deposito dei testi, hanno costantemente fatto pressione perché le delibere fossero esaminate.
La formale diffida presentata a dicembre 2014, con cui si richiamavano il Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale e il Segretario Generale ad ottemperare a quanto previsto dal regolamento comunale sulla tempistica di discussione delle delibere di iniziativa popolare, ha contribuito ulteriormente a rendere possibile il risultato raggiunto. 

Si entrerà, dunque, nel merito delle delibere i cui contenuti è bene riassumere sinteticamente. 

RIPUBBLICIZZAZIONE SERVIZIO IDRICO INTEGRATO DI ACEA ATO2: è la delibera promossa dal Coordinamento Romano Acqua Pubblica con cui si propone l’acquisizione da parte del Comune di Roma delle quote possedute da ACEA Spa in ACEA ATO2 , l’azienda che eroga il servizio idrico a Roma.
Tale atto consentirebbe la creazione di una nuova azienda speciale consortile di diritto pubblico a cui saranno riconosciuti i costi di gestione e degli investimenti senza alcuna finalità di lucro. La delibera impegna inoltre il Sindaco e la Giunta a definire e promuovere delle modalità di partecipazione diretta dei lavoratori della neonata azienda alla gestione del servizio insieme con i cittadini e le cittadine della Capitale.
Di fatto, la delibera conferma il voto di oltre un milione di cittadini di Roma che a Giugno 2011, tramite i due referendum promossi dal Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua Pubblica, hanno espresso la loro volontà di tutelare l’acqua come bene comune. 

SCUOLA PUBBLICA: è la delibera promossa dal Comitato ART.33 con cui si chiede che sia garantito il diritto allo studio, a partire dalla scuola dell’infanzia, nelle strutture pubbliche, fino ad esaurimento della domanda.
La delibera impegna dunque il Comune di Roma a non finanziare più le scuole di infanzia private e a destinare tutte le risorse a quelle comunali pubbliche.
Anche per questa delibera la finalità è chiara: garantire un diritto fondamentale dei cittadini nel rispetto della laicità, della gratuità e del pluralismo così come sancito negli artt. 33 e 34 della nostra Costituzione che giova sempre ricordare: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”, “Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”, “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”. 

PATTO DI STABILITA’ INTERNO E CASSA DEPOSITI E PRESTITI: la delibera, promossa dal Forum per una Nuova Finanza Pubblica e Sociale, propone di rivolgere un’istanza al Governo e al Parlamento affinché i beni comuni e i servizi sociali erogati dagli enti locali non siano sottoposti ai vincoli del patto di stabilità interno, di rinegoziare i mutui erogati a Roma Capitale dalla Cassa Depositi e Prestiti con la finalità di abbatterne gli interessi.
La finalità ultima, dunque, è quella di rilanciare gli investimenti nel welfare locale riaffermando il ruolo degli Enti Locali quali erogatori di servizi pubblici di qualità, di ripristinare il ruolo originario della Cassa Depositi e Prestiti che un tempo finanziava gli Enti Locali a tassi agevolati e non come un qualsiasi istituto di credito privato.
Di fatto è una delibera che propone una lettura alternativa della natura della crisi economica in cui ci troviamo ormai da tanti anni che ha determinato ulteriori tagli dei servizi pubblici essenziali e incremento progressivo della precarietà lavorativa. 

RIGENERAZIONE URBANA E VALORIZZAZIONE SOCIALE DEL PATRIMONIO PUBBLICO E PRIVATO INUTILIZZATO: la delibera, promossa dalla rete Patrimonio Comune, parte da una considerazione semplice: nel Comune di Roma esistono tantissimi edifici, pubblici e privati (ex caserme, vecchi cinema e teatri, depositi, ecc.) in disuso, senza alcuna utilità sociale e ne propone il riutilizzo per fronteggiare l’emergenza abitativa o con finalità sociali (centri culturali, biblioteche, centri per anziani, spazi sociali per i giovani, ecc.).
Il punto di partenza è costituito dalla creazione di una Banca Dati delle Opportunità in cui confluiscano tutte le informazioni inerenti tale patrimonio affinché, con modalità trasparenti e con la partecipazione diretta dei cittadini, l’amministrazione comunale possa poi individuarne l’utilizzo sociale territoriale più appropriato. L’individuazione delle finalità sociali di tale patrimonio potrà essere esercitata non solo dal Comune ma anche dai singoli Municipi o da comitati e associazioni territoriali di cittadini e cittadine. La modalità dell’assegnazione sarà quella del bando pubblico che indichi la destinazione individuata.
La delibera rappresenta, dunque, una risposta concreta alla svendita del patrimonio immobiliare in disuso oggetto delle mire degli speculatori privati, che da decenni hanno devastato i territori della Capitale, prospettando opportunità di lavoro per fuoruscire dalla precarietà a cui ci obbligano le politiche di austerità del Governo dettate dall’Unione Europea. 

Last but non least” anche la delibera consiliare per il riutilizzo del S. Maria della Pietà sarà aggregata al “pacchetto” di deLiberiamo Roma in quanto coerente con l’impianto generale, con il “filo rosso” che tiene assieme tutte le delibere. L’associazione “Ex Lavanderia”, con la campagna “Si può fare”, ha infatti proposto una delibera consiliare per far sì che la Regione Lazio ceda in comodato d’uso l’ex padiglione 31 dell’ospedale psichiatrico S. Maria della Pietà preservando le attività socio-culturali già attive e avvii le procedure per la realizzazione di un Ostello della Gioventù nei padiglioni ristrutturati in occasione del Giubileo del 2000. 

Non è difficile percepire che il “filo rosso” è un modello alternativo di città, è la speculare contrapposizione al verminaio di Mafia Capitale perché se per le lobby immobiliari e finanziarie le emergenze sociali e la crisi economica sono occasione di lucro, per “deLiberiamo Roma” rappresentano invece un’opportunità per delineare un nuovo modello di città fondato sui bisogni dei ceti sociali meno abbienti e sulla partecipazione democratica dal basso. 

Di tutto questo discuteremo nel corso dell’Assemblea che si svolgerà Mercoledì 21 Gennaio, a partire dalle ore 15.00, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma. 

*Fulvio Parisi è attivista del Coordinamento Romano Acqua Pubblica e firmatario delle 4 delibere di iniziativa popolare “deLiberiamo Roma”

 

 

 

 

16/01/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Fulvio Parisi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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