L’amianto: un crimine contro l’umanità

Il 19 novembre 2014 alle ore 21 la Corte di Cassazione, con poche semplici e radicali parole ha dichiarato “annullata senza rinvio per prescrizione” la sentenza della Corte d’Appello di Torino del giugno 2013 che aveva condannato l’unico imputato Stephan Schmidheiny, uno degli uomini più ricchi del mondo ed ex-titolare della multinazionale Eternit, a 18 anni di carcere.


L’amianto: un crimine contro l’umanità

Il 19 novembre 2014 alle ore 21 la Corte di Cassazione, con poche semplici e radicali parole ha dichiarato “annullata senza rinvio per prescrizione” la sentenza della Corte d’Appello di Torino del giugno 2013 che aveva condannato l’unico imputato Stephan Schmidheiny, uno degli uomini più ricchi del mondo ed ex-titolare della multinazionale Eternit, a 18 anni di carcere. La colpevolezza è rimasta, ma è del tutto teorica e ininfluente, perché non c’è più nessuna condanna e nemmeno alcun risarcimento alle vittime e al resto delle parti civili.

Il 19 novembre 2014 alle ore 21, il Presidente della Prima Sezione della Corte di Cassazione, Arturo Cortese, ha letto il dispositivo della sentenza Eternit, il cui unico imputato, uno degli uomini più ricchi del mondo, Stephan Schmidheiny, era stato titolare della multinazionale di cui si parla. La precedente sentenza della Corte d’Appello di Torino del giugno 2013 che aveva condannato Schmidheiny a 18 anni di carcere è stata, con poche semplici e radicali parole “annullata senza rinvio per prescrizione”. La colpevolezza è rimasta, ma è del tutto teorica e ininfluente, perché non c’è più nessuna condanna e nemmeno alcun risarcimento alle vittime e al resto delle parti civili.

Dopo un momento di silenzio per lo sbigottimento coloro che gremivano l’Aula Magna della Corte hanno scandito in coro con forza e rabbia la parola che in questi ultimi mesi è risuonata in altri tribunali e in altri luoghi, per fatti diversi, ma ugualmente gravi: “Vergogna!”

Medicina Democratica (MD) che ha al suo attivo un lungo impegno nelle lotte contro le sostanze tossiche e cancerogene, già negli anni ‘70 aveva sostenuto i lavoratori della Officina Grandi Riparazioni delle F.S. di Foligno, e più recentemente ha iniziato a costituirsi parte civile in diversi processi a partire da quello contro i responsabili del Petrolchimico di Porto Marghera. MD ha seguito puntualmente tutto il processo Eternit, a partire dal procedimento davanti Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP), quindi al dibattimento, intervenendo con il suo avvocato e, in particolare, con i suoi consulenti, fino all’Appello e infine alla Cassazione. Con MD si era pure costituita l’Associazione Italiana Esposti Amianto (AIEA), nata a Casale Monferrato nel 1989 allo scopo di lottare per l’eliminazione dell’amianto in ogni suo forma ed egualmente, come MD, per la difesa del diritto alla salute costituzionalmente garantito.

Il giorno successivo, in una sala della Camera dei Deputati, (3) si è svolto un convegno che è andato oltre al commento della impensabile sentenza; si è discusso della lotta all’amianto oltre i confini del nostro paese, sostenendo che l’uso di questo prodotto ha costituito e continua ad essere, un crimine contro l’umanità. Se il processo di Torino era stato implementato dopo avere contato quasi 3.000 vittime, lavoratori ex ETERNIT e cittadini di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli, è doveroso ricordare che i deceduti in un anno nel mondo (in gran parte del quale si continua ad utilizzare l’amianto) sono, - dati OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) - 107.000. In Italia si stimano i colpiti intorno ai 4.000. In effetti sono registrati solo i morti per mesotelioma (1300/anno), ma sappiamo che sono ancora di più sono coloro che sono stati colpiti, causa l’amianto, da tumore del polmone; ne possiamo trascurare i malati e morti per asbestosi e per altri tipi di tumore come quello della laringe, del colon, dell’ovaio, del testicolo.

E’ stato, quello del 20 novembre, un incontro internazionale, cui erano presenti associazioni provenienti da Francia, Spagna e Svizzera ed è stato mostrato un video con un intervista a Fernanda Giannasi, presidente dell’Associazione Brasiliana degli Esposti all’Amianto (ABREA), che da quasi 30 anni sta conducendo una dura e grande lotta per la messa al bando dell’amianto. Il Brasile è il è il terzo produttore mondiale e, di fronte a ciò, anche gli ultimi governi di sinistra si sono fermati.
Il commento alla sentenza di Cassazione è stato riassunto proponendo il titolo due libri, recentemente usciti, i cui autori erano presenti in sala, quasi sembrava li avessero scritti nella notte precedente: il primo di Francisco Baez Baquet , ex lavoratore della URALITA di Siviglia, “Amianto – un genocidio impune” (un genocidio impunito) (1); il secondo di Annie Thebeaud-Mony, con il titolo: “La science asservie” (la scienza asservita) (2).

Si è proprio trattato di un genocidio impunito. Come ha affermato il Procuratore Generale della Corte Suprema (Mauro Iacoviello) nella scelta fra diritto e giustizia deve prevalere il diritto. Un diritto astratto, burocratico, come ha sottolineato il Senatore Felice Casson, una affermazione del tutto discutibile, se il diritto non va in direzione della giustizia a che serve? Siamo ritornati alla antica dottrina della doppia verità: c’è una verità giuridica e c’è una verità storica. La prima è in capo a paludati magistrati, la seconda è quella percepita dalle migliaia di persone che hanno manifestato il proprio sdegno. Una contraddizione che va sanata, ma che è forse spiegabile con il secondo titolo citato. Il libro di Annie Thebeau, infatti, parla delle “collusioni mortifere fra industriali e ricercatori”. La percezione di chi, come il sottoscritto, ha seguito diversi processi sull’amianto oltre che sulla sicurezza nei luoghi di lavoro come sulla sanità, è quella di avere constato che le scelte dipendono dalla parte nella quale ci si colloca. Gli esperti nella scienza giuridica, come in quella medica e nelle altre che concorrono, non sono neutri. Per nulla convincono coloro che hanno parole di pietà e solidarietà nei confronti delle vittime quando, nella sostanza, concludono per l’assenza di qualsivoglia responsabilità.

Ma quella striminzita frase finale: “annullata senza rinvio per prescrizione”, ha provocato una grande reazione, si è ritorta contro il sistema che l’ha voluta e pronunciata. Certo le vittime l’hanno subita no hanno ottenuto giustizia, ne risarcimento, ma hanno innescato una grande mobilitazione che è pesata ed ha costretto anche i livelli istituzioni, governo compreso, a prenderne atto, almeno a promettere modifiche alla legislazione sulla prescrizione e finanziamenti per le bonifiche dei siti contaminati da amianto.
Vedremo se sarà effettivamente così. La mobilitazione non dovrà fermarsi. Le contraddizioni restano e vanno acuite. Si consideri che solo due giorni dopo la sentenza Eternit vi è stata un’altra sentenza in una sezione diversa della Cassazione, contro alcuni responsabili della Fincantieri di Palermo che ha stabilito la condanna, questa volta per omicidio colposo, per la morte di 47 operai dei cantieri navali.
Continueremo a presentarci nei processi per chiedere giustizia, cercando altre strade, se del caso, più opportune, andremo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), soprattutto proseguiremo la lotta per l’eliminazione dell’amianto in ogni sua forma da tutti i luoghi dove è presente e cercheremo di affermare il diritto alla salute, alla vita e alla dignità anche per coloro cui viene continuamente negato.

Fulvio Aurora - Medicina Democratica – movimento di Lotta per la salute

NOTE:

(1) Francisco Baez Baquet è un ex lavoratore della fabbrica Uralite di Siviglia che ha collaborato con Angel Carcoba Alonso della Comision Obrera per scrivere un libro scientifico e di lotta di 480 pagine – ediciones del Genial

(2) Annie Thebeau-Mony è una ricercatrice, ora in pensione dell’INSERM (istituto nazionale sulla salute e ricerca medica) di Parigi, che ha soprattutto lavorato sulla salute e sicurezza sul lavoro e ha fondato Ban Asbestos France. Una grande conoscitrice dell’amianto a livello mondiale. Il libro è edito da La Decouverte – Paris

(3) Il convegno aveva per titolo: L’amianto: un crimine contro l’umanità. Hanno partecipato alcune associazioni di Francia, Svizzera e Spagna, oltre diverse associazioni italiane. E’ intervenuto il sen. Felice Casson v. presidente ella Commissione Giustizia del Senato oltre diversi avvocati fra cui l’avv. Sergio Bonetto (foro di Torino) avvocato di parte civile nel processo Eternit. – E’ stato approvato un documento denominato “il Manifesto di Roma” che potete leggere qui: http://www.medicinademocratica.org/wp/?p=2109.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Sulla questione ETERNIT vi è il libro di Maria Rosselli (un’italiana trapiantata in Svizzera) “Amiante & Eternit”, Edition d’an Bas.
Per un’informazione generale sull’amianto si veda: “Il male che non scompare” di Enrico Bullian, Il Ramo d’Oro editore

28/11/2014 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Fulvio Aurora

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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