La città che vogliamo: la libertà delle donne è la libertà di tutti

A Milano la Commissione Pari Opportunità del Comune ha promosso un importante incontro.


La città che vogliamo: la libertà delle donne è la libertà di tutti

A Milano la Commissione Pari Opportunità del Comune ha promosso un importante incontro che ha evidenziato acquisizioni e limiti dell’azione della giunta municipale sulle questioni di genere in vista della prossima scadenza elettorale. Alcuni appunti a margine.

di Guido Capizzi e Ida Paola Sozzani

Dalle esperienze dei Tavoli delle Donne e da quelle di molte associazioni femminili, con i contributi di scuole, centri antiviolenza, istituzioni, professioni, mondo del lavoro e del precariato sono scaturite proposte che saranno presentate ai candidati Sindaci delle prossime elezioni amministrative per il capoluogo lombardo.

Nel corso dell’incontro a Palazzo Marino promosso dalla Commissione Pari Opportunità del Comune presieduta da Anita Sonego, queste sollecitazioni, arricchite anche da perplessità e da qualche timore per una politica che riesca a costruire la convivenza in una città aperta e attenta alle diversità, sono state presentate alla vasta platea del pubblico milanese.

“Durante l’attuale amministrazione il tema delle donne è stato al centro di un dibattito vivace e approfondito – ha scritto Francesca Zajczyk, delegata del Sindaco Giuliano Pisapia alle Pari Opportunità – le donne sono state protagoniste di numerosi momenti di analisi, denuncia, stimolo, come nel caso del lavoro sulla Pubblicità sessista e lesiva della dignità femminile che è sfociato nel Protocollo d’intesa firmato dai presidenti dell’Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani e dello IAP – Istituto Autodisciplina Pubblicitaria”.

“Cinque anni fa partiva il Tavolo Lavoro, composto da donne di età e provenienza diverse – ha ricordato Adriana Nannicini – un percorso che ha tentato di segnalare la centralità del tema lavoro delle donne per Milano e per il Paese tutto. Il tavolo fu chiuso a fine 2012, perché le proposte presentate all’amministrazione, pur ricevendo un ascolto attento non si sono concretizzate in iniziative fattuali”. Alla futura amministrazione di Milano viene richiesto di dare maggiore visibilità alla presenza delle donne lavoratrici nella città, alle condizioni di incertezza e precarietà, alla necessità di un Bilancio comunale di genere e di azioni amministrative di Mainstream che intercettino i bisogni della popolazione femminile.

Nel corso dell’incontro, Nicoletta  Gandus della presidenza della Casa delle Donne di Milano, ha messo in luce gli aspetti innovativi insieme alle criticità attuali per la prosecuzione di questa esperienza nata durante l’amministrazione Pisapia. Nella ricerca di spazi di libertà e autonomia per le donne di Milano, il Comune aveva messo a bando l’assegnazione dell’ex edificio scolastico di via Marsala, che i gruppi delle donne hanno vinto e potuto gestire a partire dal 2013 in forma di Associazione e come luogo identificabile in cui formarsi e informarsi, imparare, promuovere talenti e valorizzare saperi, praticare cittadinanza attiva, sperimentare forme di economia sostenibile e pratiche di interculturalità. Oggi rimane da consolidare un’esperienza bella, ma ancora fragile, su cui gravano incognite economiche e di garanzia di continuità: serve prolungare la durata dell’assegnazione da parte del Comune, ridurre la burocrazia per la gestione che finisce per sottrarre energie preziose e ridurre i costi annuali di gestione. Va aumentata la fruibilità degli spazi che presentano ancora barriere architettoniche e la Casa posta nel centro città va messa maggiormente in rete con le esperienze delle donne nelle periferie. Nell’occasione dell’incontro la Casa delle donne ha rilanciato l’appello “Muri e recinti: non è l’Europa in cui vogliamo vivere” dello scorso novembre – sottoscritto anche da molte associazioni di donne italiane, greche e spagnole.

Altri temi sottolineati dalle relatrici milanesi avvicendatesi sul palco sono stati: salute sessuale, ambiente  e rilancio dei Consultori pubblici nelle singole zone – future Municipalità della Città metropolitana – violenza di genere e azioni di prevenzione,  sicurezza e mobilità sostenibile per le donne a Milano, rivisitazione toponomastica degli spazi e delle vie in chiave femminile, co-progettazione urbanistica in chiave di genere e valorizzazione della presenze femminili negli spazi artistici e culturali della città. 

Chiudendo l’incontro e richiamando le valenze della soggettività femminile a servizio di una maggiore qualità della amministrazione cittadina, Anita Sonego ha augurato alla città, in occasione delle prossime elezioni, una più consistente presenza delle donne nell’elettorato attivo e passivo.

26/02/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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