“Pensieri e memorie di una kalimera”, con la Grecia nel cuore

L’esperienza vissuta ad Atene da una compagna, in occasione delle elezioni e della vittoria di Tsipras.Una giornata in visita ai centri di assistenza promossi da Syiriza. La dignità del ceto medio piombato nel clochardismo. La cordialità e l’entusiasmo dei Greci il giorno della vittoria. Quel “Bella ciao” cantato insieme. In Italia la sinistra non decolla. Perché?


“Pensieri e memorie di una kalimera”, con la Grecia nel cuore

L’esperienza vissuta ad Atene da una compagna, in occasione delle elezioni e della vittoria di Tsipras.Una giornata in visita ai centri di assistenza promossi da Syiriza. La dignità del ceto medio piombato nel clochardismo. La cordialità e l’entusiasmo dei Greci il giorno della vittoria. Quel “Bella ciao” cantato insieme. In Italia la sinistra non decolla. Perché? 

di Alba Vastano 

La redazione di LCF pubblica volentieri questa memoria dalla Grecia, non solo per l'esperienza importante della Brigata Kalimera, ma anche come un contributo al dibattito sulle forme di aggregazione politica a sinistra.
Anche se, da questo punto di vista, non condividiamo alcuni aspetti politici che emergono nelle conclusioni un po' superficiali rispetto al ruolo dei comunisti e in particolare di Rifondazione nel nostro paese e nel comprendere esperienze politiche organizzate come quella di Syriza. Infatti crediamo che gli aspetti peculiari che non possono essere trascurati nel processo greco siano da ricercare, per un verso, nell’analisi della materialità della crisi capitalistica e delle sue contraddizioni e, per un altro, proprio nell’azione soggettiva di un partito, Syriza, che ha saputo accumulare quelle forze, che non sono date per sempre, con un programma politico di rottura con le politiche imposte dal capitalismo finanziario nella UE e da un’azione sociale conseguente. Dimostrando, checché se ne pensi di quella esperienza, l'inesistenza di una distinzione artificiosa tra "partiti organizzati" e "società civile".
Il tanto evocato rinnovamento del movimento comunista italiano (ma anche di ogni ipotesi di sinistra alternativa e non compatibile) non può ridursi a rinnovamento lessicale né tanto meno alla semplice ricerca del leaderismo salvifico di turno, riducendo a macchietta tutto il complesso e difficile sviluppo dell’intellettuale collettivo e dello sviluppo di una coscienza di massa antagonista agli interessi capitalistici oggi. Tanto più è sviluppata la capacità collettiva di analisi, di sintesi e d’azione di un Partito, tanto più è possibile orientare positivamente e concretizzare dei risultati stabili che lo spontaneismo anti-partito non è mai stato in grado di garantire. Per questo le parole devono tornare ad esser chiare, questo si, perché la chiarezza serve a noi stessi prima ancora che ad orientare nella giusta direzione la lotta di classe. Ci sembra utile quindi aprire una riflessione su questi temi a partire anche dal confronto con opinioni differenti dalle nostre, evitando la spocchia della "verità in tasca".
 

Siamo tutti un po’ Greci oggi, noi compagni della sinistra radicale italiana. E siamo tutti con “L’altra Europa” di Tsipras. Alexis ha affascinato il suo popolo che lo ha scelto e votato nelle elezioni del 25 gennaio. È lui, per loro, l’uomo che potrà dare un assetto diverso al paese e lui che restituirà dignità al popolo. Ci hanno creduto e continueranno sicuramente a crederci. Tsipras, dai tempi di piazza Farnese (luglio 2014) ha lasciato speranze anche qui e ha aperto interrogativi. Ancora riecheggiano nella piazza romana le parole del greco inneggianti al cambiamento e contro le politiche neoliberiste renziane. Alexis é il fautore di movimenti e ispiratore di comitati che mirano a smantellare l’austerity e la Troika. E tutti abbiamo esultato con il popolo greco ai primi exit poll, la sera del 25 gennaio, quando i risultati davano la quasi maggioranza a Tsipras. Ma lì, ad Atene, che aria si respirava in quei momenti? È Daniela Caramel, una compagna (L’altra Europa per Tsipras) a raccontarcelo. Lei era lì, ad Atene, a seguire in diretta i risultati e ad esultare con i compagni della brigata Kalimera per il successo di Alexis. A stringere mani ai compagni greci, euforici nel prendere atto, della vittoria del loro leader di Syriza. 

«Ho ricevuto l’invito a partecipare al viaggio in Grecia, tramite mail, inviata da Raffaella Bolini. L’iniziativa, denominata Brigata Kalimera, è nata in occasione delle elezioni del 25 gennaio, a sostegno della lista elettorale di Tsipras e vi abbiamo partecipato con la nostra lista “L’altra Europa”». E racconta la kalimerina di un viaggio a prezzi stracciati che le é costato solo 20 euro per il volo e di un soggiorno in un albergo prenotato dall’organizzazione italiana, vicino al quartier generale di Tsipras, a soli 27 euro al giorno. Ma non è stato davvero questo eccezionale vantaggio economico che l’ha entusiasmata al punto da desiderare di rendere noti la sua esperienza e i suoi pensieri sulla vittoria greca e sul suo soggiorno ad Atene. Aderendo all’iniziativa ha vissuto un’esperienza che non dimenticherà facilmente. Ha sentito finalmente in terra straniera, la solidarietà, la fratellanza e la comunione d’intenti con i 400 compagni appartenenti a soggetti politici diversi, verso un popolo a cui é stata tolta la dignità dell’esistenza. Ciò che da tempo auspicava di sentire in Italia, nelle sue lotte da militante di Azione civile (Ingroia). 

«Quello che ricordo maggiormente di questo viaggio é l’emozione che ho provato nel vivere a contatto con i Greci, con il loro entusiasmo, con la loro commozione che é stata anche la mia e dei compagni di brigata, la sera della vittoria. È stata un’esperienza particolarmente coinvolgente». E si lancia Daniela nel racconto dettagliato di ciò che ha potuto toccare con mano riguardo i progetti di solidarietà messi in atto prima delle elezioni da Syriza a sostegno delle persone più indigenti. «Abbiamo visitato un ambulatorio e un centro di distribuzione di generi alimentari. L’ambulatorio é uno dei tanti punti di assistenza disseminati in Grecia. Vi prestano la loro opera volontaria: medici, infermieri e personale amministrativo. Il servizio copre totalmente i bisogni delle persone che non possono permettersi né cure mediche specialistiche, né medicinali. Per i medicinali l’organizzazione preposta usufruisce di convenzioni con farmacie o del supporto dei privati che regalano farmaci. Un lavoro a tappeto e capillare di raccolta per dare assistenza a chi non può permettersi neanche di curarsi. O di acquistare un farmaco. Gli operatori di questa organizzazione ci hanno riferito che non é loro intenzione sostituirsi allo stato, ma stanno prestando interventi per coprire l’emergenza con la speranza che i servizi sanitari tornino pubblici e gratuiti, soprattutto per la fascia di popolazione più debole».
Daniela é un fiume in piena nel parlare della sua esperienza ellenica e si sofferma anche a descrivere ciò che ha visto nelle strade e come ha verificato la povertà estrema. «Non ho potuto parlare con la gente per via della lingua a me sconosciuta. Ho visto tante persone che dormono in strada, ma il clochardismo è diffuso anche da noi. La cosa che mi ha colpito molto é la grande dignità di questi sventurati. Molti infatti appartengono al ceto medio e si vergognano molto della loro nuova condizione che li ha ridotti all’indigenza estrema. Persone che hanno perso il lavoro o si sono viste dimezzare il loro reddito». E si arriva a parlare della giornata del 25 gennaio, il clou dell’esperienza della nostrana brigata. 

«L’abbiamo vissuto con il batticuore a partire dalle prime ore della mattina. Ci siamo concentrati nella piazza dove si trova il quartier generale di Syriza. Giornalisti e delegazioni da tutto il mondo. Da Podemos, alla Die Linke, ai Finlandesi. Un mondo di gente a sostenere la vittoria di Tsipras. Quando hanno proiettati i primi exit poll é partito un grido univoco di gioia. Abbiamo sentito che dalla vittoria greca poteva ripartire tutta l’Europa. I Greci piangevano, si abbracciavano, ci ringraziavano per esser lì con loro. Tanti giovani che hanno dato il loro voto ed erano parte attiva di tutta l’organizzazione. È stato magnifico vedere in piazza tanta gioventù entusiasta per questa vittoria sul governo che ha distrutto il loro popolo. Si respirava aria di cambiamento, aria di speranza. Ci siamo sentiti fratelli, non solo Italiani, non solo Europei, grazie a questa coinvolgente esperienza comunitaria. E si é cantato insieme “Bella ciao”. È stato un gesto di grande apertura verso il popolo italiano. I Greci sono stati grandi e umili. Avremmo dovuto ringraziare noi loro per questa grande prova di unità che ci hanno offerto e invece lo hanno fatto loro con noi». 

E così di Tsipras: «È una persona straordinaria. È una persona che ci mette il cuore. Parla e ci mette il cuore, e si sente. Ha un carisma straordinario. Ha delle capacità incredibili, lo ha dimostrato anche nella scelta dei ministri. Il ministro delle finanze, Yanis Varoufakis, é una persona che ha delle competenze straordinarie e saprà trattare con tutti rappresentanti dei governi europei per la rinegoziazione del debito.Trovo che Tsipras sia un politico eccezionale e io lo adoro». E sulla coerenza futura di Tsipras e il suo governo «È un discorso importante. Ma penso che la cosa fondamentale sia che la Grecia non deve essere lasciata da sola e che in tutti i paesi europei, soprattutto quelli del Mediterraneo, si costituisca un unico grande movimento di sinistra. Fare un fronte comune contro le politiche dell’austerity e contro la Troika. Podemos, in Spagna lo sta facendo, ora tocca a noi». 

La kalimerina é audace e snocciola il suo punto di vista sui problemi che dividono la sinistra italiana. «La situazione greca e spagnola sicuramente non sono paragonabili alla nostra. La Grecia era ridotta allo stremo e ha avuto la fortuna di avere un Tsipras. Gli elettori di Syriza hanno fatto un percorso unitario molto forte e molto sentito, mettendo in comune le loro forze e hanno fatto concretamente delle cose per le persone a disagio sociale. Hanno un progetto molto chiaro. Vogliono affrontare e risolvere l’emergenza umanitaria, stare in Europa, aumentare i redditi e molto altro ancora. Noi non dovremmo accontentarci di essere un partitino al 4 per cento in Europa, dovremmo fare tutti i tentativi possibili per unire tutte le forze della sinistra. Solo così potremo essere in grado di cambiare le cose. Il settarismo é un male della sinistra italiana che va superato. Lo sforzo che dobbiamo fare é di andare in mezzo alla gente e spiegare loro quello che i nostri governanti ci stanno facendo. Prima di pensare ai rappresentanti, bisogna pensare a informare e convincere i rappresentati ». L’ultima testimonianza é per la Brigata Kalimera, un contenitore che ha visto insieme partiti e movimenti, per sostenere un unico progetto e ha potuto verificare che “Uniti si vince”. 

«C’eravamo tutti, dal Nord al Sud, dal Trentino alla Sicilia. Tutte le regioni italiane erano rappresentante, tutti con la voglia di cambiare questo sistema. Argiris Panagopoulos ci ha consigliato di lasciar perdere le cose che ci dividono e perseguire e insistere su quelle che ci uniscono. Il mio pensiero sui compagni di Rifondazione é che sono molto chiusi nella loro identità, molto avvinghiati al simbolo “falce e martello” che rappresenta la nostra storia é vero, ma dobbiamo avere la capacità di aspirare a qualcosa di più grande. La sinistra non é solo la falce e il martello, ma rappresenta dei valori. E poi credo che Rifondazione debba anche svecchiarsi come linguaggio. Oggi non si può parlare solo di proletariato o di ripristino della classe operaia o di lotta di classe, perché oggi stiamo tutti male e dobbiamo lottare insieme, tutti. La crisi ha colpito anche il ceto medio. I compagni di Rifondazione dovrebbero essere in grado di allargarsi a tutte le forze della sinistra, coinvolgendo tutta la popolazione in difficoltà, di qualsiasi movimento e appartenenza politica e farsi coinvolgere, senza settarismi ormai inutili». 

Una voce che non è quella del “presidente della repubblica”, ma ugualmente dignitosa e merita di essere ascoltata. Una voce che viene dai disagi della gente che soffre, dal coraggio di chi le cose le vorrebbe cambiare anche in Italia, per cambiare l’Europa. Una voce dignitosa, che lotta per il bene comune. Una voce che viene dalla gente. È da lì che partono le grandi lotte, i grandi cambiamenti. Per questo la voce di Daniela, una kalimerina agguerrita, non è possibile ignorarla.

12/02/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Alba Vastano

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