Primo turno per eleggere i sindaci in quattro città del Nord

“Lotta” per i ballottaggi del 19 al Centro (un po’ sinistra e un po’ destra) a Milano, Varese e Novara.


Primo turno per eleggere i sindaci in quattro città del Nord

“Lotta” per i ballottaggi del 19 al Centro (un po’ sinistra e un po’ destra) a Milano, Varese e Novara. Il Movimento 5 Stelle punta a Torino. Ancora difficoltosa la strada per le sinistre. Cresce ovunque il “partito dell’astensione”.

di Guido Capizzi

Dopo il primo turno per l’elezione dei Sindaci in quattro città del Nord Italia, due in Lombardia (Milano e Varese) e due in Piemonte (Torino e Novara), il primo dato che scaturisce dall’analisi del voto è il progressivo e ancora inarrestabile avanzare del “partito dell’astensione”: più del 40% degli aventi diritto a esprimere la propria preferenza ha disertato i seggi.

A Milano, dopo l’amministrazione di Pisapia, si è recato alle urne il 54,66% degli elettori. Il candidato di bandiera del PD – Beppe Sala – ha ottenuto il 41,69% delle preferenze e non è passato al primo turno, come molti commentatori prevedevano, mentre il suo diretto concorrente per il Centrodestra – Stefano Parisi – si è fermato al 40,77%.

Meno di un punto percentuale fa prevedere un’infuocata campagna per il ballottaggio di domenica 19. Una partita che si gioca con una rincorsa ai voti centristi, valutate anche le figure dei due candidati, molto simili come estrazione e poco distanti in quanto entrambi vicini all’idea di “Partito della Nazione” desiderato da Renzi e dai suoi soci di Governo.

Il Movimento 5 Stelle a Milano supera appena il 10% con Gianluca Corrado, mentre Basilio Rizzo di Sinistra e Costituzione si ferma al 3,56% dei voti. Difficoltosa la strada delle sinistre, considerato che Natale Azzaretto del Partito Comunista dei Lavoratori si è fermato allo 0,41%.

A Varese, la città della Lega e del Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni – dove ha votato il 55,89% degli aventi diritto - al ballottaggio arrivano Paolo Orrigoni del Centrodestra con il 47,10%, tallonato dal candidato del Centrosinistra Davide Galimberti con il 41,96%. Qui la Sinistra con Flavio Pandolfo prende appena l’1,82%.

Passando in Piemonte, la novità è Torino: ha votato il 57,19% e Piero Fassino del Centrosinistra (dato per stravincente al primo turno) si è preso solo il 41,83% e al ballottaggio ha alle spalle la candidata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino con il 30,92%. Quasi 11 punti percentuali rendono tranquillo il candidato del PD? Dipenderà ovviamente dall’orientamento dell’elettorato delle altre liste e dalle indicazioni che queste daranno (i berlusconiani convergeranno sul PD come si dice anche in altre città?).

Anche a Torino si respira crisi a sinistra: La sinistra alternativa stretta attorno ad Airaudo di SEL prende appena il 3,7%, Marco Rizzo del Partito Comunista si è fermato allo 0,86% e Alessio Ariotto del Partito Comunista dei Lavoratori ha preso lo 0,16%.

La quarta città del giro in Nord Italia è Novara, dove ha votato il 60,58% della cittadinanza. Al candidato della coalizione Lega-Fratelli d’Italia Alessandro Canelli sono andate il 32,77% delle preferenze, poco più di 4 punti rispetto ad Andrea Ballarè del Centrosinistra che ha preso il 28,40%. Qui il Movimento 5 Stelle con Cristina Macarro è arrivato al 16,90%.

Quattro città dove pesa, come altrove, l’astensionismo deciso anche da una considerevole area di “popolo della sinistra”: compagni che dopo essersi “liberati” da legami con partiti e movimenti organizzati hanno deciso di stare alla finestra esprimendo disappunto per l’assenza di un riferimento di “bandiera comunista”, ma anche l’auspicio che finalmente nasca qualcosa che li spinga a tornare in campo. Cosa che ancora non si vede lontanamente.

10/06/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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