Renzi lo "sfasciatutto": adesso vuole anche il sindacato unico

Renzi, Boschi, Madia, Poletti, Delrio rappresentano il trasformismo delle classi dirigenti nostrane e portano a compimento il processo di dissoluzione della prospettiva di un’alternativa di sistema al capitalismo. 


Renzi lo "sfasciatutto": adesso vuole anche il sindacato unico

Se c’è ancora qualcuno che continua a pensare che il PD incarni ancora qualcosa della “sinistra”, dovrà risvegliarsi dall’incantamento in cui si è cullato: il sonno della ragione genera mostri. Renzi, Boschi, Madia, Poletti, Delrio rappresentano il trasformismo delle classi dirigenti nostrane e portano a compimento il processo di dissoluzione della prospettiva di un’alternativa di sistema al capitalismo. 

di Giovanni Bruno

La protervia che rasenta l’incoscienza è la caratteristica del demolition man Renzi: assoldato da finanzieri e banchieri; benedetto dall’irripetibile e impresentabile Unto del Signore, alias Berlusconi; scortato dall’ex Reuccio della Repubblica Napolitano; spregiudicato al punto da far eleggere, da un Parlamento eletto con il “Porcellum”, Presidente della Repubblica Mattarella, uno dei giudici della Corte Costituzionale che aveva giudicato incostituzionale la legge elettorale, che per imbarazzata riconoscenza ratifica la nuova legge elettorale, altrettanto incostituzionale, senza batter ciglio. 

In piena consonanza con Marchionne, il Governo Renzi e i suoi Ministri hanno distrutto una delle più importanti garanzie del sistema giuridico del lavoro in Italia, l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (L.ge 300/70), che impediva licenziamenti indiscriminati; hanno introdotto un simulacro di riforma (il Jobs Act) che rende definitiva la precarietà con la distruzione del contratto nazionale e il definitivo dissolvimento dell’equità di trattamento tra lavoratori con pari mansioni anche all’interno dello stesso comparto (tra interni di un’azienda e lavoratori in appalto con società e cooperative questa disparità esiste già dal tempo del “Pacchetto Treu”). Il Governo Renzi e i suoi Ministri hanno, inoltre, elargito un bonus di 80 euro anziché rinnovare i contratti della Pubblica Amministrazione, hanno tagliato Province e personale, dismesso servizi e alienato beni pubblici, dilapidato beni comuni e distrutto ambiente e territorio. 

L’idea di aziendalizzazione della scuola è stata portata all’estrema conseguenza con la “pessima” scuola dei dirigenti podestà, che decideranno chi assumere e chi allontanare, ogni tre anni, con buona pace per la continuità didattica e per il dialogo educativo: vale molto di più la precarizzazione di tutti gli insegnanti della scuola e la trasformazione degli studenti in forza-lavoro/manodopera mascherata e analfabetizzata. La “pessima scuola” di Renzi-Giannini-Poletti allestirà così un “esercito di riserva” di precariato intellettuale per la formazione/manipolazione delle menti delle giovani generazioni, allo scopo di allevare/addestrare schiere di inoccupati, senza prospettive di lavoro stabile, pronti a vendersi a costi stracciati sul mercato della manovalanza manuale e, ancora, intellettuale. 

Il bombardamento da parte della “peggio gioventù” del PD (di salde radici scout-democristiane e ramificazioni fascio-camorristiche, come dimostra la vicenda di De Luca e delle liste affiliate in Campania) sull’impianto costituzionale, su tutto ciò che sa di pluralismo e democrazia, sulle garanzie sociali e sindacali, sui diritti collettivi e sui beni comuni, sul lavoro, sulla sanità, sul diritto allo studio, su tutto quanto abbia parvenza di pensiero e di riflessione senza l’affanno dell’azione fine a se stessa, questo bombardamento non è altro che la triste obbedienza di una ciurma di servitori accondiscendenti, e in larga parte inconsapevoli, al servizio di speculatori parassiti, responsabili della crisi abissale del sistema fondato sullo sfruttamento del lavoro, sul profitto e sulla rapina finanziaria. 

L’ultima provocazione è quella del “sindacato unico”: dopo il Partito della Nazione, adesso Renzi propone la costituzione di un'unica organizzazione sindacale, possibilmente corporativa, magari controllata direttamente da Palazzo Chigi. Una boutade, immediatamente rigettata al mittente, ma con cui Renzi intende probabilmente avviare una campagna di propaganda per i prossimi mesi sulla rappresentanza sindacale, in vista di una ridefinizione dei rapporti aziendali in chiave antisindacale.
Se c’è ancora qualcuno che continua a pensare che il PD incarni ancora qualcosa della “sinistra”, dovrà risvegliarsi dall’incantamento in cui si è cullato: il sonno della ragione genera mostri. Non vi è niente di nuovo: è l’ennesima mutazione del serpente che, penetrato tra le fila del proletariato e annidatosi in quel poco che restava delle sue organizzazioni, lavora ormai alacremente per distruggerle dall’interno. Renzi, Boschi, Madia, Poletti, Delrio rappresentano il trasformismo delle classi dirigenti nostrane e portano a compimento il processo di dissoluzione della prospettiva di un’alternativa di sistema al capitalismo avviata, colpevolmente, dalle forze stesse della sinistra politica, sociale e sindacale a fine Novecento. 

Di contro, i comunisti dovranno instancabilmente continuare a battersi contro ogni mistificazione trasformistica e opportunistica della “sinistra”, in qualunque forma si presenti, per ricostruire un nuovo blocco storico, sociale e politico, delle classi subalterne, che si batta coerentemente contro tutte le restrizioni delle libertà politiche e sindacali, contro lo smantellamento dello Stato sociale e degli equilibri istituzionali e costituzionali, contro ogni provvedimento economico e politico che rafforzi ulteriormente lo strapotere delle classi dominanti, contro gli scenari di guerra con cui si vorrebbe risolvere i problemi giganteschi delle migrazioni e della circolazione, tra aree geopolitiche e geoeconomiche diseguali, dei proletari di tutto il mondo. 

30/05/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Giovanni Bruno

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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