Ripartiamo dal cortile

Adesso ringraziamo Nunzio, il Partito, il Corto che danno sempre una mano, ma dobbiamo contare sulle nostre forze. La politica deve ripartire dal cortile.


Ripartiamo dal cortile Credits: http://ifg.uniurb.it/static/lavori-fine-corso-2012/grifoni/2012/04/26/larcheologia-preventiva-che-manca-a-roma/index.html

Sabato 21 ottobre ore 18. Cortile alberato delle case popolari Ater. Lamaro, quartiere della periferia sud di Roma dove è nato Eros Ramazzotti che qui se lo ricordano bambino strimpellante la chitarra. A Cinecittà. Casermoni tenuti dignitosamente dagli inquilini, dentro una traversa di Viale Palmiro Togliatti, la circonvallazione che taglia le consolari del quadrante sud est. Davanti la scuola ex Verrazzano, oggi Enzo Ferrari. Ottobre rosso come solo a Roma, sia in centro che in periferia è dato da vedere: con il tramonto che infiamma l’orizzonte e incendia i riflessi delle finestre.

I compagni di Rifondazione e del centro sociale Corto Circuito, nell’ambito di tre giorni di iniziative, hanno organizzato con gli inquilini una festa dibattito sul problema della casa. Rapidamente, di ritorno dalla manifestazione per i diritti dei migranti, sistemano sedie, tavoli, bevande. Alessio e Tiziana, impegnati nella lotta per il posto di lavoro alla cooperativa Milano 2000, stanno al braciere delle castagne. Daniela annuncia il dibattito e prova a mettere ordine tra i bambini che si rincorrono, gli anziani che conversano, le mamme sempre trafelate, i papà che si rilassano, qualcuno con la mente alla prodezza di Geco in coppa. Sul muretto siede paziente in attesa dell’inizio la maggioranza, silenziosa. Tutto sotto il ritmo sincopato di una partita accanita al tavolo di ping pong.

Alla fine Nunzio D’Erme rompe il ghiaccio e il rumore ricordando che in molte zone di Roma sul problema della casa si sono formati comitati di quartiere che intervengono anche su tutte le questioni sociali più importanti. Lascia la parola a Giacomo dell’Asia Usb che insieme a Giulia Pezzella della Federazione romana di Rifondazione sta girando tutti i quartieri.

Giacomo spiega con calma: Abbiamo tanti nemici. Il Governo che col decreto Lupi impone gli sgombri. La Regione che non attua la sanatoria. Il Comune che ha lasciato al suo posto il funzionario dei tempi di Alemanno e non fa le assegnazioni. Quando le fa sgombra anziani e bambini. Sembra farlo apposta per far scoppiare la guerra tra poveri. Novemila famiglie rischiano di essere messe in mezzo a una strada. La metà perché occupanti l’altra per morosità. L’Ater inoltre pretende conguagli per lavori mai fatti. Come in questi lotti la manutenzione ordinaria è affidata alla buona volontà e solidarietà degli inquilini. Formiamo dunque anche qui un comitato di quartiere come già ce ne sono nel nostro municipio.

Massimo La Bella, ex consigliere municipale di Rifondazione ricorda tra gli applausi il compagno Franco Vanni recentemente scomparso, che in questi lotti è stato punto di riferimento. Ribadisce l’impegno del partito a riunificare le lotte e invita a sostenere lo sciopero generale del 10 novembre. Marco, anche lui di Rifondazione informa tutti che dal 2019 il governo imporrà la fine della maggior tutela per le bollette di luce e gas con l’obbligo del mercato libero che significherà un aumento vertiginoso delle tariffe. Proviamo ad opporci, conclude. Sandro Luparelli di Cinecittà bene comune ricorda la vittoria dei lavoratori degli studi cinematografici e invita alla mobilitazione per realizzare nell’area dell’ex aeroporto di Centocelle un grande parco, un polmone verde in una delle aree più inquinate della città.

Imbrunisce, c’è tempo per qualche domanda, si formano capannelli. I piattini con le caldarroste hanno fatto più volte il giro. Conclude la discussione un assegnatario che è nato e vissuto tutta la vita in questi palazzi dagli intonaci che vengono a pezzi. Dice quasi commosso: Qui c’era solo un colore: era il rosso. Grazie a Fattorini, Vanni e tanti bravi compagni. Adesso ringraziamo Nunzio, il Partito, il Corto che danno sempre una mano, ma dobbiamo contare sulle nostre forze. La politica deve ripartire dal cortile.

Nelle costruzioni recenti i cortili nemmeno li hanno fatti, forse apposta per evitare la socializzazione. Ma sicuramente per fare ripartire una politica in favore delle classi popolari bisognerà ripartire dal basso. Al circolo di Rifondazione in via Chiovenda 64 ne discuteremo venerdì 17 novembre presentando il libro di Fulvio Lorefice Ribellarsi non basta. Tra gli altri sarà presente anche Maurizio Acerbo il segretario nazionale del Partito. Il Partito. Con la P maiuscola e senza aggettivi come se lo ricordano e se lo immaginano ancora oggi gli abitanti del Lamaro e delle mille e una periferie di Roma.

28/10/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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