Corruzione nell’Ue. Italia maglia nera e Roma capitale

“Cupola” tra politica, mafia ed ex pezzi dell'eversione di destra in una holding di stampo mafioso a Roma. L’Italia percepita come corrotta ai livelli di Swaziland e Senegal. Classifica prima dell’inchiesta sulla mafia a Roma. Un ‘ramificato sistema corruttivo’ nell’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal comune di Roma e dalle aziende municipalizzate. 37 persone sono state arrestate.


Corruzione nell’Ue. Italia maglia nera e Roma capitale

 

“Cupola” tra politica, mafia ed ex pezzi dell'eversione di destra in una holding di stampo mafioso a Roma. L’Italia percepita come corrotta ai livelli di Swaziland e Senegal. Classifica prima dell’inchiesta sulla mafia a Roma. Un ‘ramificato sistema corruttivo’ nell’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal comune di Roma e dalle aziende municipalizzate. 37 persone sono state arrestate.

di Ennio Remondino

1. Italia come Swaziland e Senegal

Una classifica mondiale dei Paesi più corrotti nel mondo? La risposta non è scientifica, ma basta già andare a vedere come la pensano i cittadini governati, visto che si tratta di etica e dintorni nel settore pubblico. Indicativo anche se discutibile.
Basandosi «sull’opinione degli esperti internazionali», Transparency International afferma che Danimarca (voto: 92 su 100), Nuova Zelanda (91) e Finlandia (89) sono i primi tre nella classifica degli Stati considerati come meno corrotti del pianeta.
Beati loro.
La graduatoria, formata da 175 stati, vede l’Italia al 69° posto (43), a fianco di Grecia e Romania, Senegal e Swaziland. Nessun paese dell’Ue ha un punteggio peggiore. Anche se a livello globale si distinguono in negativo Francia (69), Cina (36) e Turchia (45) che perdono diverse posizioni rispetto all’anno scorso.
Il rapporto di Transparency International cita gli scandali politici e gli affari pubblici come principale causa del dissesto morale delineato dalla graduatoria. L’Italia paga la sua cattiva fama e anche una pessima nomea - dicono a Trasparency (e ora dopo la Mafia a Roma?) - mentre il Belgio al 15° posto al contrario non sembra un dato compatibile con le storie che si leggono sui giornali. E anche il Lussemburgo al 9°. Trasparency, che non è stata a Roma, parla di segni di miglioramento, «principalmente perché la situazione economica si è andata stabilizzando e in molti governi sono state prese misure anticorruzione efficaci». Ad esempio, il Bribery Act britannico. In Italia le stiamo aspettando.
Per la cronaca e per consolarci, i Paesi più corrotti del mondo sono la Somalia e la Corea del Nord. Cina (36), Turchia (45) e Angola (19). Ma adesso torniamo in Italia. Un tempo un grande settimanale titolò:

2. “Capitale corrotta nazione infetta” 

Il giorno dopo la grande retata, Roma si sveglia stordita dall’impatto dell’inchiesta ‘Mafia Capitale’. In carcere per ora non ci sono politici, ma l’effetto del tornado giudiziario riguarda soprattutto i partiti.
E non certo solo a livello locale.
Gianni Alemanno, ex sindaco Pdl indagato per associazione mafiosa, si autosospende dagli incarichi in Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, mentre Matteo Renzi difende l’attuale ministro Poletti (‘è un galantuomo’) e annuncia il commissariamento del Pd romano con Matteo Orfini.
‘Sono sconvolto - commenta Renzi - perché vedere una persona seria come il procuratore di Roma parlare di mafia mi colpisce molto. Vale per tutti il principio di presunzione di innocenza e il Governo ha scelto Cantone (un magistrato) per l’anticorruzione. Certe vicende fanno rabbia, serve una riflessione profonda, certo l’epicentro è l’amministrazione di Alemanno ma alcuni nel Pd romano non possono tirare un sospiro di sollievo. Il presidente di Dem dice che il partito a Roma è ‘da rifondare e ricostruire su basi nuove’. Ha un assessore e il presidente del Consiglio comunale indagati e dimissionari e altri esponenti sotto inchiesta.

All’attacco il Movimento 5 Stelle, che chiede al prefetto Giuseppe Pecoraro di sciogliere il Consiglio comunale di Roma per infiltrazioni mafiose. Mentre iniziano gli interrogatori di garanzia dei 36 arrestati - uno è ancora latitante - e il presunto capoclan Massimo Carminati non risponde ai magistrati, la politica prova a riprendersi dallo choc di un quadro desolante. Le indagini comunque non riguardano solo il Campidoglio, gli enti pubblici e le municipalizzate, ma anche la Regione Lazio.

Gli accertamenti della procura di Roma sulla cupola mafiosa sgominata nella capitale puntano anche sul livello di infiltrazione dell’organizzazione capeggiata da Massimo Carminati nei palazzi di via della Pisana e di via Cristoforo Colombo. Le indagini non si limitano al presente.
La giunta Polverini, per intenderci.

remocontro.it

04/12/2014 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Ennio Remondino

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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