Frontex vergogna. I soccorsi in mare costano: “Fate voi”

Da Varsavia Frontex dice che da domani i migranti in pericolo, per l’Operazione Triton possono affogare. L’Alto commissariato Onu ci dice di 4272 vittime del mare dall’inizio dell’anno, di cui 3419 nel Mediterraneo. Migranti. L’Unione Europea si è decisa a inviare una sua missione navale nel Canale di Sicilia ma, per risparmiare carburante e denaro, non intende impiegarla per i soccorsi in mare..


Frontex vergogna. I soccorsi in mare costano: “Fate voi”

 

Da Varsavia Frontex dice che da domani i migranti in pericolo, per l’Operazione Triton possono affogare. L’Alto commissariato Onu ci dice di 4272 vittime del mare dall’inizio dell’anno, di cui 3419 nel Mediterraneo. Migranti. L’Unione Europea si è decisa a inviare una sua missione navale nel Canale di Sicilia ma, per risparmiare carburante e denaro, non intende impiegarla per i soccorsi in mare. 

di Ennio Remondino

L’agenzia europea per il controllo delle frontiere Frontex è “preoccupata” per i ripetuti interventi “fuori area” effettuati nel Mediterraneo dalle navi dell’Operazione Triton. Azioni di salvataggio oltre le 30 miglia marine dalle coste italiane ed europee che nei mesi scorsi erano state coperte dalle navi dell’operazione italiana “Mare Nostrum” impegnate nei soccorsi ai migranti. Lamentela di Frontex con lettera al Direttore della Polizia di Frontiera del Viminale: «Prestare soccorso a imbarcazioni in difficoltà non sono coerenti con il piano operativo e non saranno prese in considerazione in futuro».

Vergogna. Da Varsavia l’indegna Frontex ci dice che da domani, un barcone carico di disperati che sta affondando altre le 30 miglia previste dalla rachitica “Operazione Triton”, possono affogare tranquillamente perché non sono previsti da nessun comma della loro imbecille burocrazia e perché costano in carburante e tempo nell’andarli a ripescare. Figuriamoci se poi devi recuperare dei morti! “Bella gente” quella messa ai vertici di Frontex, sensibile come una renna. Che c’entra quel povero cornuto? Sappiamo dalle news Ue che il direttore esecutivo di Frontex è il finlandese Ilkka Laitinen.

Nella lettera di contestazione all’Italia, Frontex fa riferimento ad una serie di interventi di soccorso compiuti nelle scorse settimane. In particolare, il 20 novembre il Centro di controllo di Roma, dopo aver ricevuto una telefonata satellitare, ha dato istruzioni a un’unità di Frontex di recarsi sul punto localizzato per verificare la presenza di un’imbarcazione in difficoltà. Ma Frontex è lapidaria: “Una telefonata satellitare non è di per sé un evento SAR, di ricerca e soccorso”. Forse una chiamata dal centro del Canale di Sicilia come uno scherzo? Ma importante è il seguito: “tocca solo a voi italiani”.

Dalla missione europea, rileva tale Rosler (da ricordare), non sembra “necessario e conveniente sotto il profilo dei costi l’utilizzo dei pattugliatori di Triton, per queste attività di verifica iniziale al di fuori dell’area di operazioni”. E il Centro operativo di Roma è invitato “a tenere in considerazione il luogo e la distanza tra i possibili obiettivi in genere in area libica”. Di fatto Frontex e la Ue dicono all’Italia di non coinvolgere più le loro navi nelle operazioni di soccorso dei clandestini perché sono impegnative, costringono a operare in alto mare e costano troppo. Se ne occupi la Marina italiana.

La fine di Mare nostrum con una diminuzione degli sbarchi di migranti? Favola del ministro Alfano. Novembre, primo mese della missione Ue Triton il numero di profughi arrivati è quasi quintuplicato con buona pace della Lega. Non era Mare nostrum ad attirare migranti. Novembre 2013 i migranti soccorsi furono 1883. Questo novembre 9134. 485% in più. 3810 soccorsi dalla Marina militare, 1534 dalla Capitaneria di porto, 2273 dai mercantili. Le navi della marina hanno coperto un’area di 22mila miglia contro le 6900 di Triton.

remocontro.it 

13/12/2014 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Ennio Remondino

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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